Psichiatria nutrizionale: la nuova frontiera del mangiare sano e star bene

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Psichiatria nutrizionale: di cosa si tratta?

Prima di affrontare l’argomento rispondete a queste domande:

  • è vero o no che quando si è tristi si ha voglia di dolci e cioccolato?

  • Ci si sente più di buon umore dopo un bel piatto di pasta?

  • Cerchiamo determinati cibi quando abbiamo voglia di coccole?

Se avete risposto in modo positivo a queste domande siete sulla buona strada per comprendere il legame fra cibo e umore.

Cibo e umore: psichiatria nutrizionale

Come si curano di solito gli sbalzi di umore, la depressione e l’ansia? Con i farmaci. E se invece iniziassimo ad usare il cibo? Non fraintendetemi i farmaci in molti casi, specie se cronici o gravi sono necessari, ma nei casi più lievi un’alimentazione corretta fa la differenza.

E’ ormai noto che la mancanza di nutrienti essenziali contribuisce all’insorgenza di una cattiva salute mentale nelle persone che soffrono di ansia e depressione e disturbo bipolare.

I dati statistici affermano che l’uso degli antidepressivi è in notevole aumento e questo significa che la cattiva salute mentale è in aumento ma avete notato che è anche in aumento un maggiore caos alimentare? Obesità, problemi cardiovascolari, tutti problemi legati ad una scorretta alimentazione.

Il risultato di un’alimentazione di cibi raffinati ricchi di grassi e di zuccheri comporta problemi sia a livello fisico che mentale.

Psichiatria nutrizionale

Quali sono i nutrienti studiati dalla psichiatria nutrizionale?

Lo studio si concentra su determinati nutrienti la cui carenza causa stadi infiammatori che comportano la morte di cellule cerebrali.

Una mancanza di nutrienti dal nostro cibo come magnesio, acidi grassi omega-3, probiotici, vitamine e minerali può causare ansia, stress e depressione.

Gli studi hanno dimostrato che integratori alimentari come zinco, magnesio, omega 3 e vitamine B e D3 possono aiutare a migliorare l’umore delle persone, alleviare l’ansia e la depressione e migliorare la capacità mentale delle persone con Alzheimer.

Il magnesio è fondamentale per una salute ottimale, ma mancano molte persone. Chi lo assume giornalmente ha un significativo miglioramento della depressione e dell’ansia.

Gli acidi grassi omega-3 sono un altro nutriente fondamentale per lo sviluppo e la funzione del sistema nervoso centrale e una mancanza è stata associata a basso umore, declino cognitivo e scarsa comprensione.

Infine la ricerca ha dimostrato che integratori come zinco, magnesio e vitamine B e D possono migliorare la capacità mentale delle persone con Alzheimer.

I probiotici svolgono il ruolo di migliorare la salute mentale con riduzione di ansia e depressione.

La dieta studiate dalla psichiatria nutrizionale

E’ stato dimostrato che la dieta mediterranea, che prevede un alto consumo di frutta e verdura ricca di antiossidanti, olio d’oliva, noci, pesce ricco di Omega-3 (presente in tonno, salmone e sardine), pasta e pane integrale e zuccheri e vino rosso, hanno un ruolo essenziale nel promuovere la salute neuronale.

E’ stato sottolineato come la presenza di un elevato contenuto dell’acido docosaesaenoico (DHA) è anche in grado di reprimere stati infiammatori cronicicapaci di danneggiare le cellule del cervello e portare ad un generale decadimento cognitivo. Questa infiammazione è risultata connessa a diversi disturbi cerebrali come depressione, disturbo bipolare e perfino autismomorbo di Alzheimer e schizofrenia.

La dieta di Okinawa prevede tra i suoi alimenti fondamentali la patata viola dolce coltivata nel territorio locale, spesso sostituita al riso dagli abitanti. Si accompagnano alghe, alcuni tipi di carne e pesce, tè verde e un consumo limitato di zucchero e riso questa dieta favorisce salute e buon umore.

La dieta scandinava, infine, è associata ad un’incidenza ridotta delle infiammazioni e ad un rischio inferiore di sviluppare diabete e malattie cardiovascolari. Si basa sull’olio di colza, preferito dai nordici all’olio d’oliva e ricco di Omega-3, mirtilli rossi, verdura (patate), noci e cereali integrali, pesce e un consumo contenuto di carne e latticini. Una dieta sana che contrasta la depressione.

Interessante approfondimento 

Alimentazione per combattere la depressione

Vediamo come si combatte la depressione a tavola:

  • iniziare la giornata con la colazione, yogurt e frutta secca per iniziare con una carica di buon umore

  • a pranzo mangiare carboidrati che aiutano il buon umore e verdure fresche

  • a cena via libera al pesce, sgombro, sardine e salmone per una buona carica di omega 3

A cosa bisogna dire di no?

Caffè, te, alimenti con cacao che sembrano aiutare ma in realtà sono pesanti e fintamente consolatori.

Psichiatria nutrizionale

Quali sono i sali minerali e le vitamine alleati?

  • Cromo che aumenta i livelli di serotonina e melatonina che aiutano a regolare le emozioni e l’umore (broccoli, uva, patate, carne di tacchino)
  • vitamina B9 (folati) contribuisce a regolare la serotonina. Bassi livelli di acido folico possono provocare stanchezza e si associano a stati depressivi (spinaci, asparagi, cavolini di Bruxelles).
  • ferro, bassi livelli provocano fatica e depressione.
  • Magnesio, importante per lo sviluppo della serotonina che contribuisce al senso di felicità e aiuta a regolare le emozioni (mandorle, spinaci e noccioline).
  • vitamina B12, fondamentale per la formazione e il buon funzionamento del sistema nervoso, bassi livelli possono avere un peso in disturbi come difficoltà di ragionamento, paranoia e depressione. (si trova nel fegato e interiora in genere, nelle carni, uova, formaggio stagionato come il Grana Padano DOP, uova di pesce e pescato in genere)
  • vitamina B, bassi livelli sono associati a sintomi depressivi (luce del sole, salmone, pesce spada, latte e burro).
  • Zinco e selenio, modulano la trasmissione degli impulsi nervosi, bassi livelli possono portare, dal punto di vista psicologico, a stati depressivi (ostriche, crostacei, cereali, carni, nel latte e nel formaggio).

Soffri di depressione, ansia, attacchi di panico e sbalzi di umore? Chiedi al tuo medico quale dieta sarebbe migliore per te.

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