La ricostruzione delle unghie per curare l’onicofagia

Quando ti trovi nervoso, ansioso o preoccupato, cosa fai? Be’, ci sono alcuni tra noi che, quando sotto pressione o stress, ricorrono a comportamenti nervosi come mordicchiare le penne, girare i capelli, o – il tema della nostra discussione – masticarsi le unghie. Sì, amici miei, parliamo dell’onicofagia.

L’onicofagia è un comportamento compulsivo che spesso inizia in età infantile e può persistere fino all’età adulta. E, sappiatelo, non è solo un brutto vizio – è un disturbo comportamentale reale e a volte può essere abbastanza serio da richiedere interventi medici e psicoterapeutici.

Ma aspetta, non essere così preoccupato – esiste un mondo di differenza tra un’abitudine occasionale e un comportamento problematico. Se stai pensando: “Oh, accidenti, anche io mastico le unghie ogni tanto, ho l’onicofagia?” – beh, non necessariamente. Ma se le tue dita sembrano sempre essere in bocca, e le tue unghie appaiono più come moncherini che come le belle falangi che dovrebbero essere, potrebbe essere il momento di fare un passo indietro e guardare un po’ più a fondo.

Scopriamo l’Onicofagia

L’onicofagia, amici miei, non è una passeggiata nel parco. Può portare a una serie di complicazioni, sia fisiche che psicologiche. Dalle infezioni delle unghie alla perdita permanente delle unghie, dall’ansia all’isolamento sociale – non è uno scherzo.

È interessante notare che, secondo alcuni studi, l’onicofagia è più comune nei ragazzi che nelle ragazze. E anche se non è ancora chiaro il motivo, alcuni ricercatori suggeriscono che potrebbe essere legato alle differenze di genere nella gestione dello stress. Ma ovviamente, come per qualsiasi disturbo comportamentale, varia da persona a persona.

Nel contesto dell’onicofagia, ci sono tre parole chiave che dovete tenere a mente: riconoscimento, gestione, e superamento. Questi saranno i nostri punti focali mentre ci addentriamo nel mondo dell’onicofagia, quindi teneteli a mente.

Riconoscere l’Onicofagia

Come si può sapere se qualcuno ha l’onicofagia? Semplice, le unghie masticate sono un chiaro indicatore. Ma ci sono anche altri segnali che possono aiutarti a capire se tu o qualcuno che conosci sta lottando con questo disturbo.

Ad esempio, si può notare un’eccessiva preoccupazione per le mani e le unghie, un’ansia visibile quando non è possibile masticare le unghie, o la presenza di lesioni cutanee o infezioni intorno alle unghie. Se hai notato questi segnali, potrebbe essere il momento di considerare la possibilità dell’onicofagia.

Gestire l’Onicofagia

La gestione dell’onicofagia richiede una combinazione di approcci psicologici e medici. Come per qualsiasi altro disturbo comportamentale, non esiste un “trucco magico” per farlo sparire, ma ci sono alcune strategie che possono aiutare.

Per cominciare, è utile capire cosa scatena il comportamento di masticare le unghie. È lo stress? È l’ansia? È la noia? Capire il “perché” può aiutare a trovare il “come” per affrontare il problema. Ad esempio, se l’ansia è il principale scatenante, la terapia cognitivo-comportamentale o tecniche di gestione dello stress come il rilassamento muscolare progressivo o la meditazione possono essere molto utili.

C’è anche la questione del “rinforzo negativo”, cioè usare un risultato sgradevole per fermare un comportamento. Esempi di questo potrebbero includere l’applicazione di smalti amari sulle unghie o l’uso di coperture per le dita. Sembra divertente, lo so, ma potrebbe funzionare!

Superare l’Onicofagia

Superare l’onicofagia richiede tempo, pazienza, e una buona dose di autocomprensione. Non è facile, amici miei, ma è decisamente possibile.

Uno dei passaggi più importanti è sviluppare la consapevolezza di sé. Si tratta di essere consapevoli del momento in cui si inizia a masticare le unghie e di cercare di interrompere il comportamento prima che inizi. Può essere utile avere una sorta di “piano di emergenza” da attuare quando si avverte l’impulso di masticare le unghie, che può includere cose come tenere le mani occupate o masticare una gomma.

L’aiuto professionale può essere molto prezioso quando si tratta di superare l’onicofagia. I terapisti cognitivo-comportamentali, ad esempio, possono fornire strumenti e tecniche utili per gestire il comportamento. In alcuni casi, i farmaci per l’ansia possono essere prescritti per aiutare a controllare gli impulsi.

In pratica, l’onicofagia è un disturbo comportamentale che può avere un impatto significativo sulla vita di una persona. Ma la buona notizia è che, con il riconoscimento, la gestione, e il superamento, è possibile affrontare e superare questo problema.

Se pensi di lottare con l’onicofagia, ricorda: non sei solo. Ci sono risorse disponibili e persone pronte ad aiutare. Non aver paura di chiedere aiuto, e soprattutto, non perdere mai la speranza. L’onicofagia può essere una battaglia difficile, ma con le giuste strategie e il sostegno, è una battaglia che si può vincere.

5: Miti e Verità sull’Onicofagia

Ora, prima di concludere, pensiamo sia importante sfatare alcuni miti comuni sull’onicofagia e illuminare alcune verità. Pronti? Ecco alcuni punti:

  1. Mito: L’onicofagia è solo una cattiva abitudine. Verità: Mentre masticare le unghie può iniziare come un’abitudine, può diventare un disturbo comportamentale se diventa compulsivo e interferisce con la vita quotidiana.
  2. Mito: Solo i bambini masticano le unghie. Verità: L’onicofagia può iniziare in età infantile, ma può persistere fino all’età adulta. Non è solo una “fase” che le persone superano.
  3. Mito: L’onicofagia non è un grande problema. Verità: L’onicofagia può portare a una serie di problemi fisici e psicologici, tra cui infezioni, lesioni alle dita, danni alle unghie e ai denti, ansia e bassa autostima.
  4. Mito: Non esiste un trattamento per l’onicofagia. Verità: Ci sono molti modi per gestire e superare l’onicofagia, compresa la terapia cognitivo-comportamentale, i farmaci e le strategie di autogestione.
  5. Mito: Se masticate le unghie, siete condannati a farlo per sempre. Verità: Mentre l’onicofagia può essere un comportamento difficile da cambiare, molte persone sono state in grado di superarlo e vivere vite sane e felici.

L’Onicofagia non è una Sentenza

Se c’è una cosa che vorrei che vi portaste a casa da questo articolo, è che l’onicofagia non è una sentenza. Sì, può essere una sfida. Sì, può essere frustrante e difficile da superare. Ma con il giusto sostegno, le giuste strategie, e un po’ di pazienza e autocompassione, si può superare.

La ricostruzione delle unghie

La ricostruzione delle unghie è una delle soluzioni più adottate dalle donne per venire incontro ai problemi più classici che di solito si presentano, come le unghie fragili oppure che si sfaldano con facilità, tipici di chi fa lavori di tipo manuale. Ma ci sono anche problemi più seri, in cui l’utilizzo delle unghie finte può essere una soluzione ottimale, stiamo parlando ad esempio dell’onicofagia, la spinta nervosa di cui soffre chi si mangia le unghie.

L’onicofagia è un problema che riguarda sia gli uomini che le donne, e negli anni si è sempre cercato di trovare un rimedio valido, dal più classico degli smalti amari, che lasciano un sapore acre in bocca per alcuni minuti, fino alle seduta dal terapeuta.

Nail art

ricostruzione delle unghie mani e piedi

Ora con l’utilizzo delle unghie finte e delle varie tecniche della nail art sembra che si riesca ad avere successo, anche se per smettere di mangiarsi le unghie bisogna comunque tirare fuori tanta forza di volontà.

Infatti, nonostante oggi i prodotti per la ricostruzione delle unghie, siano di prima qualità, e consentano di avere unghie talmente dure da non poter essere graffiate o scalfite, chi si sottopone al trattamento per combattere l’onicofagia deve esserne consapevole di ciò che sta facendo, perché altrimenti si potrebbero avere conseguenze spiacevoli.

Infatti spesso capita che chi ha poca forza di volontà cerchi di togliere la ricostruzione poco tempo dopo averla fatta, ed in certi casi potrebbe cercare di strapparla via, solo che vista la durezza riuscirebbe a farlo solo strappando un pezzo per volta, portando via con se anche pezzi superficiali dell’unghia stessa, il che la renderebbe talmente sensibile che anche un semplice sfioramento potrebbe causare forti dolori.

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Mangiarsi le unghie, onicofagia

Con la ricostruzione delle unghie quindi si può fare in modo che chi soffre di problematiche come il mangiare le unghie nervosamente possa porvi rimedio in modo fermo e deciso, anche perché le unghie finte diventano una soluzione per curare l’onicofagia solo quando si è veramente convinti della scelta fatta, perché ci vuole una grande forza di volontà per resistere alla tentazione di toglierla e non cedere di nuovo all’istinto di mangiarsi le unghie.

Sono veramente tanti gli onicotecnici che consigliano le unghie finte per porre fine al problema dell’onicofagia, in principio per ridare alle unghie un aspetto gradevole, ed in secondo luogo perché forse, vedendo come potrebbero essere belle ed eleganti le proprie mani, chi è abituato a mangiarsi le unghie ci penserebbe due volte prima di ricominciare a farlo.

Alcuni esempi di Nail Art



Fonte Immagini: Depositphotos

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