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I minatori di Chernobyl sono morti? Curiosità sul disastro nucleare

liquidatori di Chernobyl

I minatori di Chernobyl sono morti?

In pochi sanno che all’epoca dell’incidente di Chernobyl furono arruolati i migliori scavatori, volontari, aderenti al Partito comunista che avevano un compito ben preciso.
Questa è solo una delle tante curiosità sul disastro nucleare che andiamo a scoprire.

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minatori ed i liquidatori di Chernobyl al lavoro

I minatori di Chernobyl ed i liquidatori

Due sono state le categorie principalmente impiegate dopo il disastro nucleare: i liquidatori ed i minatori.
Alla squadra dei minatori venne commissionato un tunnel sotterraneo di 150 metri dal terzo reattore fino al quarto, bisognava scavare una sorta di cella della misura 30x30x30. Vi andavano installati dei frigoriferi speciali che dovevano raffreddare le sostanze venutesi a formare in seguito all’esplosione.

«Chi altri se non noi?»

Era il celebre slogan di allora per cui i minatori erano entusiasti di lavorare per la patria. Ma loro di fatto il reattore non l’hanno mai visto anche se ci lavoravano sotto.
Durante i turni di tre ore si dovevano scavare 80 cm di tunnel, gli operai ne facevano anche due metri.
I reparti erano tre: uno scavava il tunnel, la seconda squadra lo ultimava e scavava la cella mentre il terzo montava i frigoriferi.
Dopo aver visto la serie tv su Chernobyl due minatori, Vladimir Naumov e Andrey Nasonov, sono intervenuti per dire che quanto raccontato non era vero: non hanno lavorato nudi e non sono mai stati minacciati dai soldati con le pistole.

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I minatori di Chernobyl sono morti?

Uno su quattro dei minatori di Chernobyl morì in seguito a causa dell’esposizione alle radiazioni, e molti morirono di cancro poiché sono stati esposti a livelli di radiazione molto alti.

I “liquidatori” erano 600 mila uomini che tra il 1986 e il 1991 dovevano eliminare le conseguenze della catastrofe. 25 mila di loro sono morti. I pompieri di Pripyat furono arruolati per primi: chiamati a intervenire nella notte del 26 aprile per spegnere quello che pensavano fosse un normale incendio. Un gran numero di lavoratori arrivarono da tutta l’Unione armati di pale e badili per buttare in basso sabbia, boro, blocchi di grafite sopra il nucleo radioattivo, per la paga di 100 rubli. Potevano lavorare solo per 40 secondi e le loro tute venivano gettate via subito.

La ricostruzione molto fedele di quello che facevano I minatori ed i liquidatori a Chernobyl dell’omonima serie

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L’incidente nel 1982
Nel 1982 ci fu il primo incidente con rilascio di sostanze radioattive nell’ambiente. L’incidente fu causato dalla rottura del canale di carburante del reattore, che portò a un rilascio di un elevato picco di radioattività. Quindi il 1986 non fu il primo incidente di Chernobyl.

Il plutonio militare
Chernobyl produceva anche plutonio militare e per farlo l’edificio non fu costruito a norma, l’edificio di contenimento infatti era simile ad una costruzione civile. Inoltre la produzione di plutonio militare richiedeva di far funzionare gli impianti a temperature troppo alte per gli standard di sicurezza.

Il ponte della morte
Il ponte sulla ferrovia di Prypiat fu detto anche ponte della morte. Qui confluirono tutti gli abitanti della città per vedere l’incendio di Chernobyl. Quello che non sapevano è che la lieve brezza serale portava con sé 500 Roentgen/h di radioattività causando la loro morte.

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Il capo degli scienziati si suicidò
Valerij Legasov, molto famoso fra gli scienziati russi, era a capo della commissione scientifica d’emergenza mandata sul luogo dell’esplosione poche ore dopo. Assunse una posizione contraria alla versione per cui la colpa era tutta degli addetti e la sua carriera fu rovinata. Si suicidò nel 1988.

I trafficanti di metallo
Alcuni ex agenti di polizia raccoglievano il metallo radioattivo e lo rivendevano. Le razzie, o sciacallaggio radioattivo, avvenivano soprattutto a Prypiat.

Chernobyl ha continuato a funzionare
Dopo la catastrofe del 26 aprile 1986, gli altri tre reattori rimasero ancora in funzione e per un anno intero, fino al maggio del 1987 e c’era l’intenzione di costruire altri reattori.
Attualmente il combustibile nucleare è ancora tutto nei reattori, la cui completa dismissione è prevista soltanto nel 2065.

I “capelli di Elena” e la “zampa di elefante”

I residui radioattivi rimasta attaccati al “coperchio” del reattore sono detti capelli di Elena.
La “zampa di elefante” è una massa solidificata di combustibile nucleare mischiato a detriti, sabbia, e grafite, lunga circa 2 metri ed alta 70cm, situata nel luogo dove si trovava la base del nocciolo del reattore 4.

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zampa di elefante

La vodka radioattiva

L’Atomik è una vodka artigianale realizzata con grano di segale contaminato e acqua radioattiva.
“Abbiamo preso il grano dai campi e l’acqua dalle falde acquifere di Chernobyl e tutto è stato distillato. Quando si distilla qualcosa, le impurità rimangono nel prodotto di scarto” dice il professor Smith. Sarà ma sempre vodka pericolosa rimane.

Museo di Chernobyl

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