Chernobyl natura ed ambiente, l’altra faccia della medaglia

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Caso Chernobyl, può esserci un’altra faccia della medaglia?

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La natura e l’ambiente quanto ne hanno risentito? Avreste mai pensato che in tutta l’area circostante a Chernobyl la natura si sarebbe autorigenerata.

26 aprile 1986, una data indelebile nella memoria dell’intera umanità, una catastrofe senza precedenti che ha cambiato per sempre la vita di migliaia di persone: “lo scoppio della centrale nucleare di Chernobyl”.

Erano le ore 01:23, quando nei pressi della città di Pripyat in Ucraina, esplose uno dei quattro reattori nella centrale nucleare di Chernobyl, si ipotizza per un errore umano, provocando così, la dispersione nell’aria di una nuvola densa di particelle radioattive, che ha contaminato l’intera area attorno alla sede della centrale e non solo. Le radiazioni, infatti, hanno raggiunto non solo la Bielorussia, la Russia e l’Ucraina, ma anche l’Europa Occidentale, e addirittura il Mediterraneo e l’Asia.

A nulla sono valsi i tentativi dei numerosi tecnici impegnati nel contenimento della fuga di radiazioni.

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Le conseguenze dell’esplosione della centrale

Le radiazioni sono agenti invisibili che a distanza di anni continuano a manifestarsi in tutta la loro letalità. Si parla, addirittura, di ripercussioni di gran lunga superiori rispetto alle esplosioni delle bombe di Hiroshima e Nagasaki.

L’esposizione alle radiazioni ha provocato conseguenze devastanti sulla vita di tutte le persone coinvolte in questa catastrofe, che ancora oggi continuano a farsi sentire. Le radiazioni, infatti, hanno provocato e continuano a provocare un elevatissimo numero di morti per tumori e leucemie.

In soli pochi anni dall’esplosione, si sono registrati oltre 5000 casi di cancro alla tiroide, ma anche casi di malattie respiratorie, infertilità, malattie della pelle, infezioni, ma anche bambini affetti da sindrome di Down e bambini nati con malformazioni congenite. Lo scoppio della centrale ha, inoltre, costretto gli abitanti residenti nelle città limitrofe alla centrale, ad abbandonare le loro case, per non farvi mai più ritorno.

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Chernobyl le conseguenze sulla natura

Ad essere stati coinvolti in questo disastro nucleare non sono state solo le persone. Putroppo anche la natura e gli animali ne hanno risentito. Ad essere stata duramente colpita dalla pioggia di radiazioni è stata la “Foresta Rossa”, situata a pochissimi chilometri dalla sede della centrale.

In seguito all’esplosione del reattore numero quattro di Chernobyl, molti alberi sono morti o hanno subito numerose mutazioni genetiche.

Anche gli animali della foresta, avvistati dopo l’esplosione, si dice che abbiano subito mutazioni impressionanti.

La natura a Chernobyl oggi

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Uno scenario quello appena descritto di certo non molto promettente. Eppure a distanza di 35 anni, ci giungono buone notizie in merito: la natura a Chernobyl si è auto rigenerata.

L’area di Chernobyl è ormai un sito fantasma, eppure, oggi fanno capolino animali come volpi, lupi, orsi bruni, cavalli, bisonti, i quali, senza timore dell’uomo, si sono ripresi i propri spazi. La vegetazione è rinata più rigogliosa che mai.

Un caso come quello di Chernobyl, è la dimostrazione eclatante di quanto la presenza dell’uomo possa portare morte e distruzione per l’intera umanità. Al contrario, dunque, dove l’uomo retrocede, la natura avanza inesorabilmente.

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