5 curiosità sulla Sicilia

5 curiosità sulla Sicilia dallo street food alle saline

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Una terra dalla bellezza straordinaria, la cui identità territoriale si riflette pedissequa nelle tradizioni, nell’idioma e nelle pratiche quotidiane. Parliamo della Sicilia, un luogo magico che, ogni anno, è interessato da un turismo particolarmente intensivo. Si tratta di un fiore all’occhiello del Bel Paese, un’isola ricca di storia che cela gemme meravigliose a chi sa osservarla con gli occhi dell’anima. La Sicilia è una meta turistica ricca di attrazioni diverse, rivelandosi perfetta per ogni tipo di esigenza.

Al di là dei suoi aspetti più noti, come le spiagge con sabbia bianca e mare cristallino e della bellezza culturale delle sue città, però, la Sicilia sa essere molto di più, nascondendo storie e curiosità di cui non tutti sono esattamente a conoscenza al di fuori dei confini dell’isola. Insomma, si tratta di un posto veramente magico, patria di una cucina deliziosa, dove si ergono panorami mozzafiato.

Conoscere la Sicilia significa immergersi completamente in essa, godendo di ogni scorcio di Paradiso e di tutte le possibilità che essa offre. Visitare una terra del genere significa conoscerne i particolari, non solo come forma di rispetto nei suoi confronti, ma anche per avere un minimo di background attraverso il quale potersi orientare. Nelle prossime righe, quindi, abbiamo deciso di presentarvi qualche curiosità di cui probabilmente non sarete a conoscenza, riguardo il territorio siciliano.

Ha ospitato un regno lunghissimo, oltre a tutti i climi d’Europa

Il Regno di Sicilia fu tra i più longevi della storia. Per quasi settecento anni, infatti, l’isola fu uno stato indipendente, attraversando diverse perturbazioni storiche. Come se non bastasse, la meravigliosa isola dei limoni presenta tutti, o quasi, i climi presenti in Europa e Africa settentrionale. Non tutti sanno, infatti, che l’Etna presenti dei veri e propri ghiacciai perenni, oltre a delle pianure assolate coperte dalle dune, molto simili a quelle del deserto del Sahara. Questa ricchezza paesaggistica si rivela assolutamente strabiliante, oltre a portare un ampio ventaglio di tradizioni enogastronomiche.

Lo street food unico

street food siciliano panino con la milza

Una delle proposte turistiche più affascinanti della Sicilia è rappresentata dai mercati tipici, dai colori e i sapori irresistibili. Parliamo di Ballarò a Palermo o del mercato del pesce di Catania, tra gli altri. Si tratta di tappe obbligate quando si visita l’isola, utili a scoprire i sapori più autentici del territorio. Il pane con la milza, ossia l’iconico Pane Ca Meusa è, sicuramente, uno dei cibi da strada più peculiari d’Europa. Si tratta di pane caldo ripieno di milza di vitello, a cui alcuni aggiungono il polmone o le interiora. Sicuramente, non è un comfort food e, diciamoci la verità, non è esattamente per tutti. Ciò nonostante, se si trova il coraggio di assaggiarlo, non si rimarrà assolutamente delusi, spero accompagnandolo con un buon vino rosso!

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Catacombe di Palermo

Si diramano sotto il Convento dei Cappuccini, nel quartiere Cuba di Palermo. Queste gallerie ospitano le Catacombe dei Cappuccini. Si tratta di un cimitero, più che di una catacomba in senso stretto, realizzato nel 500. Nel corso degli anni, i monaci imbalsamarono circa ottomila corpi che, a tutt’oggi, è possibile vedere nelle gallerie. Si tratta, sicuramente, di un luogo peculiare e dalla bellezza sublime che merita assolutamente una visita, se non altro per il suo aspetto spettrale.

Palermo

Il castagno dei 100 cavalli

Alle pendici dell’Etna, in provincia di Catania, sorge un albero di castagno. Le sue dimensioni sono decisamente considerevoli. I tre fusti insieme costituiscono la struttura portante di oltre 50 metri di diametro. Nel 1923 un incendio danneggiò il tronco, quindi si pensa che, prima di allora, l’arbusto fosse ancor più imponente. Secondo la leggenda, il castagno dei 100 cavalli deve il suo nome ad un episodio singolare. Durante un violento temporale, infatti, una regina accompagnata da 100 cavalieri trovò riparo sotto un albero di proporzioni tanto notevoli da ospitare i gendarmi e la sovrana comodamente.

Le saline di Trapani

la saline di trapani

Una storia che si sviluppa in un arco temporale di due millenni. Le saline di Trapani sono un’oasi marina che, col tempo, divenne un punto nevralgico per l’estrazione del sale in Europa, in cui l’operato umano collimava alla perfezione con la conformazione del territorio. Le saline saltarono prima all’attenzione dei Fenici, per poi raggiungere l’apice con gli aragonesi che privatizzarono le saline e spinsero gli imprenditori ad investire in maniera considerevole sul territorio.

Nel 1600, il porto di Trapani divenne il più grande del mediterraneo per il commercio del sale. Purtroppo, a seguito dell’Unità d’Italia e a cavallo tra i due conflitti mondiali, le saline di Trapani affrontarono un processo di decadenza progressiva che ebbe modo di essere sanato grazie all’intervento di realtà private, anche a conduzione familiare, che rilevarono alcune zone della salina. Oggi, è possibile visitare il luogo grazie al saline culcasi tour, creato apposta per diffondere consapevolezza e far conoscere ai curiosi un aspetto del tutto inedito della Sicilia.

Fonte Immagini: Depositphotos pixabay

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