Nuovo Digitale Terrestre dal 2015

 Nuovo Digitale Terrestre dal 2015

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La televisione è da anni una compagna fidata, seppur di qualità altalenante, una delle poche certezze quando torniamo a casa dopo il lavoro (o dopo averlo inutilmente cercato) è il telecomando, che risponde sempre alle nostre esigenze: accendere lo schermo.
Negli ultimi anni abbiamo assistito (anche se per alcuni abbiamo ‘subìto’) un incredibile balzello a causa del digitale terrestre, presentato in pompa magna e già obsoleto ha cambiato, nel bene come nel male, le nostre vite sul divano.
Ci sono stati dei vantaggi, sicuramente, ad esempio mentre prima eravamo abituati ai soliti canali principali e a qualche affezionato locale, oggi disponiamo di centinaia di offerte diverse. Abbiamo ottenuto Real Time, che tanto ha fatto, sta facendo e ancora farà per riempire i momenti in cui sulla Rai o Mediaset non passano nulla, abbiamo visto tutte le serie del Doctor Who e Battlestar Galactica, abbiamo goduto (ancora) di tutte le replice dei Robinsons e dei Jeffersons, senza contare il sempreverde Arnold, ci siamo crogiolati sulle viste di profondità marine trasmesse 24 ore su 24, e abbiamo ritrovato vecchi amici che tentavano di venderci il nuovo ritrovato contro la cellulite, il mal di testa e i torsoli di mela.
E nel frattempo abbiamo speso un sacco di soldi.
Prima il decoder, indispensabile per vedere questi canali, poi la televisione che l’aveva integrato, la CAM per inserire la tessera del fruitore di servizi a pagamento di turno, per seguire l’antennista passando per chi è stato costretto a installare un amplificatore di segnale perché la potenza di trasmissione non era sufficiente per vedere la televisione in tutta la casa.
Nel frattempo è avvenuto lo switch-off, che in pratica è stato lo spegnimento delle vecchie frequenze, regione per regione, per passare tutti i contenuti su quelle nuove.
Ne è passata di acqua sotto i ponti, le polemiche, ovviamente, non sono mancate e non è bastato il contributo statale del 2008 per calmare gli animi di chi presagiva ulteriori spese (puntualmente avvenute), né sono bastate le richieste dell’Adiconsum, che aveva insistentemente proposto di passare direttamente alla piattaforma DVB-T2 senza tappe intermedie: la storia sta per ripetersi.

 

Nel 2015 entrerà infatti in funzione il DVB-T2 e i televisori e i decoder che abbiamo acquistato non ci permetteranno di vedere le nuove frequenze che vi passeranno. In pratica dovremo ricomprare tutto.
Le assicurazioni in merito sono molte, veniamo informati che il passaggio sarà graduale (come dall’analogico) e che finché i canali non saranno tutti migrati potremo tranquillamente vedere la televisione come ci siamo riabituati.
Se fossimo passati subito al DVB-T2 non avremmo dovuto subìre questo ulteriore passaggio, ma certo è che il 2015 sembra ancora lontano, almeno quanto le rate che alcuni devono ancora finire di pagare per il televisore precedentemente acquistato. Facendo due conti, se il passaggio da analogico a digitale ha richiesto circa 4 anni, per arrivare al DVB-T2 potremmo sfiorare il 2018-2019, sempre che non inventino il DVB-T3.
La notizia non è recente, questo spiega l’improvviso calo del costo dei dispositivi avvenuto lo scorso inverno, apparecchi che saranno obsoleti tra un paio d’anni. Chi avesse necessità di un nuovo televisore farebbe bene a cercarne uno che supporta già quella tecnologia, in modo da non avere brutte sorprese, per ora l’unica certezza che abbiamo è che i vecchi schermi non saranno più vendibili dal 1 luglio 2015.

 

Fonti:

http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=17317
http://bookmarks.mikis.it/digitale-terrestre-2-nel-nostro-futuro.html
http://canali.kataweb.it/kataweb-consumi/2012/09/25/digitale-terrestre-atto-secondo-nel-2015-un-nuovo-switch-off/

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