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Cloud server, la soluzione per mettere i siti tra le nuvole

Articolo aggiornato il 16 Luglio 2020

Il futuro è sempre più immateriale e virtuale, e uno dei settori su cui si concentrano maggiormente le attenzioni è quello del cloud, la nuvola che raccoglie siti, dati e infrastrutture. Non è un caso che a dividersi la torta di questo mercato siano tre colossi come Amazon, Microsoft e Google, o che siano sempre più le aziende che offrono servizi per trasferire i siti in questo innovativo sistema.

Che cos’è il cloud computing

Tutto parte dal cloud computing, definibile come la distribuzione di servizi di calcolo offerti da un fornitore su richiesta del cliente finale grazie alla rete Internet: in pratica, possiamo considerare la nuvola informatica come un insieme di risorse preesistenti come server, risorse di archiviazione, database, rete, software, analisi e intelligence, che sono configurabili e disponibili in remoto per i clienti sotto forma di architettura distribuita.

A cosa serve

Grazie a questo sistema, il cliente può utilizzare servizi come l’archiviazione, l’elaborazione o la trasmissione dei dati con enormi vantaggi rispetto al classico paradigma di erogazione “fisica”, basato su strutture materiali: il cloud offre innovazione rapida, risorse flessibili ed economie di scala, e inoltre l’utente arriva a pagare solo per i servizi che effettivamente utilizza, risparmiando sui costi operativi.

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Cloud server

Soluzioni efficienti e valide per chi opera online

Ancora più importante, il cliente può eseguire l’infrastruttura in maniera più efficiente rispetto ai modelli classici e ridimensiona le risorse in base all’evoluzione delle esigenze aziendali. Tale opportunità è resa ancora più evidente dalla scelta di soluzioni “su misura” come quelle fornite da Flamenetworks.com, uno dei leader italiani tra i cloud server provider, che sono le aziende che concretamente consentono di sfruttare i vantaggi del cloud computing.

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I provider di servizi cloud server

Facciamo un’analogia per spiegare questo passaggio: il provider potrebbe essere considerato il proprietario di un appartamento, che viene preso in affitto da un utente, che paga per i servizi che usa, ad esempio l’elettricità o il gas. Allo stesso modo, il provider di servizi cloud è una società di terze parti che fornisce servizi di archiviazione, applicazioni, infrastruttura o piattaforma basati sul cloud, di cui le aziende clienti pagano solo la quantità di servizi cloud che effettivamente usano.

Le caratteristiche di questa tecnologia

I provider in pratica permettono di accedere alla nuvola, ma soprattutto di ospitare un sito su un sistema che ha come caratteristica principale la possibilità di modulare le risorse Core, RAM e disco in tempo reale a seconda della necessità. Si tratta cioè di un server virtuale flessibile, in cui è possibile modificare le risorse in maniera istantanea e solo per il periodo di tempo necessario grazie al sistema di bilanciamento del carico reattivo che riesce ad adattarsi velocemente alle variazioni della domanda, con prestazioni, affidabilità, funzionalità e velocità pari se non superiori a quella delle macchine fisiche dedicate.

Vantaggi concreti

Il tutto a un costo medio generalmente più economico di quello di un server dedicato fisico: è per questo che il Cloud Server si sta imponendo come la soluzione ideale per agenzie web, piccole e medie imprese, developers e professionisti del mondo IT, che hanno bisogno sempre di altissima affidabilità, il massimo delle prestazioni con risorse dedicate e la protezione dei dati, assicurati da infrastrutture completamente ridondate e fault-tolerant.

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Efficienza, prestazioni e scalabilità

Ad esempio, nel caso di Flamenetworks gli utenti possono “scalare a caldo” la soluzione Cloud Server in qualsiasi momento, senza alcun impatto sull’uptime dei servizi: in altri termini, possono fare richiesta di servizi e funzionalità aggiuntive senza “appesantire” il funzionamento del loro progetto e senza i limiti tradizionalmente imposti dai vincoli fisici dei server locali. Tutte le infrastrutture Cloud del provider sono certificate VMware, con storage ridondato SAN IBM e dischi All Flash: sigle forse poco note, che significano garanzia di prestazioni eccezionali, ridondanza dei dati e uptime certificato al 99,90% con penale, mentre i datacenter sono GDPR Compliant e certificati ISO 9001 e ISO 27001.

Come dicevamo in apertura, oggi il Cloud è senza dubbio uno dei settori produttivi a maggiore crescita, più redditizi e più concentrati che esistano, ed è facile ipotizzare ulteriori incrementi di interesse e valore grazie alla rete velocissima del 5G e alla completa diffusione dell’internet delle cose.

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Il mercato del cloud nel mondo

Alla fine dello scorso anno, il marketshare vedeva il predominio di Amazon Web Services, che deteneva quasi un terzo dell’intero mercato mondiale (in crescita del 33 per cento in un solo anno) e vantava un fatturato di circa 40 miliardi di dollari l’anno.

Tra i rivali principali del gruppo di Jeff Bezos c’è Microsoft Azure, con una quota di mercato del 17,6 per cento ma un tasso di crescita del 62 per cento su base annua, e poi Google che, seppur in possesso di una fetta di torta piuttosto piccola (circa il 6 per cento del totale) è l’azienda che ha visto il maggior tasso di crescita del lotto. Insomma, la partita è tutta aperta.

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