Come si pagano le tasse sui veicoli aziendali? facciamo chiarezza

Pagare le tasse è sempre un “trauma”, specialmente quando la burocrazia italiana ci sottopone a tutte quelle imposte che ogni imprenditore è abituato. Ma cosa cambia quando la tassazione riguarda i veicoli aziendali? Quali sono le cose da sapere a tal proposito?

Chi possiede una P.IVA o gestisce un’impresa, dev’essere al corrente dell’aspetto burocratico e delle tasse da dover versare all’erario. Non solo per non risultare “non adempiente”, ma anche per trovare degli escamotage legali che facciano risparmiare un po’ di soldi.

Il pagamento delle tasse si differenzia anche a seconda che i tuoi veicoli siano di proprietà, o che tu preferisca noleggiare auto commerciali per la tua azienda.

Tasse su flotte aziendali: conosciamo il fringe benefit

Le tasse sulle flotte aziendali potrebbero essere ridotte tramite alcuni escamotage. Grazie al fringe benefit ad esempio, è possibile concedere un beneficio ai propri dipendenti, risparmiando un po’ di soldi su una gestione che diversamente, avrebbe gravato sul conto aziendale.

Nel caso del noleggio a lungo termine di flotte aziendali per esempio, per il 2023 valgono le stesse regole del 2020: a partire dall’1° luglio del 2020, tutti i mezzi ad uso promiscuo (concessi ai dipendenti anche per affari personali), prevedono una tassazione minore.

Le tasse da pagare si riducono ulteriormente se le flotte aziendali sono ecologiche: si ottiene un risparmio che va dal 25% al 30%, su percorrenze medie di circa 15.000 km annui. Ecco perché diventa sempre più conveniente sottoscrivere contratti NLT di auto ibride e/o elettriche.

A dimostrarlo sono proprio le nuove regole, i cui costi sarebbero nettamente più alti se l’auto (acquistata, noleggiata oppure in leasing), prevede un alto tasso di inquinamento (quantificabile in emissioni di CO2). Ecco quanto inciderebbero le tasse se paragonate al tasso di inquinamento:

  • 25% Con emissioni CO2 minori di 60 g/Km;
  • 30% Con emissioni CO2 che viaggiano tra i 61 e i 160 g/Km;
  • 50% Con emissioni CO2 comprese tra 161 e 190 g/Km;
  • 60% Con emissioni CO2 oltre i190 g/Km.
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Il fringe benefit del 2023, prevede un limite entro il quale applicare l’esenzione fiscale e contributiva, che dopo esser aumentato nel 2022, quest’anno torna ai valori iniziali: 258,23€.

Pagamento delle tasse sulle flotte aziendali: come funziona?

Dopo aver compreso le nuove regole istituite dall’ACI sull’inquinamento e sugli incentivi che favoriscono il noleggio di auto più ecologiche, è giunta l’ora di spiegare in che modo le imprese debbano effettuare il pagamento delle imposte quando si tratta di flotte aziendali.

Il fringe benefit, non è un premio economico, bensì, una serie di servizi che vengono concessi ai dipendenti di qualunque azienda, con scopi differenti: sia che si tratti di incentivi, sia che si tratti di premi ai più meritevoli. Ma queste agevolazioni non riguardano soltanto l’uso promiscuo di un’auto, ma si estendono alla concessione di telefoni cellulari, computer, viaggi, corsi di formazione e così via.

Ma nel caso specifico, focus tra l’altro dell’articolo stesso, parleremo di come conteggiare le imposte da versare nel caso di un’auto aziendale concessa in uso promiscuo. Basti pensare innanzitutto, che la Legge quantifica “queste tasse”, in un vero e proprio forfait.

Per fare un esempio, la Legge stabilisce una percorrenza di 15mila km annui, di cui il 30% da destinare all’uso personale del veicolo, dunque il dipendente potrà sfruttare 4.500 chilometri totali.

Ogni anno, l’ACI si presta a pubblicare le tabelle ufficiali per tassare le auto aziendali del fringe benefit, cambiando i valori in base al modello del mezzo. Ma non è tutto, a ciò si aggiunge l’influenza sul reddito del lavoratore, che dovrà considerare in aggiunta anche gli oneri accessori come contributi previdenziali.

Come non pagare tasse esose sulle flotte aziendali

veicoli commerciali noleggio a lungo termine

La transizione ecologica comporta numerosi vantaggi: sia economici che ambientali. Si tratta nello specifico, di una riduzione delle tasse da pagare – come già preannunciato – per quelle flotte aziendali che vengono definite “meno inquinanti”.

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Ma se si trattasse di mezzi inquinanti, nello specifico quello che superano i 160 g/Km, allora le tasse da versare allo Stato sarebbero piuttosto alte, soprattutto graverebbero sul dipendente, dato che il fringe benefit appesantisce il reddito.

A cambiare le regole del gioco è il nuovo standard WLTP (Worldwide harmonized Light-Duty vehicle), ovvero la misurazione dei dati inquinanti con degli strumenti e dei test più accurati, in grado di quantificare quante emissioni di CO2 sarebbe in grado di produrre uno specifico modello.

Questo inciderebbe sulle spese aziendali e sul reddito del dipendente, che in caso di mezzi aziendali inquinanti il costo sarebbe piuttosto elevato. Un sistema dunque, molto più preciso a quello che era il NEDC, New European Driving Cycle, che tradotto in italiano sta per “Nuovo circolo di guida europeo”.

Con il NEDC, le emissioni erano basate su dati più “emulatori”, ovvero, confrontati con gli andamenti generali di mercato. Con il sistema WLTP invece, la situazione è totalmente diversa, visto che i dati sono estrapolate da situazioni reali.

Il nostro consiglio, è quello di noleggiare a lungo termine i modelli più ecologici, che puoi trovare in questa pagina, in modo tale da poter risparmiare un po’ di soldi sulle tasse da versare all’erario. Questo comporta un impatto significativo e positivo.

Fonte Immagini: Depositphotos

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