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Lumaca marina assassina, uno degli animali più pericolosi del mondo

lumaca marina assassina Conus geographus

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Il Conus geographus è un mollusco gasteropode marino appartenente alla famiglia Conidae, diffuso nell’Oceano Indiano e nel Pacifico. Wikipedia 

Il Conus geographus, o lumaca assassina marina, è l’animale più velenoso del mondo e non esiste antidoto.E’ diffuso soprattutto nelle acque calde della zona indo pacifica, prevalentemente la si trova in Australia.

Sembra pazzesco: è una normale lumaca di mare, piccola ma letale.

Vi ricordate che abbiamo già parlato degli animali più pericolosi del mondo? Oggi ne aggiungiamo uno nuovo.

lumaca marina assassina Conus geographicus - Lumaca marina assassina, uno degli animali più pericolosi del mondo
lumaca marina assassina Conus geographus

La Lumaca marina assassina: habitat e aspetto

Si tratta di un animale che vive nelle scogliere e nei fondali. Ama le acque calde ed è facile trovarla anche in Madagascar, in Tanzania o in Mozambico ma meno diffusa nel Mar Rosso.

La si trova fra i coralli, nella sabbia e talvolta anche nelle acque basse.

E’ molto simile ad una chiocciola, la conchiglia è allungata, di forma conica, è bellissima a vedersi perché ornata da colori che vanno dal ruggine al marrone.

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Le abitudini della lumaca marina assassina

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lumaca marina assassina Conus geographus

Si nutre soprattutto di pesci, molluschi e suoi simili ma anche di vermi. Ama cacciare dopo il tramonto.

Come si svolge la caccia? Ha dei denti cavi che riempie di veleno (secreto da ghiandole di Leiblin), sono lunghi oltre un centimetro e sono molto acuminati.

I denti vengono sparati come arpioni dalla proboscide estensibile. Il pesce viene arpionato e gli viene iniettato il veleno, quindi viene inghiottito.

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Perchè la lumaca marina assassina uccide l’uomo?

Non è ovviamente un animale aggressivo ma attacca per difendersi, capita spesso che venga raccolto dal fondale o nella spiaggia, sfodera l’arpione ed inietta il veleno.

Il veleno della lumaca è simile a quello dei serpenti elapidi (Cobra reale ad esempio): il dolore si propaga, concentrandosi nel punto colpito dove è più intenso. C’è gonfiore ed arrossamento a cui seguono capogiro, nausea e vomito. All’intorpidimento seguono dolore al diaframma e fatica a respirare.

Se si è in acqua ciò comporta una difficoltà di nuotare e di muoversi.

Si fa fatica a deglutire e la vista si appanna, sono passati cinque minuti dalla puntura. Termina con l’arresto cardiaco.

Come si previene? Se andate in vacanza in un posto in cui la lumaca marina è diffusa evitate assolutamente di raccogliere conchiglie, sia che stiate facendo immersione o che stiate passeggiando sulla spiaggia. Cercate foto della conchiglia, osservatela e ricordatevene.

Evitate di infilare le mani fra i coralli o di immergerle nella sabbia, potete guardare ma è meglio per voi se non toccate nulla.

Cosa si può fare se una persona viene colpita? Farla distendere, farla stare tranquilla (se ci si agita il veleno scorre più velocemente) e portarla presso un presidio medico. Mantenere la ventilazione artificialmente per evitare il collasso respiratorio, cercare di eliminare il veleno dalla ferita e applicare un bendaggio che blocchi la circolazione sanguigna e linfatica a monte della ferita. Se la persona vomita va messa in posizione di sicurezza per non soffocare.

Non esiste antidoto contro il veleno, l’unico possibile intervento sarà il supporto artificiale al sistema cardiorespiratorio. L’arto ferito sarà posto in acqua a 45°, si somministra un anestetico locale e si pratica un’incisione per drenaggio e nuova immersione in acqua calda. Sfortunatamente si può solo rallentare il veleno.

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Il veleno della lumaca marina assassina

Il veleno è molto studiato ed è stato rilevato che è un supertossico nell’ordine dei millesimi di mg/Kg (100 volte più potente di un cobra), come quello del polpo dagli anelli blu (Hapalochlaena lunulata) o quello della vespa di mare (Chironex fleckeri).

Si compone di una combinazione di diverse conotossine. M-conotossine, che modificano i canali del sodio nelle cellule muscolari. W-conotossine, che ostacolano l’ingresso del calcio nelle terminazioni nervose, inibendo il rilascio dell’acetilcolina. A-conotossine, che arrestano i recettori nicotinici dell’acetilcolina. Vi è inoltre un peptide che induce il sonno, 10.000 volte più potente della morfina.

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