Come calcolare i punti luce

Punti luce casa : cos’è, come si calcola e mettersi al riparo da spese inattese

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Come calcolare i punti luce

Trasloco, ristrutturazione o semplice curiosità: il calcolo dei punti luce è un’operazione importante per poter conoscere al meglio la propria casa e iniziare a pensare a nuove soluzioni di arredo.

Anche se la crisi continua a farsi sentire nelle tasche degli italiani, traslochi e ristrutturazioni restano comunque momenti frequenti e, soprattutto, decisivi. È superfluo sottolinearlo, ma niente rispecchia noi stessi più della casa in cui viviamo. E per questo bisogna conoscere per bene la sua struttura originaria, soprattutto se abbiamo in mente di apportare dei cambiamenti allo stile o una trasformazione e risistemazione degli ambienti.

Uno dei punti di partenza è la progettazione dell’impianto elettrico, a cominciare dal calcolo dei punti luce, operazione necessaria sia per studiare tutte le possibili soluzioni, sia per preparare una stima, almeno approssimativa, del nostro impianto elettrico e della sua grandezza, così da riuscire anche a valutare se i preventivi ricevuti dalle imprese di lavori sono o meno ragionevoli.

Come calcolare i punti luce per ottenere una migliore illuminazione della casa?

Per calcolare i punti luce necessari per ottenere un’illuminazione ottimale nella tua casa, è necessario considerare diversi fattori, come la dimensione della stanza, l’altezza del soffitto, la posizione delle finestre e la funzione della stanza.

Ecco alcuni consigli generali per calcolare i punti luce:

  1. Inizia determinando la quantità di luce naturale che entra nella stanza. Le finestre e le porte finestre sono le principali fonti di luce naturale, quindi considera la loro posizione e dimensione.
  2. Scegli una combinazione di punti luce generali, accento e task (o funzionali). I punti luce generali forniscono un’illuminazione di base nella stanza, gli accenti mettono in risalto particolari elementi della stanza, come un dipinto o una libreria, mentre i punti luce task sono utilizzati per illuminare specifiche aree della stanza, come una scrivania o un piano cottura.
  3. Utilizza la regola del numero di candele per calcolare la quantità di luce di cui hai bisogno. Secondo questa regola, per ogni 9 metri quadrati di spazio, hai bisogno di circa 100 watt di luce. Ad esempio, per una stanza di 18 metri quadrati, avresti bisogno di circa 200 watt di luce.
  4. Considera l’altezza del soffitto. Più alto è il soffitto, più luce avrai bisogno per illuminare adeguatamente la stanza. In generale, per i soffitti alti fino a 3,5 metri, dovresti avere circa 2,4 punti luce per metro quadrato. Per i soffitti alti più di 3,5 metri, aumenta la quantità di punti luce per metro quadrato a 3,6.
  5. Adatta la quantità di punti luce alla funzione della stanza. Ad esempio, avrai bisogno di più luce in una cucina o in un ufficio che in una camera da letto.

Cosa si intende per punto luce

Come calcolare i punti luce

Partiamo subito dalla definizione di “punto luce”, che presenta qualche piccola discrepanza. In generale, e nella maniera più generica, con questa dicitura ci riferiamo a tutti i punti dell’abitazione dove esiste erogazione o modulazione di energia elettrica. Sono singoli punti luce i vari interruttori, prese di corrente, deviatori, prese tv, invertitori e portalampade, ad esempio; pertanto, se in una stanza sono presenti quattro prese elettriche, tre interruttori e un lampadario, si calcolano otto punti luce. È bene specificare che si tratta di una semplificazione adottata per rendere più comodo il computo dei prezzi, perché consente di non considerare singolarmente le varie scatole, derivazioni e collegamenti: è facilmente intuibile, infatti, che ogni elemento su citato ha un costo specifico e differente, ma comunque in questo modo si riesce a stabilisce un prezzo “medio” per punto luce, ottenendo un risultato più pratico. Solitamente, gli elettricisti addetti alla installazione di un impianto elettrico tarano il proprio compenso proprio in base ai punti luce necessari.

Il termine “punto luce” si riferisce a una singola fonte di luce artificiale, come una lampada o un faretto. Ogni punto luce è progettato per fornire una quantità specifica di luce e può essere controllato individualmente o in gruppo con altri punti luce. I punti luce possono essere utilizzati per creare un’atmosfera o per fornire un’illuminazione funzionale in una stanza o in un’area specifica. In generale, il termine “punto luce” viene utilizzato per descrivere qualsiasi fonte di luce artificiale che può essere posizionata in modo indipendente in una stanza o in un’area esterna.

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Le tipologie di Punto luce

Come calcolare i punti luce
interruttore relè

Esistono diversi tipi di punto luce

I principali sono quello “semplice” (in cui il comando deriva da una sola posizione), interrotto (quando il corpo illuminante è comandato da un interruttore, consentendo anche l’installazione di gruppi di lampade, ad esempio), deviato (azionato da due deviatori, posizionati in punti differenti), invertito (con un invertitore in aggiunta ai deviatori, che estende la possibilità di comando) o infine commutato (comandato da un relè).

Punto luce, gli aspetti pratici

Punto luce i costi

Già da quanto scritto in precedenza si capisce, dunque, che effettuare il calcolo dei punti luce consente di mettersi in una posizione di “vantaggio” in caso di lavori domestici. Dunque, è consigliabile informarsi in anticipo e cercare di capire le modalità di realizzazione delle vari tipologie di punti luce, per poi avere un quadro quanto più possibile esaustivo e chiaro di quelle che possono essere le strategie da utilizzare in casa, ovviamente tenendo in considerazione le esigenze di tutti i familiari, la struttura degli ambienti, lo stile di illuminazione che si vuole e, ultimo ma non ultimo, la spesa affrontabile.

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Punto luce, i costi

Punto luce i costi

Il numero complessivo dei punti luce consente dunque di definire anche il prezzo dell’impianto elettrico per quell’immobile, sia nel caso di ristrutturazioni o risistemazioni (come ad esempio adeguare dei vecchi impianti alle nuove normative, aggiungendo magari nuovi punti luce a quelli pre-esistenti), sia nelle situazioni di creazione di nuove strutture. Il prezzo è comunque variabile, anche perché sul mercato ci sono tecnici e ditte che considerano in maniera forfettaria l’intervento, mentre altri presentano tariffe diverse a seconda dei punti luce. Va inoltre specificato che di solito il preventivo riguarda le spese connesse all’impianto elettrico come corrugati, quadri elettrici, scatole, più ovviamente il costo della manodopera, ma non considera eventuali interventi straordinari, opere di muratura oppure costi di materiale specifico (come particolari placchette o accessori di alta qualità).

Spero che questi consigli ti siano stati utili! Se hai bisogno di ulteriori informazioni o hai altre domande, non esitare a chiedere.

Fonte Immagini: Depositphotos

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