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Andar per valli; la provincia di Piacenza un territorio da scoprire

Vigne Piacenza

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A Piacenza c’è gente riservata, ma determinata; allegra ma laboriosa, umile ma estremamente orgogliosa.

Così pochi giorni fa, un seguitissimo gruppo Facebook locale ha proposto una simpatica e azzeccatissima campagna pubblicitaria pubblicando foto di scorsi incantati del territorio provinciale capaci di raccontare luoghi che nulla hanno da invidiare alle più esotiche mete turistiche in giro per il mondo e accendere emozioni e voglia di conoscere e viaggiare.

Dal capoluogo Piacenza, adagiata nella Pianura Padana tra il Po e l’Appennino, si snodano 4 valli principali della provincia ognuna da scoprire lungo lo scorrere lento di un fiume o torrente che le dà il nome; a loro si intersecano valli minori più raccolte e segrete, tutte costellate di laghi, colline, cascate, castelli, antichi borghi e manieri, paesaggi mozzafiato ed eccellenze architettoniche, storiche e culturali: un tuffo nella magia della provincia più a ovest dell’Emilia-Romagna, a soli 60 chilometri da Milano e a cavallo tra Lombardia e Liguria, dove ogni scorcio ti regala un’emozione da vivere e un ricordo da serbare.

Una posizione geografica che certo ha un suo valore in chiave turistica – oltre che economica – a maggior ragione in questa estate anomala, dove i grandi viaggi all’estero sono ancora preclusi e ritorna prepotente la moda e la voglia delle gite fuori porta e della riscoperta delle eccellenze italiane.

Val Tidone, la valle dei vini

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Rocca d’Olgisio

La più occidentale delle valli piacentine è quella che per posizione geografica e per storia, rapporti commerciali e interazioni sociali, più delle altre sente l’influenza della Lombardia – moltissimi sono i milanesi che trascorrono le vacanze estive nelle seconde case di Ziano, Pianello o Pecorara e molti valtidonesi che si recano per studio o lavoro nella metropoli lombarda – del pavese e persino del vicino Piemonte, e trova la sua forza attrattiva nella varietà dei suoi paesaggi, sospesi tra le pendici del monte Penice giù fino al fiume Po.

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Tra borghi antichi e castelli affascinanti come la Rocca d’Olgisio o il Castello di Corticelli, scorre il Tidone affiancato dal suo sentiero dove perdersi in lunghe camminate, escursioni in bici o passeggiate a cavallo, fino a Borgonovo e Castel San Giovanni, cuori produttivi della vallata e scrigno dei palazzi più antichi e delle Chiese più architettonicamente significative, centro pulsante della vita economica e sociale e collegamento con tutti gli altri borghi della valle. Per chi si immerge in questo viaggio dei sensi, nella storia, nella cultura e nel paesaggio che toglie il fiato, non può mancare l’accompagnamento della buona cucina piacentina, delle sue paste fresche ricche, dei formaggi e dei salumi abbinati a un buon vino gutturnio della zona.

Val Trebbia, la “valle più bella del mondo” di Hemingway

Per molti la perla turistica del territorio piacentino, meta privilegiata per gli abitanti del capoluogo alla ricerca di aria fresca nella calura delle giornate estive, e per i turisti – soprattutto milanesi ma non solo – che sulle rive del fiume Trebbia trovano un angolo di mare per una fuga fuori porta.Ad incantare gli occhi è anche in questo caso il paesaggio, che tanto affascinò Ernest Hemingway che transitando in valle nel 1945 non esitò a definirla “la valle più bella del mondo”. E come dargli torto? Dal monte Penice alle austere Pietra Parcellara e Perduca è un trionfo di paesaggi mozzafiato affacciati sul fiume Trebbia.

Dai borghi di alta collina a Bobbio, il Borgo dei Borghi 2019, con il suo castello Malaspina e l’affascinate Ponte Gobbo. E poi giù passando per il castello di Rivalta fino a Rivergaro, la Piacenza d’estate come si dice da queste parti. Luoghi dove accarezzare la pace e la tranquillità, ma dove non mancano momenti di festa e di condivisione, di allegria e di tradizione popolare.

Val Nure, la medievale

Al centro della provincia di Piacenza, la val Nure è un mix perfetto di storia, cultura e paesaggio. Tanti sono i rimandi al passato, quando ad esempio lungo la direttrice del fiume Nure avvenivano i commerci tra l’Emilia e la Liguria, appena al di là de monte Bue. Ponte dell’Olio, paese medievale al centro della valle, prende il nome dal fiorente commercio dell’olio, come altrettanto sviluppato era quello del vino.

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Se si parla di Medioevo, però, la Val Nure custodisce la sua perla più preziosa in Grazzano Visconti, piccolo borgo che fa rivivere l’epoca delle dame e dei cavalieri, con i suoi viottoli, le case in sasso e il castello, capace di richiamare migliaia di turisti ogni anno.

E salendo lungo i tornanti dell’alta valle si raggiungo pascoli incontaminati, laghi e vette da dove, nelle giornate più limpide, si può anche scorgere il mar Ligure.

Val d’Arda, terra di passo tra cultura e religione

Come e più di tante altre zone della provincia piacentina, la Val d’Arda – che prende il nome dal fiume che la attraversa – è il simbolo della terra di passo che contraddistingue tutta questa zona. Lungo la via Francigena che dalla Via Emilia e da Piacenza raggiunge Fiorenzuola d’Arda, porta della valle, si arrampicano lungo le colline gli itinerari culturali e religiosi alla ricerca di testimonianze di un passato lontano ma quanto mai attuale nel perpetuarne l’essenza. Castell’Arquato, Veleia Romana, Vernasca sono solo alcune perle che raccontano la bellezza di una valle dove si unisce perfettamente il gusto della storia con quello del paesaggio e della buona cucina.

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Colline Piacentine
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