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Tau Ceti, un pianeta adatto alla vita

E’ di qualche giorno fa, dicembre 2012, l’annuncio da parte di un’equipe internazionale di astronomi della scoperta che Tau Ceti (Tau Ceti (τ Cet / τ Ceti) è una stella della costellazione della Balena di magnitudine +3,50. Trovandosi a una distanza di meno di 12 anni luce è il diciannovesimo sistema stellare più vicino alla Terra, nonché la settima stella più vicina visibile a occhio nudo e in assoluto una delle stelle più vicine simile al Sole. Tau Ceti è carente di metalli e questo sembrerebbe rendere meno probabile la presenza di pianeti rocciosi [fonte: Wikipedia] ) ospita probabilmente cinque pianeti in un sistema molto somigliante al nostro sistema solare. Uno di questi pianeti orbita nella zona abitabile intorno alla stella – ossia in quella zona dove è possibile l’esistenza di vita come la conosciamo noi. E’ una scoperta importante perché tende a dimostrare come quasi tutte le stelle abbiano pianeti.

Il professore di astronomia e astrofisica Steve Vogt, dell’Università della California in Santa Cruz (USA), è tra gli autori di studio su Tau Ceti e ha infatti recentemente affermato: “Questa scoperta concorda con la nostra convinzione che praticamente tutte le stelle debbano essere dotate di pianeti e che nella nostra galassia debbano esserci svariati pianeti potenzialmente abitabili della grandezza della Terra”.

original6-600x337Tau Ceti è situata appena a 12 anni luce di distanza e ciò in termini cosmici significa che “è proprio dietro l’angolo”. E’ tanto vicino che potremmo persino vederla a occhio nudo di notte. E’ la stella più prossima a noi e che ha la stessa classe spettrale del nostro suolo. L’immagine qui di fianco è una creazione grafica volta a mostrare come 5 pianeti del suo ipotetico sistema con massa che può variare tra le 2 e le 6 volte la massa della terra possano orbitare attorno a essa. Gli astronomi del Regno Unito, Cile, Stati Uniti e Australia hanno utilizzato più di sei mila osservazioni e tre strumenti differenti (il telescopio HARPS in Cile, UCLES in Australia e HIRES alle Hawaii) per riunire questi risultati e dicono che questo è il sistema con minore massa planetaria mai captato.

Utilizzando nuove tecniche, l’equipe ha trovato un metodo per captare segnali più piccoli addirittura della metà di quanto si riteneva possibile. Questo miglioramento della sensibilità di ricerca nei confronti di pianeti piccoli suggerisce che Tau Ceti non debba essere necessariamente l’unica stella ma che possa esserci un intero sistema planetario ancora tutto da scoprire. “Siamo pionieri in nuove tecniche di gestione e interpretazione dei dati, attraverso l’inserimento di alcuni segnali artificiali e testandone il loro recupero attraverso un approccio differente” ha detto il principale autore dello studio, Mikko Tuomi, dell’Università di Hertfordshire, Inghilterra “sono migliorate significativamente le nostre tecniche di recupero dei rumori e sono aumentate la nostre capacità di trovare pianeti di piccola massa”.

Il pianeta che sta nella zona abitabile della stella ha una massa di circa cinque volte superiore a quella della Terra, diventando così il minor pianeta mai incontrato in orbita in zona abitabile di qualunque stella assomigliante al sole. La notizia “cattiva” è che l’universo sembra dare origine a sistemi che hanno pianeti con orbite di meno di 100 giorni. Concordando con Vogt, Tuomi afferma infatti che ciò si discosta e di molto dal nostro sistema solare. “Il nostro sistema solare, in un certo senso è “un’aberrazione” e non è il tipo più comune di sistema che la natura crea” dice. L’equipe ha pubblicato le sue scoperte sulla rivista Astronomy & Astrophysics [Gismondo UCSC]

Fonte: hypescience.com

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