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Guerra delle console: PC, il terzo incomodo?

nvidia   Gli ultimi mesi sono stati un fiorire di rumor, dichiarazioni e illazioni in merito alla prossima guerra delle console, che verrà combattuta tra Microsoft (Xbox One) e Sony (Playstation 4). Abbiamo già trattato delle due macchine nei relativi articoli, ma durante l’E3 di Los Angeles la Nvidia, nota produttrice di schede grafiche, ha ribadito il proprio impegno nel supportare il PC come sistema da gioco. La cosa non dovrebbe sorprendere, il Personal Computer da un paio d’anni sta vivendo una seconda giovinezza nel campo videoludico. Un tempo ne era il punto di riferimento, ma è stato oscurato dalla maggior praticità (e in taluni casi economicità) delle console. Possiamo dire, oggi, che una console convenga a un PC? Sì e no, dipende da molti fattori. Il primo è sicuramente il costo. Per avere un PC in grado di gestire un gaming avanzato è necessario spendere almeno 800 euro, a patto di accontentarsi di una scheda grafica medio-bassa. Usufruendo di offerte di centri commerciali tale prezzo può scendere anche sino a poco più di 600 euro. Ovviamente chi ha maggiori ambizioni dovrà mettere in conto una spesa che superi i 1.000 euro, ma stiamo parlando di macchine con una vita media di almeno 5 anni, guarda caso la stessa vita di una console. Il partito pro PC fa spesso notare che questi apparecchi non servono solo per giocare, pertanto il loro maggior costo è ampiamente ammortizzato dalla varietà del loro utilizzo. Chi predilige le console tendenzialmente ha già un PC o un tablet per navigare e obietta sulla necessità di utilizzarlo per giocare per questi motivi: 1) Esclusive: le console hanno titoli dedicati che non solo non esistono su PC, ma nemmeno sulla macchina concorrente 2) Dedizione e Problemi: un PC necessità di manutenzione e accortezza, in caso il sistema operativo abbia problemi di appesantimento o necessità di aggiornamento dei driver non tutti sono in grando (o hanno voglia) di dedicarcisi Ma allora perché lo sviluppo e le vendite dei giochi su PC sono incrementate negli ultimi anni? La risposta sta in servizi come Steam e Gog, ne esistono molti altri simili ma prenderemo in esame loro due perché sono i più popolari e caratteristici.   Steam Attivato il 12 settembre 2003, Steam è una piattaforma sviluppata da Valve, un servizio a tutti gli effetti che vende ai propri clienti (registrati) videogiochi e, recentemente, anche applicazioni in formato esclusivamente digitale. Il funzionamento è semplice: l’utente scarica l’applicazione Steam, la installa e registra un account, seleziona il gioco, lo acquista tramite carta di credito e questo viene aggiunto a una libreria virtuale. Il cliente può decidere di installare il titolo in ogni momento, questo verrà scaricato sull’hard disk e, sempre a patto che l’applicazione sia sempre attiva, potrà giocarci. L’utente sottoscrive un contratto di licenza, per il quale egli non ‘possiede’ effettivamente il gioco, ma ha pagato per poterlo utilizzare. La polemica nata con Steam riguarda proprio il fatto che non si ha il possesso effettivo del titolo, il suo particolare sistema da’ ai produttori maggiori garanzie contro la pirateria e oggi la maggior parte dei giochi in uscita si appoggiano a esso. Potremmo dire che chi desidera giocare sia stato messo alle strette, e forse è davvero così, ma Steam ha comportato dei vantaggi considerevoli: i costi e le offerte. Se si escludono i giochi appena usciti, i prezzi di Steam sono molto favorevoli e le offerte sono all’ordine del giorno. Guardando con frequenza il sito è molto facile trovare titoli famosi che da prezzo pieno precipitano a costi risibili per anche solo 24 ore. Chi vi scrive, ad esempio, ha acquistato recentemente tutto il pacchetto di Alan Wake (30 euro) a soli 7 euro, e gli esempi possono andare avanti all’infinito.   Gog.com Uno dei siti più amati per il digital delivery è gog.com, nato inizialmente per vendere titoli di vecchia data riprogrammati per poter girare su sistemi moderni, è divenuto nell’ultimo anno un vero e proprio fenomeno alternativo a Steam. In tempi recenti questa piattaforma ha cominciato a ospitare anche titoli nuovi che, grazie all’assenza di un vero e proprio sistema di protezione, si sta scavando una nicchia nel cuore degli appassionati. I giochi acquistati via Gog.com, infatti, non hanno DRM, ovvero non necessitano né di applicazioni esterne e né di connessioni internet per autenticare: il gioco semplicemente si scarica, si installa e si archivia, pronto per essere giocato praticamente ovunque e senza limitazioni. La sfida di Gog.com è vista con timore da molti sviluppatori, ma la sua formula sta conquistando una grande fetta di mercato anche in virtù della sua comunità di supporto: gli utenti stessi pubblicizzano il servizio e vigilano affinché copie pirata non vengano diffuse in rete, informando il venditore. I costi? Bassi, come Steam, con due uscite settimanali, un’offerta il mercoledì e una, più estesa, nel weekend. Oltre alla possibilità, per i nostalgici, di giocare vecchi giochi senza impazzire con programmi di emulazione. Due filosofie per lo stesso scopo: riportare in auge il gaming per PC. Funziona? Dal 2010 abbiamo un incremento del 20% nelle classifiche di vendita dei giochi e la cifra aumenta. Il mercato PC, sebbene poggi su un hardware non proprio economico, ha dei vantaggi considerevoli sul fronte dei prezzi dei videogame: a fronte di 50/70 euro per un gioco console, approfittando delle giuste offerte alla stessa cifra si possono portare a casa anche una decina di titoli, anche recenti. Microsoft e Sony non si pronunciano, forse grazie agli accordi delle esclusive e una clientela fedele non temono il PC come alternativa. La sfida, però, potrebbe aprirsi davvero se lo Steambox divenisse realtà. Cos’è Steambox? Immaginiamo di poter rimpicciolire un PC di fascia media in una scatoletta, collegarla in rete e acquistare gli stessi giochi che girerebbero su una macchina più grande con la stessa modalità di Steam: un PC reso console. I vantaggi potrebbero essere enormi, se il prezzo dell’hardware fosse concorrenziale, perché come abbiamo detto i titoli costano molto meno. Purtroppo pare che la cifra da sborsare non sarà inferiore ai 1.000 dollari, ma è un primo tentativo (e stiamo parlando del Piston, che vedete in foto, una delle tante macchine progettate).

piston

Ma un PC ‘ridotto’ sarebbe in grado di supportare i titoli più moderni? L’elemento che molti tendono a dimenticare è che per definizione i Personal Computer dispongono di un vantaggio considerevole: la scalabilità. Se non si dispone di una macchina e di una scheda grafica di ultima generazione, i giochi permettono di essere configurati tramite numerosi parametri, che permettono loro di girare anche su basse configurazioni senza necessariamente rinunciare troppo alla qualità. Nulla vieta ai produttori di inserire nei titoli dedicati allo Steambox queste funzioni, così come nulla vieta loro di creare delle configurazioni ad hoc per quel particolare modello (aggiornandosi in caso di nuove caratteristiche hardware), permettendo all’utente stesso di intervenire. Molti altri modelli sono in progettazione e sviluppo, non è da escludere che in futuro, magari nella prossima generazione, lo Steambox non sia la console alternativa che tutti stanno aspettando.   Fonte: http://www.spaziogames.it/notizie_videogiochi/console_pc/177128/nvidia-crede-nel-pc-come-la-maggiore-piattaforma-da-gioco.aspx http://steambox.it/

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2 Comments

  1. Avatar
    Alessandro Zanella

    E’ riduttivo elencare i punti a favore di un buon pc a scapito delle consolle: uno su tutti la DUTTILITA’
    E’ vero, oggigiorno una Xbox360 o Pstation3 sono in grado di “intrattenere” sostituendosi a tv, radio, lettori dvd e bluray ma la soddisfazione data dallo smanettare direttamente con l’hardware pc dove la mettiamo?
    Combattere con la con configurazioni Hardware e software una battaglia per aggiungere quei sudatissimi 5 o 6 fps in grado di farti dire “cazzo ora non scatta più” è una soddifazione che solo i “puristi” del Pc possono capire!
    Farò un esempio: sto giocando all’ultimo Tomb Raider con tutti i filtri e i dettagi al massimo con una mera scgera da 80 euro in dx11….ci credereste? Ecco questo risultato l’ho ottenuto con la “battaglia” di cui sopra!
    Certo anche la console ha il suo pregio: le esclusive. E quelle poche (e dico poche) che ci sono e su cui ho messo le mani…bhe ne valgono veramente la pena. Su tutti i giochi della Quantic dreams. Solo loro meriterebbero spazi e articoli a parte, il resto è tutta roba che giocavo ai tempi dell’amiga ma con una grafica più evoluta, i grandi “marchi” come Assassin’s creed, fifa, ecc…li trovi anche su pc!
    Quindi, Console o PC? Io la riassumerei con una statistica inconfutabile: chi oggi preferisce la console al pc comunque in casa ne possiede almeno uno per giocare a qualcosa di diverso, al contrario un pcista non necessariamente possiede una xbox o ps3 in casa! Fateci caso e ditemi se sbaglio. Capitolo a parte le console portatitli: altro mondo, altre esigenze. Ne avevo una e mi si è rotta, ora sto pensando seriamente di rifarmene una!

    • Avatar
      Fabrizio Colonna

      >un pcista non necessariamente possiede una xbox o ps3 in casa!

      Se per pcista intendi una persona che considera il PC una piattaforma di gioco non posso che darti ragione, anche se la tendenza negli ultimi anni ha un’inflessione, e proprio a causa delle esclusive. Ma non solo.
      Prendiamo l’esempio di Skyrim, frequentando i relativi forum mi sono accorto che molti utilizzatori del PC hanno preferito la versione console per quella che definiscono ‘praticità’, ovvero giocarci sul divano con uno schermo da 40″. Ora almeno il 70% di queste persone si sono fatte la versione PC perché ha la possibilità di essere moddato, aumentandone la longevità, ma è un altro discorso.
      Forse chi preferisce il PC come macchina da gioco sta sottovalutando le esigenze di chi sceglie una console. Personalmente preferisco il PC, ma l’idea di sbattermi per configurarlo bene mi atterrisce. Lo faccio, per carità, ma non con gioia. Resta comunque il fatto che le opzioni disponibili mi permettono di non faticare troppo. Ecco, un ‘consolaro’ non è interessato a questo mestiere, preferisce avere una semplice macchina per giocare e tanto gli basta. E’ opinabile? Semplicemente è un mercato diverso, ma quello PC è ancora ampio e sta aumentando di nuovo.
      C’è crisi, parliamoci chiaro, i bassi costi dei videogiochi su Personal Computer allettano. E non ho toccato l’argomento pirateria, che temo darà un colpo basso a queste nuove console. Staremo a vedere.

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