Chernobyl: che fine hanno fatto i bambini?

Nel 1986 un disastro immane sconvolgeva l’Ucrania: era esplosa la centrale nucleare di Chernobyl.

Fatto che si ripeterà a Fukushima nel marzo del 2011 ma con conseguenze, fortunatamente meno disastrose. La causa del disastro di Chernobyl fu di natura umana, purtroppo ci furono delle mancanze da parte del personale e la maggior parte di coloro che sono nati prima dell’ottanta ricorderà sicuramente le gravi conseguenze: la nube di materiale tossico e radioattivo si riversò sul suolo circostante, contaminando e distruggendo tutto ciò che incontrava; si propagò anche nell’Europa occidentale ma con danni minori.

Chernobyl: che fine hanno fatto i bambini?

Migliaia di persone in Ucraina, Russia e Bielorussia si ammalarono di tumore, soprattutto i bambini furono colpiti. Numerose associazioni si mobilitarono per aiutare questi bambini, facendoli giungere in Italia per curarli.

Ma a distanza di 27 anni che fine hanno fatto i bambini di Chernobyl?

Chernobyl: che fine hanno fatto i bambini

La buona parte che è sopravvissuta ed è cresciuta, ha ricostruito la propria vita anche dando alla luce figli che purtroppo hanno ereditato i problemi dei genitori. Molti di loro si dedicano ancora all’aiuto delle persone che vivono tutt’ora nelle zone contaminate, mentre una parte a tutt’oggi soffre ancora di ricadute e deve sottoporsi ancora ad interventi chirurgici o sono in cura per i danni psicologici provocati dal disastro.

Nascono ancora, a distanza di ventisette anni, bambini con malattie e malformazioni o si ammalano vivendo nelle zone contaminate da Celsio, Iodio, Stronzio, Plutonio e Americio 241, che si sono infiltrati nel suolo e nelle falde acquifere inquinando la catena alimentare e l’acqua.

Chernobyl: che fine hanno fatto i bambini

I bambini di Chernobyl purtroppo non sono un ricordo del passato, sono una realtà perchè nonostante le misure prese di bonifica ed assistenza è ancora troppo elevato il numero di quelli che si ammalano a causa della nube radioattiva.

Come se non bastasse, a tutto ciò si aggiunge un altro ostacolo: la burocrazia.

A molti dei bambini di Chernobyl non viene riconosciuto lo status che permette loro di avere degli sconti sui beni di prima necessità, il governo ucraino, trincerandosi dietro i “problemi burocratici”, nega loro questo diritto. L’Unione Europea si è mobilitata in favore dei bambini di Chernobyl perchè, né le generazioni passate né quelle future vengono dimenticate o abbandonate.

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