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Test ELISA per le intolleranze alimentari: cos’è e perchè farlo

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Anche i cibi possono nascondere delle insidie, il test ELISA per le intolleranze alimentari, serve a scoprire a quali alimenti il nostro corpo non reagisce bene. Le intolleranze alimentari sono un vero e proprio disturbo, che da luogo ad una sintomatologia più o meno grave.

Quando fare il test ELISA

Le intolleranze alimentari possono manifestarsi in vari modi: spossatezza, ritenzione idrica, obesità, problemi gastrici, gonfiore, nausea, colite, dissenteria, stitichezza, acne, eczema, dermatite, cefalea, raucedine, eccesso di secrezioni nasali, alterazione della pressione, extrasistole, infiammazioni e crampi.

Se dunque notiamo degli strani effetti, dopo aver consumato un determinato tipo di alimenti, è il caso di procedere con l’esecuzione del test. Da notare che la sintomatologia è legata, sovente, alle quantità assunte dell’alimento.

Test ELISA: cos’è

Il “Food Intolerance Test” o test per le intolleranze alimentari, non è altro che un esame per individuare a quali cibi il nostro organismo è allergico o intollerante (ad esempio quelle del lattosio o del glutine sono intolleranze). Non è niente di sconvolgente: è un banale prelievo del sangue. La metodica utilizzata è l’ELISA che ha un alto grado di ripetibilità. Il test ELISA per le intolleranze alimentari, dev’esser eseguito da coloro che mostrano una sintomatologia non attribuibile ad altre cause.

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test ELISA per le intolleranze alimentari

Il test ELISA per le intolleranze alimentari,

viene eseguito per riscontrare intolleranze ed allergie sui seguenti alimenti:

acciugacavololamponenocciolinaprugna
agliocedroLatte di capranoceriso
agnellocetrioloLatte di muccaolivasalmone
albicoccacicoriaLatte vaccinoorzosardina
albumeciliegialattugaostricascampo
anacardiocipollalenticchiepaprikasegale
ananasconigliolievitopatataSemi di girasole
anguriacozzaLievito di birrapecoraSemi di sesamo
aragostafagiolinoLievito di panePepe biancoseppia
aranciofagiololimonePepe nerosogliola
avenaFagiolo biancomaialePepe rossosoia
baccalàFagiolo borlottomaispeperoncinospigola
bananaficomandarinopeperonespinaci
basilicofinocchiomandorlaperatacchino
Bianco D’uovofragolamanzopescathè
broccolifrumentomelapinolotonno
cacaofunghimelanzanapisellotrota
caffègamberomelonepistacchioTuorlo d’uovo
calamaroglutinemerluzzoplatessaUva bianca
capperogranchiomielepolloUva nera
carciofoGrano duromorapolpovongola
carotaGrano saracenomostardapomodorozucca
castagnogranturconasellopompelmozucchina
cavolfiorekiwinocciolaprezzemolo

Una volta individuato il cibo, o i cibi, a cui si è insofferenti, è sufficiente escluderlo dall’alimentazione ed i sintomi scompariranno entro sei mesi.

Si possono reintrodurre nelle dosi indicate dal medico, secondo la cura e la dieta che si decide di seguire.

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