Le perdite da impianto: cosa sono e come si riconoscono

Scopriamo insieme cosa sono e come si riconoscono.

Perdite da impianto Come sono e quanto durano

La gravidanza ha il suo inizio quando lo spermatozoo incontra l’uovo maturo e lo feconda. Si hanno poi tutta una serie di processi fisiologici che vanno poi a terminare con l’annidamento, un processo nel quale l’uovo fecondato si impianta nell’utero materno.Quando l’ovulo fecondato si impianta nell’utero può provocare, a volte, le cosiddette perdite da impianto, cioè delle piccole perdite ematiche di origine uterina la cui epoca corrisponde al 6-7 giorno circa dalla fecondazione.

Queste sono dovute alla rottura di piccoli capillari che sono sulla parete dell’utero e che, in alcuni, casi possono essere accompagnate da lievi crampi addominali.Questi fenomeni, però, non sempre corrispondono ad una gravidanza in atto ma possono essere dei veri e propri cicli alterati per cause ormonali, per infezioni o lacerazioni avvenute durante il rapporto sessuale oppure per il cambiamento o l’interruzione della pillola anticoncezionale.

Sintomi della gravidanza

Per sapere con certezza se queste perdite di sangue sono dovute ad un inizio di gestazione occorre effettuare il test gravidanza che potrà confermare o meno la causa di questo fenomeno. I sintomi che possono far presupporre che un soggetto sia in stato interessante possono variare o addirittura non presentarsi. I fenomeni gravidici più comunemente riscontrati, a parte l’assenza delle mestruazioni, sono turgore mammario, nausea, vomito, ipersalivazione, bruciori di stomaco, mal di schiena, stanchezza, pesantezza addominale, stitichezza.

Se il test dovesse risultare positivo e se si dovesse riscontrare un ulteriore perdita ematica in gravidanza si dovrà opportunamente ricorrere all’intervento di un ginecologo che, procedendo con opportune verifiche, potrà provvedere ad effettuare una corretta diagnosi. Come previsto dalle Linee Guida redatte nel 2006 dalla SIEOG, Società Italiana di Ecografia Ostetrica e Ginecologica, uno degli esami per diagnosticare degli eventuali problemi è l’ecografia transvaginale, che consente di visualizzare sia la presenza della camera gestazionale che quella dell’embrione.

Dopo questo esame, il ginecologo, potrà indicare, se necessario, la corretta terapia da seguire per poter eventualmente evitare alti analoghi episodi.

Tuttavia, poiché le profonde modificazioni dell’organismo apportate dalla gravidanza rendono meno distinto il confine tra manifestazioni fisiologiche e patologiche, è opportuno che la gestante sia controllata costantemente da uno specialista per essere seguita in tutte le sue delicatissime fasi.

Perdite da impianto, cause

Queste “perdite di sangue dopo il concepimento” non è ancora chiaro completamente il motivo.

Ad oggi conosciamo tre cause:

  1. Possibile rottura di piccoli vasi sanguigni sulla superficie interna dell’utero.
  2. Sangue rimasto nella cavità uterina dalla precedente mestruazione.
  3. Dovute a piccoli traumi, senza significato clinico, provocati sul collo dell’utero, i cui tessuti sono già stati modificati dai primi ormoni della gravidanza, durante i rapporti.

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