Kamut e celiachia: cosa c’è da sapere

 Kamut e celiachia: cosa c’è da sapere

Kamut e celiachia: cos’è? Lo possono consumare i celiaci? Da cosa si ricava?

Sapevate che Kamut non è il vero nome di un tipo di grano? E’ un marchio commerciale registrato della società americana Kamut International Ltd, fandata a suo tempo nel Montana dal dottor Bob Quinn.

Il kamut è in realtà una varietà di grano duro, il cui nome è Triticum turgidum turanicum, ovvero un frumento di origine mediorientale appartenente alla famiglia delle Graminacee, noto come grano rosso o grano Khorasan, la regione dell’Iran da dove proviene e dove ancora oggi si produce.

Le proprietà nutrizionali del kamut

Sostanzialmente è ricco di selenio, che lo rende un buon antiossidante, zinco, magnesio e vitamina E che dimostra un ottimo effetto anti-invecchiamento.

Contenendo un’alta percentuale di lipidi, la farina di kamut è molto energetica, adatta ad anziani, bambini o sportivi.

Kamut e celiachia: possono consumarlo tutti?

Kamut celiachia Il glutine fa male 1 - Kamut e celiachia: cosa c'è da sapere

Assolutamente vietato ai celiaci in quanto contengono glutine, kamut e derivati, poco più del 15% di glutine secco, spesso anche in quantità maggiore rispetto al normale frumento.

Il kamut è un cereale digeribile, più digeribile di altri tipi di frumento sottoposti a processi chimici di raffinazione o miglioramento genetico; è più nutriente e adatto a chi soffre di disturbi digestivi ma non a chi soffre di celiachia.

Ricordiamo che chi è affetto da celiachia non può assumere glutine poiché provoca danni ai villi nell’intestino tenue, con conseguenti effetti di malnutrizione, di disturbi digestivi e di problemi di salute a lungo termine. Perciò niente orzo, segale, grano e kamut. Per chi soffre di celiachia, ma anche di una più semplice intolleranza, la porzione più piccola può scatenare i sintomi allergici e autoimmuni.

Come evitare di assumere kamut se si è celiaci

E’ fondamentale leggere l’etichetta dei prodotti che acquistiamo. Alla voce ingredienti leggiamo di cosa sono composti. Questo vale per tutti i prodotti da forno, mix di cereali e dolci o biscotti.

E’ meglio preferire pseudo cereali come la quinoa.

Vediamo quali sono le farine da evitare:

  • frumento, è la farina più normale che troviamo in circolazione, e comunque sia contiene sempre il glutine. Che sia di frumento tenero o di frumento duro, di tipo 0, 00, 1 o 2 oppure ancora di grani recuperati, antichi, particolari, il glutine c’è sempre per cui queste farine vano evitate.

  • Farro, è un tipo di frumento, perché se i frumenti sono il Triticum aestivum, il tenero, e Triticum durum, il duro, il farro è il Triticum dioccium. 

  • Kamut, il Triticum khorasan, è chiaramente un frumento, che quindi contiene il glutine

  • orzo, sebbene il glutine dell’orzo abbia una struttura leggermente diversa dal glutine di grano comunque è presente e va evitato.

  • Segale, la subunità variabile in questo caso è la Secalina, che comunque forma un glutine

  • avena, ha una proteina simile al glutine (la parte variabile della lipoproteina è detta avenina) ma non si capisce ancora bene se questa abbia o meno gli effetti dannosi tipici di tutte le altre forme di glutine

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Vediamo invece quali sono le farine che possono consumare i celiaci:

  • riso, non contiene glutine e le forme di contaminazione in raccolta sono impossibili perché il riso, che viene coltivato in campi particolari, si raccoglie con macchine che non sono quelle del grano

  • mais, è una delle farine di sostituzione a quella di frumento più utilizzate.

  • Sorgo, fa parte dello stesso gruppo del mais e, proprio come lui, non contiene tracce di glutine.

  • Miglio, un’altra farina che chi è affetto da celiachia può tranquillamente consumare.

  • Grano saraceno, che non è un grano e non contiene glutine

  • Amaranto e quinoa, non contengono glutine e sono pseudo cereali

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