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Il transessuale non è più un malato di mente

Il transessuale non è un malato di mente

Il transessuale non è un malato di menteIl transessuale non è più malato di mente. Così certifica la nuova edizione della “Bibbia” della psichiatria. Il DSM-5, l’acronimo del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, preparato dalla American Psychiatric Association (APA), conserva solo la “disforia di genere”, cioè l’ansia sofferente di una persona che non si identifica nel maschio o nella femmina.

In Spagna ci sono tra i 7.000 e 12.000 transessuali, che hanno speso anni di richieste di esclusione dal manuale psichiatrico. In questo paese il diritto di sentirsi maschio o femmina è riconosciuto dal 2007. Si può cambiare il nome legalmente o effettuare la chirurgia genitale, ma sulla carta sono dei malati. Ma c’è di più. Gli studi citati dalle associazioni sostengono che i transessuali soffrono di un tasso di disoccupazione tra il 60% e l’80%.

L’organo di governo dell’APA ha approvato lo scorso 1 dicembre il nuovo manuale, la prima grande revisione in 20 anni di criteri diagnostici condivisi nel mondo della psichiatria. Questa revisione sarà pubblicata nel maggio 2013.

Il DSM ha sessanta anni di storia e nel corso dei decenni è stato un potente strumento per psichiatri, psicologi e altri operatori in questo settore. Si tratta di una sorta di linea guida per ordinare e dare un nome alle varie malattie mentali. La revisione del DSM, che ha raggiunto la sua quinta edizione, e frutto di sei anni di lavoro e il contributo di 1.500 esperti provenienti da 39 paesi. È stato anche sottoposto a controllo pubblico. Infatti, 13.000 commenti sono stati scritti sul web.

Questa revisione del DSM comprende altre modifiche. Alcune malattie mentali sono state eliminate mentre altre sono state incorporate. Ma il risultato è molto simile in termini di numeri. L’evoluzione sociale chiarisce le situazioni e svolge un’attività di ricerca e di riferimento nuovo catalogando le malattie mentali per la società.

Fonte immagine: Flickr da Foto di Aba

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1 Comment

  1. Avatar
    Patricia

    feb09nicole per poterci renetire, per chi ha fede (cattolica o no che sia), figli di dio, non ritengo sia necessario avere il consenso di bagnasco o di altri rappresentanti della Chiesa. Nessuno puf2 arrogarsi il diritto di negare ad altri questo, e visto che spesso le alte istituzioni vaticane lo fanno, anche per questo non meritano di credibilite0. Come credo che a Galileo non interessi ricevere nessun riconoscimento dalla Chiesa, poiche8 la sua immensa intelligenza e la persona che e8 stata, portatrice di luce e verite0, non ha alcun bisogno di consensi ufficiali di un’istituzione che la verite0 l’ha sempre nascosta ed ha persino ucciso coloro che la diffondevano ( tra cui, appunto, galileo). Che la chiesa la riconosca o meno non toglie ne8 aggiunge nulla alla persona di galileo. Inoltre non capisco l’espressione riportata dai giornali che avrebbe pronunciato bagnasco : anche nei vicoli c’e8 luce che significa? e8 un’allusione che ribadisce il persistente stigma Transessuale=prostituta?.

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