Il linguaggio del corpo: verbale e non verbale

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A chi non è capitato di essere frainteso, incompreso, di avere difficoltà a entrare in relazione con l’altro, di avere qualche problema nel capire nel farsi capire.

Basta poco. Un silenzio, un’esitazione uno sguardo, un rossore improvviso un sorriso abbozzato. Sembrano dettagli ma al momento buono fanno la differenza. Perché lo sappiamo bene perché oltre alle parole c’è di più.

A volte basta un’occhiata per capire che la persona che abbiamo davanti ci piace o non ci piace, ci fa simpatia o antipatia, ci incuriosisce, ci lascia del tutto indifferenti. È un istinto. In questo somigliamo un po’ agli animali.

Questo rappresenta il linguaggio del corpo.

C’è chi si concentra su un dettaglio mentre c’è chi invece guarda e osserva i gesti: la stretta di mano classica; c’è chi invece lavora con uno sguardo di insieme. Tre modi di relazionarsi, di farsi un’idea dell’altro, di cogliere il linguaggio del corpo che ci racconta anche qualcosa di noi.

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linguaggio del corpoSappiamo che il corpo non mente e le persone che sono più attente al dettaglio di un recettore che sono il naso, le orecchie, e la bocca sono persone che sono tendenzialmente più analitiche e guardano in particolare. Mentre c’è la persona che invece guarda la visione di insieme, nella sua grandezza generale e quindi relativizza alcuni aspetti e alcuni particolari. Questa è una dote che un po’ tutti abbiamo.

Quello che è molto interessante vedere è come alcune parti del corpo, per esempio la fronte; una fronte piccola viene vista solitamente in modo molto positivo perché viene considerata una fronte da specialista che si focalizza molto bene sul particolare, mentre una fronte molto spaziosa è portata a vedere le situazioni di lungimiranza negli aspetti più generali.

Impara a gestire il linguaggio del corpo

Interessante video di Chiara Alzati che tratta La comunicazione non verbale nel public speaking:

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