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Claustrofobia: come combatterla

claustrofobia

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claustrofobia La claustrofobia è una delle paure più facili da riscontrare, in quanto si tratta di una fobia discretamente diffusa.

Il claustrofobico, in sostanza, teme i luoghi stretti, chiusi, senza finestre, che lo fanno sentire “intrappolato”. Per tanto gli riuscirà difficile entrare in ascensore, passare in un tunnel, andare al cinema o stare in una stanza senza finestre. Il soggetto claustrofobico ha la sensazione che le pareti gli si stringano attorno, ha paura che il soffitto o il pavimento crollino e che non vi sia abbastanza aria e quindi di soffocare.

Claustrofobia: come la si scopre

Magari avete una strana sensazione ad entrare in luoghi piccoli e chiusi, non tanto da farvi cogliere dal panico ma abbastanza da farvi dubitare. Pensate a quando è stata l’ultima risonanza magnetica, avete avuto problemi ad entrare nel cilindro o eravate rilassanti avvertendo solo un po’ di fastidio? Se avete avuto un attacco di panico le possibilità d’esser claustrofobici. Ci sono anche degli appositi test, fatti da specialisti, che possono aiutarvi a dare un grado alla vostra paura.

Naturalmente la spia sono i sintomi della claustrofobia: solo l’idea di entrare in un ascensore vi fa prendere dal panico. Se siete costretti a salirci sudate, avete la tachicardia, brutti pensieri ossessivi circa il fatto che potreste svenire o peggio, avete la sensazione di non riuscire a respirare e che tutto vi si stringa addosso, quindi sensazione di costrizione.

Claustrofobia: come affrontarla

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La fobia è una paura irrazionale di un qualcosa che non può nuocerci ed allo stesso tempo è un messaggio del nostro inconscio, che per non affrontare una situazione si scarica sulla fobia. In altri casi la fobia è dovuta ad un trauma ma in ogni caso occorre consultare un esperto per farsi aiutare.

Cosa fare in concreto: affrontare la paura. Andando per gradi, molto lentamente:

  1. Iniziate sostando in uno spazio aperto ristretto per una decina di volte per un tot tempo.
  2. Passate ad una stanza con porte e finestre, anche qui sostare per dieci sedute per tot tempo.
  3. Infine una stanza senza finestre, sgombra, con solo una porta che dev’esser aperta e che può essere chiusa solo su vostra richiesta. Potete inizialmente stare sulla soglia, poi fare qualche passo, sostare dentro ed uscire e poi sostare un po’ più a lungo. Parlate con chi è al di fuori della stanza, poi chiedetegli di allontanarsi.

Respirate, attingete alla logica: le pareti non si muovono, l’aria non sta per finire, il soffitto non crollerà, nulla vi si stringe attorno. Respirate profondamente, se in ogni caso salisse la paura, chiudete gli occhi immaginando spazi aperti, meditando sul fatto che nulla accade alle altre persone in uno spazio chiuso né accadrà a voi.

Claustrofobia: cosa fare e cosa non fare

Naturalmente iniziare cercando di entrare subito in ascensore è una pessima idea, non è un modo di affrontare la claustrofobia. L’ascensore è la tappa finale, una sorta di prova. Non dovete sforzarvi, reprimere il panico e pretendere di guarire subito. Ci si arriva per gradi. Accettate l’ansia, riflettete sul fatto che non vi accade nulla, meditate e provate con i vostri tempi ma soprattutto fatevi aiutare da un esperto.

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