Chi ha paura degli aghi? Belonefobia: cos’è e come superarla

guida contro la fobia degli aghi

Perchè ho paura degli aghi?

Bella domanda, complicata forse. Se non soffrite della paura degli aghi beati voi, io ne ho sofferto, oggi mi fanno meno paura ma ovviamente non guardo lo stesso e non vado matta per punture e prelievi.
Da poco ne parlavo con un’amica che invece guarda tranquillamente mentre la bucano e non le fa nessun effetto, io al contrario sembro la bambina dell’Esorcista con la testa che si torce da tutte le parti pur di non vedere.
Bando alle ciance.
Se siete qui è perché volete sapere come mai gli aghi vi causano terrore e come si fa a superarlo. Parleremo proprio di tutto questo affrontandolo sotto ogni aspetto.

Fobia degli aghi: cos’è?

Come si chiama la fobia degli aghi?

E’ conosciuta come belonefobia ed in realtà non si rivolge solo agli aghi ma anche agli spilli e qualunque oggetto tagliente o acuminato.
E’ nota anche con il nome di aichmofobia o aicmofobia, ma si riferisce soprattutto agli aghi mentre il nome tripanofobia identifica la fobia delle iniezioni, delle punture e delle siringhe; poi abbiamo enetofobia ovvero la paura degli spilli e vaccinofobia la fobia dei vaccini.
In molti casi la belonefobia è associata all’emofobia ovvero il terrore del sangue.

Quali sono i sintomi della belonefobia?

Chi soffre della fobia degli oggetti appuntiti può avvertire:

  • sudorazione fredda
  • ansia
  • svenimenti
  • capogiri
  • mal di testa
  • nausea
  • tremore
  • tachicardia
  • pianto
  • confusione

Il fobico avverte un forte disagio in presenza di un oggetto come una spilla da balia o un ago e può avere attacchi di panico nel caso debba fare una iniezione o un prelievo.
Questa fobia, come le altre, può generare attacchi di panico se non viene ben curata.

Gli oggetti che causano la fobia possono essere:

  • aghi
  • siringhe
  • spilli
  • spille da balia
  • chiodi
  • coltelli
  • pezzi di vetro

Le situazioni che causano la fobia possono essere:

  • fare un prelievo
  • fare un vaccino
  • fare una iniezione
  • vedere qualcuno che manipola un coltello
  • vedere qualcuno che usa spilli o spille da balia
  • vedere una siringa

Cosa causa la fobia degli aghi?

Bella domanda: la maggior parte di noi, io compresa, ha iniziato a soffrirne da bambina perché traumatizzata da prelievi e punture.
Molti associano le punture agli ospedali, alle cure mediche quindi a situazioni di emergenza e pertanto innesca il loro l’ansia, al cui alla perdita di sangue, alle ferite e pertanto ecco che sale il panico.
Come dicevamo però l’infanzia è determinante: magari vi è stato detto che se non facevate i bravi veniva il medico a farvi la puntura o avete assistito ad amici e fratelli isterici per una puntura oppure si è stati sottoposti a pratiche mediche dolorose che prevedevano l’uso degli aghi.
Alcune ipotesi sostengono che ci possa essere una base genetica come per altre fobie. Secondo la teoria evolutiva gli aghi e gli oggetti appuntiti e taglienti evocano immagini di ferite e pericolo e scatterebbe in noi l’istinto di sopravvivenza (un po’ come per i tuoni in sostanza, una paura atavica).
E’ vero anche che, come sopra detto, possa essere correlata ad altre fobie come l’emofobia o l’iperalgesia tipica di chi sente molto il dolore.

Come superare la fobia degli aghi?

Innanzitutto, come per tutte le fobie, il mio consiglio è rivolgetevi ad un esperto, fate sedute di psicoterapia, tecniche di rilassamento e se non basta parlate con uno psichiatra.
Sperimentate l’ipnosi se la vostra fobia è molto radicata, se avete vissuto un trauma molto forte da adulti o da bambini.

I miei 3 consigli di base per affrontare questa situazione sono:

1. Padroneggiare le tecniche di rilassamento
Ve le potete far insegnare da un terapeuta e trovate anche istruzioni su internet, sono esercizi molto importanti per lavorare sull’ansia e fare in modo di non perdere il controllo della paura sfociando in attacchi di panico.

2. Respirare
Quando arriva l’attacco fobico il respiro si fa affannoso, si va in apnea addirittura invece è proprio in questo momento che occorre concentrarsi sul respiro, respiri lunghi e profondi, che sono capaci di riportarci brevemente alla calma.

3. Razionalizzare
Ho sempre avuto paura di aghi e iniezioni, sempre. Ora molto meno, mi infastidiscono ma non mi terrorizzano più e vado tranquillamente a fare gli esami o faccio tranquillamente le iniezioni. Come ho fatto?

Punto primo: ho cercato un laboratorio di analisi in cui siano molto calmi e tranquilli e sappiano fare il loro dovere, in altre parole: il prelievo non deve fare male, se fa male è la persona che non ci sa fare. Nel mio caso ho individuato un ottimo laboratorio in cui sono molto bravi, hanno la mano leggera e quasi non mi accorgo di nulla.

Secondo: non guardo e chiacchiero. So che la vista m’impressiona, non guardo e basta. Anche con le siringhe per le iniezioni, non le voglio proprio vedere. Poi chiacchiero per distrarmi con chi mi fa il prelievo o la puntura in modo da non concentrarmi troppo, all’inizio preciso sempre che non guarderò perché mi danno fastidio gli aghi, se siete fobici ditelo senza temere.

Terzo: se sto male devo fare la puntura del farmaco me ne faccio una ragione. Preferisco stare male? Certo che no.

Quarto: le iniezioni vanno fatte da chi le sa fare, come per i prelievi ci vuole un professionista dalla mano delicata, ricordiamoci poi che è generalmente il farmaco a creare il dolore e non la puntura.

Potete ovviamente fare una piccola terapia di esposizione con qualcuno accanto, magari un professionista che vi aiuti passo passo. Inoltre quando andate a fare i prelievi, specie nei primi tempi di terapia, chiedete ad un amico di stare con voi con cui parlare durante il prelievo.

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