Chemioterapia la cura che alimenta il tumore

 Chemioterapia la cura che alimenta il tumore

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Un gruppo di scienziati del Freud Hutchinson Cancer Center (USA) afferma che la chemioterapia, somministrata per combattere il cancro, non solo danneggia le cellule sane, ma induce a secernere una proteina in grado di supportare la crescita tumorale. Alcuni tumori, conosciuti come tumori solidi (seno, polmone, prostata e colon) sono quindi in grado di sviluppare la resistenza al trattamento chemioterapico.

Attraverso la chemioterapia, queste cellule iniziano a produrre una proteina (WNT16B) a livelli tali da indurre  le cellule tumorali a sviluppare una sorta di invasione dei tessuti circostanti, aumentando così la resistenza alla chemioterapia.

Il gruppo, in un articolo, pubblicato sull’ultimo numero della rivista Nature Medicine ha dimostrato che la scoperta è “del tutto inaspettata” al mondo scientifico. È evidente che oltre l’impatto distruttivo dei farmaci antineoplastici nei nuclei delle cellule adiacenti al tumore, gli otto autori hanno dimostrato che questo effetto accelera la progressione della malattia. La chemioterapia dovrebbe impedire la riproduzione di cellule maligne, ma nella maggior parte dei casi esaminati, le cellule sane, subiscono un danno irreparabile inflitto dalla cura, generando una proteina che aiuta la cellula tumorale di sopravvivere.

Va sottolineato che le terapie tumorali sono oggi diventate personalizzate e specifiche conducendo la cura direttamente ai motori molecolari che causano lo sviluppo del tumore. Ora, questo nuovo contributo dei ricercatori può essere considerato un trattamento ancora più preciso. Quando il cancro è avanzato, il trattamento è di aumentare la dose di chemioterapia, ma questo aumento può avere conseguenze letali per i pazienti.

Pertanto, in caso di cura di tumori solidi, i trattamenti chemioterapici dovranno avere più cicli con dosi meno massicce, per consentire il recupero delle cellule e di poter continuare la terapia. Per ottenere i risultati pubblicati di recente, i ricercatori si sono concentrati sull’esame delle cellule del seno, alle ovaie e alla prostata nei pazienti sottoposti a chemioterapia.

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