Calvizie: dalla scienza novità su cause e rimedi

 Calvizie: dalla scienza novità su cause e rimedi

Calvizie: dalla scienza novità su cause e rimedi

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La calvizie è un problema che attanaglia milioni di uomini e di donne in tutto il mondo.  Ma, negli ultimi anni, qualche passo in avanti è stato fatto grazie ai progressi di scienza e tecnologia.

L’obiettivo è innanzitutto chiarire le cause che determinano la caduta dei capelli, prima di perfezionare le tecniche per risolvere la questione.

Alopecia, questa sconosciuta.

Nonostante sia infatti una patologia che colpisce milioni di persone – sia uomini che donne – la caduta dei capelli è per certi versi ancora un argomento misterioso: perché infatti i bulbi piliferi cessano di essere attivi? Da cosa dipende? E che possibilità ci sono di contrastare il processo o addirittura rigenerare gli stessi bulbi?

Queste sono le domande che attanagliano le persone alle prese con questi problemi (si calcolano circa 8 milioni di uomini in Italia alle prese con la calvizie, cui fanno compagnia almeno 6 milioni di donne che soffrono di diradamento dei capelli), ma in realtà anche gli stessi scienziati, da anni ormai alla ricerca delle cause e delle cure all’ampia serie di fenomeni che possono essere etichettati (pur con le varie differenze) come alopecia, e che in estrema sintesi provocano la caduta dei capelli.

L’azione del Dht.

In particolare, l’attenzione degli esperti si è concentrata sull’alopecia androgenetica, la variante più comune e diffusa a livello mondiale, che secondo recenti stime colpisce fino al 70% degli uomini e il 40% delle donne nel corso della vita. Secondo gli ultimi riscontri, approfonditi anche dall’equipe medica di Hairclinic.it dalle pagine del portale, questa patologia ha un nemico pubblico numero uno del DHT, ovvero il Diidrotestosterone, il derivato più potente del testosterone, che viene prodotto per effetto dell’enzima 5-alfa reduttasi: quando entra in contatto con il follicolo, il Dht svolge un’azione dannosa, perché lo miniaturizza e ne provoca l’atrofia completa, ovvero la cessazione di ogni attività produttiva.

Rimedi poco efficaci per la caduta dei capelli.

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Calvizie: dalla scienza novità su cause e rimedi

A uno sguardo inesperto, la soluzione più semplice e immediata sembrerebbe quella di inibire chimicamente il DHT, ma in realtà questo produrrebbe solo ulteriori effetti negativi sull’organismo, portando a danni collaterali e complicazioni molto più serie rispetto alla perdita dei capelli. Messa così, la situazione sembra a dir poco irrecuperabile. Eppure, si sentono spesso tessere le lodi di procedure miracolose, che portano alla ricrescita dei capelli, a cominciare dall’assunzione di farmaci, da palliativi come shampoo e fiale anti-caduta o dal trapianto; in realtà, proprio l’intervento chirurgico è un’operazione che non assicura risultati permanenti nel tempo, perché non interviene alla radice del problema, ovvero non contrasta l’azione del Dht e la miniaturizzazione del bulbo pilifero.

Un percorso differente.

Meglio invece cercare di regolarizzare in modo naturale l’intero sistema ormonale. Secondo i ricercatori di Hair Clinic, un supporto in questo senso potrebbe arrivare dall’insulina che, oltre agli effetti già noti sull’organismo, offre effetti positivi anche per ripopolare le aree diradate del capo.

Come spiegato, infatti, con il trattamento brevettato dal gruppo biomedicale si interviene interviene direttamente sui follicoli che ancora non sono atrofizzati e che, quindi, continuano a essere reattivi, stimolando in questo modo la ricrescita dei capelli. L’insulina, in questo processo, consente di “aggiungere sostanze nutritive utili ed efficaci per la ricrescita dei capelli nelle aree diradate e in generale per rinforzare l’intero parco follicolare”, completando un trattamento che inizia da “una separazione cellulare grazie alla quale isoliamo le migliori molecole del sangue stesso del paziente per poi iniettarle nuovamente nel suo cuoio capelluto”.

Risultati positivi sulla caduta dei capelli.

I primi riscontri pratici rivelano risultati soddisfacenti nell’azione di contrasto agli effetti dell’alopecia, che si sommano ai vantaggi di questo trattamento, che è un intervento non chirurgico e poco invasivo e che, sopratutto, funziona e garantisce durata nel tempo.

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4 Comments

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  • Ma questo è un articolo scientifico o la solita pubblicità pagata spacciata per informazione? Peraltro questi trattamenti molto costosi proposti dalla nota azienda privata non si sa che efficacia abbiano almeno a detta di dermatologi e tricologi professionisti.

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  • Ho visto alcuni articoli sulle fibre di cheratina. Volevo sapere che effetti avevano e se sono realmente efficaci per combattere l’alopecia?

      Sara Frison
    • Buonasera Claudio, grazie per il suo intervento ma per questo di informazioni la invitiamo a rivolgersi a dei centri specializzati. Buona domenica.

  • […] caduta dei capelli è una lotta continua ed estenuante che, una volta iniziata, non lascia scampo. E’ […]

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