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Misery di Stephen King, l’incubo di ogni scrittore (recensione)

copertina libro misery di stephen king

Articolo aggiornato il 16 Agosto 2020

Misery è un incubo, è un romanzo, è una storia terribile.

Qual è l’incubo di ogni persona famosa? I fan. Mica tutti, ne basta uno solo. Oggi li chiamiamo stalker.

Un altro pomeriggio grigio, con un vento che mi fa venir voglia di andare a recuperare qualche ancora per attaccarci la casa. Un altro po’ e vien giù il diluvio universale.

Dando una scorsa alla mia libreria mi cade lo sguardo su uno dei libri veramente più inquietanti che si possano leggere: Misery di Stephen King. Un thriller che ha addirittura vinto il Premio Bram Stoker. Meritatissimo visto che fa accapponare la pelle.

Non è un horror con elementi soprannaturali, niente pagliacci assassini, morti viventi etc… ma un sadismo, e un incubo che ti attanaglia lo stomaco.

E’ proprio parlando di stalker che lo abbiamo riletto sotto un’altra ottica, quella del problema degli stalker: ne sono vittime sia uomini che donne. Lo stalker sviluppa un’ossessione per la vittima, come nel caso di Annie verso lo scrittore Paul.

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Misery di Stephen King: la stalker e lo scrittore

In pratica il libro parla di Paul Sheldon che durante una tormenta finisce in una scarpata con la sua auto dalle parti di Silver Creek (Colorado).

E’ uno scrittore molto famoso che ha dato vita al personaggio di Misery di cui è una fan la donna Annie Wilkes che lo trova e lo porta in casa per curarlo, essendo lei una ex infermiera.

Paul si riprende comincia a ricordare è grato ad Annie per averlo salvato ma si accorge che in lei c’è qualcosa che non va: è mentalmente instabile ed è furiosa perché in uno dei sue libri Paul ha fatto morire la sua eroina Misery. Inoltre ha letto di nascosto il nuovo libro Bolidi non ancora pubblicato che ha trovato fra le sue cose e lo trova orribile. Lo obbliga così a bruciarlo e a scrivere un nuovo romanzo in cui fa resuscitare Misery.

Paul deve mettersi a lavoro perché Annie non gli lascia altra scelta, non lo lascerà andare e Paul si accorge ben presto d’esser stato sequestrato, difatti nessuno sa che lui si trova lì. Paul quindi scrive il nuovo libro con più passione di quella che credeva, apprezzando il risultato ma contemporaneamente cerca di fuggire e di ribellarsi ad Annie che perderà completamente la bussola…

Misery di Stephen King: le curiosità

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Siete curiosi di sapere com’è saltata in mente l’idea di questo romanzo a King?

Durante un viaggio aereo verso Londra, arrivò all’hotel ma non riuscì a dormire perché doveva assolutamente iniziare la stesura. Ma l’idea di partenza era un po’ diversa: doveva essere un racconto da trentamila parole, intitolato The Annie Wilkes Edition, nel quale Annie costringeva Paul Sheldon a scrivere un altro romanzo e poi lo uccideva, per realizzare un’opera unica, un manoscritto olografo rilegato con la pelle dell’autore stesso. Ma i personaggi si rivelarono più complessi e la situazione iniziale si sviluppò naturalmente in una direzione diversa da quella prevista.

Da questo libro è stato tratto il film: Misery non deve morire (Misery) diretto da Rob Reiner nel 1990. Un vero successo che ha realizzato negli Stati Uniti un incasso di 61.276.872 milioni di dollari. Kathy Bates vinse sia l’Oscar che il Golden Globe per la sua straordinaria interpretazione di Annie Wilkes.

Cosa ne penso? L’ho letto in 7 giorni anni fa, era un regalo di Natale. Ho avuto un incubo quella notte. Leggenda vuole che chi legge il libro nei giorni successivi avrà un incubo con dentro Annie o simili. Creepy pasta? Non lo so, ma non sono l’unica a cui è capitato.

Lo rileggerei? Sì. Ne ho il tempo? No, King ne pubblica due o tre all’anno e se li rileggessi tutti buona notte.

Meglio il libro o il film? Fa più paura il libro ma il film è fatto bene.

Lo consiglierei a chi soffre di insonnia, panico e ansia? Ma assolutamente no.

Una chicca per voi: una interessante intervista a King

Leggi l’intervista realizzata a Stephen King su Loredana Lipperini

Guarda il trailer del fil in lingua originale Misery (1990) – Official Trailer

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Misery di Stephen King, l'incubo di ogni scrittore (recensione)
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Misery è un incubo, è un romanzo, è una storia terribile. Qual è l'incubo di ogni persona famosa? I fan. Mica tutti, ne basta uno solo. Oggi li chiamiamo stalker. Un altro pomeriggio grigio, con un vento che mi fa venir voglia di andare a recuperare qualche ancora per attaccarci la casa. Un altro po’ e vien giù il diluvio universale. Dando una scorsa alla mia libreria mi cade lo sguardo su uno dei libri veramente più inquietanti che si possano leggere: Misery di Stephen King. Un thriller che ha addirittura vinto il Premio Bram Stoker. Meritatissimo visto che fa accapponare la pelle. Non è un horror con elementi soprannaturali, niente pagliacci assassini, morti viventi etc… ma un sadismo, e un incubo che ti attanaglia lo stomaco. E' proprio parlando di stalker che lo abbiamo riletto sotto un'altra ottica, quella del problema degli stalker: ne sono vittime sia uomini che donne. Lo stalker sviluppa un'ossessione per la vittima, come nel caso di Annie verso lo scrittore Paul.
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