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Il sapore dei semi di mela di Katharina Hagena il libro e la recensione

Il sapore dei semi di mela di Katharina Hagena la recensione

Articolo aggiornato il 25 Agosto 2020

Che profumo hanno i ricordi?

Una grande casa, la composta delle mele, un vecchio vestito, un lago placido, un giardino al chiaro di luna.

Che sapore hanno i ricordi? Un giardino di ribes, un gioco crudele ma infantile, una conserva di lacrime, i libri del passato. Il sapore dei semi di mela

Tre donne: Christa, Harriet ed Inga. E poi la giovane Iris, la dolce Bertha tornata bambina e la fragile Rosmarie volata via ed i segreti dell’oscura Mira.

“Zia Anna morì a sedici anni per una polmonite. A causa del suo cuore spezzato e della mancanza di peniciliina, ancora da scoprire, non fu possibile guarirla. Se ne andò in un tardo pomeriggio di luglio e quando sua sorella minore Bertha corse in giardino piangendo, vide che con l’ultimo rantolo di Anna tutti i ribes rossi erano diventati bianchi. I vecchi arbusti erano carichi di frutti, tanto che i rami si piegavano sotto il loro peso. Avrebbero dovuto essere colti già da tempo, ma dopo che Anna si era ammalata nessuno aveva più pensato ai ribes. La nonna me lo raccontava spesso.”

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Il sapore dei semi di mela, Iris

Iris, è la protagonista de Il sapore dei semi di mela, è una bibliotecaria di Friburgo, che ha smesso di leggere perchè:

“Leggere significava acquisire, acquisire significava conservare, conservare significava ricordare, ricordare significava non sapere esattamente, non sapere esattamente significava aver dimenticato, dimenticare significava cadere, e in qualche modo la caduta doveva terminare.”

Viene richiamata un giorno a Bootshaven, suo paese natale, perchè la nonna Bertha è morta. Al funerale Iris si ritrova con sua madre, suo padre e le due zie: Harriet ed Inga. Due donne forti eppure molto diverse: Inga ha un’energia tale che da la scossa a tutti coloro che tocca e quindi deve proteggersi mentre Harriet è entrata a far parte di una setta spirituale per arginare il dolore per la morte di Rosmarie, la giovane cugina di Iris, scomparsa in tragiche e misteriose circostanze.

Leggendo il testamento si scopre che la casa di famiglia è andata ad Iris e questa è molto indecisa sull’accettare o rifiutare l’eredità. E’ una casa vecchia, densa di odori, cose e ricordi. Gli stessi che hanno abbandonato Bertha, la povera nonna che pezzo dopo pezzo ha visto infrangersi la sua memoria. Iris decide di passare qualche giorno nella sua casa d’infanzia dove evoca i momenti trascorsi con la famiglia, il burbero nonno, le stravaganti zie, le stranezze della nonna ed i giochi con sua cugina Rosmarie e l’amica Mira, una strana ragazzina che veste di nero e mangia solo cose nere.

Permanendo nella casa, Iris viene a contatto con vecchie conoscenze di famiglia: il fratello di Mira che ora è un avvocato e si occupa del testamento di Bertha e che le porta un giorno una foto dell’attuale Mira che produce uno shock in Iris. E poi il giardiniere Lexow che dopo tanti anni le confessa la verità sulla sua famiglia. Emergono segreti, frammenti di ricordi che hanno a che fare con Rosmarie e la sua morte prematura e sentimenti inaspettati.

“In qualche modo bisogna pur conservare le proprie lacrime.”

Un romanzo, Il sapore dei semi di mela, davvero molto grazioso e rilassante. Come una novella Proust, Iris cerca i ricordi della sua infanzia in tutti i luoghi della grande ed antica casa scricchiolante, che profuma di mele e trova molto più di quello che immaginava. Hagena riesce a rendere molto bene il clima dei ricordi d’infanzia, dei luoghi in cui viene riposta la memoria ma anche il clima dei segreti che, aleggiano pronti a venire a galla con un nonnulla, del mondo femminile che scopre l’amore, i tradimenti e cresce le figlie per poi lasciarle andare via.

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Il sapore dei semi di mela

Il vento accarezza le foglie del grande melo, i ribes si fanno improvvisamente bianchi, il sapore dei semi di mela nella conserva, un fulmine attraversa la casa e la luna che si specchia sui vetri infranti. E’ Iris che ricorda, è Bertha che piange, è Rosmarie che muore, è Harriet che si sveglia nel cuore della notte, è Inga che nasce.

“Forse le persone che avevano qualcosa da dimenticare erano più smemorate delle altre. Forse dimenticare non significava semplicemente non riuscire a tenere a mente qualcosa. Forse gli anziani non dimenticavano niente, ma rifiutavano di rammentare alcune cose. A un certo punto i ricordi diventavano troppi per chiunque. Dimenticare era solo un modo per ricordare. Se non si dimenticava qualcosa, non si poteva ricordare qualcos’altro.”

Un libro assolutamente da non perdere. Buona lettura!!!

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