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il ragazzo alla pari, il libro di Federica Gnomo Twins – la Recensione

il ragazzo alla pari di Federica Gnomo Twins

Articolo aggiornato il 23 Agosto 2020

La recensione del libro,Il ragazzo alla pari di Federica Gnomo Twins

Questa che si prospetta sarà un’estate “fredda e piovosa”, almeno per quello che riguarda la metereologia internazionale. Un’estate senza l’estate, hanno previsto i metereologi francesi e cosa c’è di meglio, in una stagione dove normalmente legge anche chi non apre mai un libro durante l’anno, se non letture “romantiche” e “hot” per scaldarsi dal freddo di una stagione anomala?

Infatti, il mercato letterario italiano sta già apparecchiando una tavola imbandita di romanzi erotici da far impallidire i protagonisti dell’ormai tramontato best seller sado-maso dell’estate passata, Le cinquanta sfumature di grigio/rosso/nero di L. James.

Tutta roba molto hard e assai spinta, che dovrebbe in qualche modo cavalcare l’onda positiva da un punto di vista puramente economico, delle vendite dell’anno passato.

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Ma se siete desiderosi di leggere qualcosa di veramente ben scritto, divertente, commovente, e allo stesso tempo capace di far riflettere su certi aspetti/momenti della vita di una donna, consigliamo di leggere questo (purtroppo) breve romanzo “Il ragazzo alla pari”, scritto da Federica Gnomo Twins, edito da Gremese.

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La storia di una quarantenne, madre di due gemelli, tradita dal marito che l’ha lasciata per una ragazza più giovane, che decide di trascorrere qualche giorno di vacanza al mare in Sardegna.

Ad accompagnarla e aiutarla nell’accudire i due bimbi ancora piccolissimi, un ragazzo di 24 anni dal fascino misterioso, dal passato sconosciuto e soprattutto dalla bellezza statuaria.

Quella che potrebbe sembrare una storia banale e facile, si trasforma invece in un intreccio di pensieri, azioni, colpi di scena intriganti, il tutto condito da uno scrivere sapiente e arguto da parte dell’autrice. Niente di scontato, di banale o di troppo facile in questo libro.

Ci sono anche le scene d’amore calde, descritte con sincerità e senza ipocrisia: Federica Gnomo chiama le cose con il proprio nome, non infiocchetta con giri di parole e figure retoriche le situazioni più intime, ma lo fa con delicata eleganza dando a ogni passaggio d’amore un tocco di passionalità mai volgare o dissoluta. E un finale a sorpresa che spiazza e che assolutamente non ti aspetti.

Consigliato quindi per trascorrere le prossime serate estive “uggiose” e “umide” davanti a un caminetto acceso, sognando il caldo torrido delle estati tradizionali passate.

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