Dopo il libro di Koethi Zan: la recensione

Dopo, il libro di Koethi Zan

Il mistero ed il terrore ci affascinano, ci conducono in mondi differenti attraverso porte che, per nostra fortuna, non ci è dato attraversare. E’ il caso del romanzo “Dopo” di Koethi Zan.

Sarah, la protagonista, è riuscita a fuggire dall’incubo. Rapita e tenuta segregata in uno scantinato, con altre due ragazze più la sua amica Jennifer, ha subito atroci torture da un folle di nome Jack Derber. Eppure l’incubo ritorna perchè Jack sta per uscire dal carcere e le sue lettere la perseguitano. Sarah, dieci anni dopo, è una persona in preda a fobie e traumi che ne limitano tantissimo la vita ma trova comunque il coraggio di ritornare sulla drammatica vicenda per ritrovare il cadavere della sua migliore amica. Dovrebbe essere l’FBI ad aiutarla ma Sarah decide di fare a modo suo ed interpella le sue ex compagne di sventura, Christine e Tracy, con cui però non ha un buon rapporto. Nessuna di loro vorrebbe rivedere Jack e nessuna di loro vorrebbe affrontare di nuovo l’orrore eppure devono farlo, per se stesse ma anche per le altre vittime. Quando la soluzione però sembra essere a portata di mano tutto degenera e l’incubo ricomincia.

Dopo Koethi Zan

Recensione

“Dopo” di Koethi Zan è un thriller mozzafiato. Leggere questo libro è come trovarsi sull’orlo dell’abisso e guardarvici dentro. Narrato in modo quasi totalmente fluido, salvo delle parti in cui va un po’ a rilento perdendosi in dialoghi che sembrano interminabili. Il Dopo, a cui si riferisce il titolo, è il periodo in cui Sarah vive come una sopravvissuta al periodo allucinante, in cui si trovava praticamente sepolta viva a causa di uno psicopatico ma attraverso i suoi ricordi si rivive tutta l’esperienza del suo passato compreso il Prima. E’ un romanzo che non parla però solo di crudeltà e follia ma anche del coraggio di chi si sente perduto ma vuole a tutti i costi resistere e riesce a salvarsi.

Davvero avvincente e consigliato a chi ama i thriller dal risvolto psicologico.

Purtroppo è da annotare la ridicola traduzione del titolo, che in inglese è “Never List” e quindi sarebbe stato più giusto tradurlo con la Lista del Mai, di cui scoprirete il significato leggendo il libro. A parte questo dettaglio è davvero un libro sorprendente con un finale spettacolare.

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