Tirocinio aziendale: che cos’è e come funziona

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Il tirocinio aziendale, più propriamente tirocinio extracurriculare, è un’attività che consente a giovani e disoccupati di entrare o rientrare nel mondo del lavoro.

In un periodo storico in cui, a causa della crisi innescata dall’emergenza pandemica, i giovani faticano a trovare lavoro, il tirocinio rappresenta un’opportunità da cogliere. Questo perché si tratta di un importante percorso formativo, tramite il quale si ha la possibilità di iniziare a familiarizzare con un ambiente lavorativo e di acquisire competenze professionali, importanti anche in ottica futura.

In Italia, la legge vuole che il tirocinio extracurricolare (che si distingue da quello curriculare, riservato agli studenti che necessitano di acquisire crediti formativi) sia attivato da un ente promotore esterno, accreditato dal Ministero del Lavoro, che funga da garante e che controlli il corretto svolgimento delle attività.

A fungere da intermediario, molto spesso, sono le agenzie per il lavoro (quelle che una volta venivano chiamate agenzie interinali). Tra queste, un partner di riferimento per l’attivazione del tirocinio e l’inserimento dei giovani in azienda è Jobtech. Nata durante il primo lockdown, è la prima in Italia a operare soltanto in digitale. In qualità di mediatrice, l’agenzia si avvale di recruiter specializzati nella selezione dei tirocinanti e di consulenti in grado di verificare che le aziende ospitanti possiedano i requisiti richiesti dalla legge.

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I tirocini extracurriculari si rivolgono sia ai giovani sia a soggetti disoccupati o inoccupati.

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È bene ricordare che non si tratta di veri e propri contratti di lavoro: lo stage, infatti, non prevede il versamento di contributi previdenziali, ma soltanto il versamento di un’indennità di partecipazione variabile, e mai essere inferiore a 300 euro lordi mensili.

La durata di uno stage aziendale può essere di un minimo di due e un massimo di sei mesi. La durata minimi è ridotta a un mese nel caso in cui l’impresa ospitante sia attiva in un settore soggetto a stagionalità. Il tirocinio può invece durare fino a uno o due anni per alcune categorie speciali, come per esempio quelle delle persone con disabilità certificate dall’Inail, dei soggetti svantaggiati o titolari di permessi di soggiorno rilasciati per motivi umanitari.

Anche il numero di tirocinanti presenti in un’azienda è variabile, e dipende dal numero di persone regolarmente assunte con contratto a tempo indeterminato.

Grazie al tirocinio, giovani e disoccupati hanno l’opportunità di acquisire nuove competenze e di farsi conoscere in un nuovo ambiente. Le aziende ospitanti, dal canto loro, hanno l’occasione di entrare in contatto con professionisti in grado di introdurre stimoli utili.

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