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Vicenda Marò: rischiano la pena di morte

Vicenda Marò: rischiano la pena di morte
Il Tribunale indiano ha dato il via libera all’agenzia antiterrorismo del paese di proseguire l’inchiesta sull’uccisione di due pescatori indiani sulla vicenda Marò. Rischiano la pena di morte.

Vicenda Marò: rischiano la pena di morte

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non sono più immuni dalla pena di morte. La Corte Suprema indiana ha deciso che l’inchiesta di questi due marinai italiani accusati di omicidio condotta dal NIA ha il potere di condannarli a morte. Giovedì, Salman Kurshid, il ministro degli Esteri indiano che sta seguendo la vicenda Marò, ha escluso che possano rischiare la pena di morte.

Questa decisione preoccupa il governo italiano che, per diversi mesi, ha cercato di proteggere i due fucilieri italiani. Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono accusati di aver aperto il fuoco su due pescatori indiani al largo della costa del Kerala , nel sud del paese, nel febbraio 2012, mentre stavano fornendo un servizio di sicurezza ad una petroliera. I due Marò hanno affermato di aver scambiato i pescatori per pirati e hanno provveduto a sparare colpi di avvertimento.

L’Italia aveva ottenuto garanzie dall’India

Roma ha sempre sostenuto che dovrebbero essere processati in Italia, aggiungendo che l’incidente è avvenuto in acque internazionali. Questo caso mina le relazioni indo-italiane dall’inizio della vicenda Marò. La polizia anti-terrorismo indiana, il NIA, avrebbe ricevuto il lasciapassare per formulare le accuse in base ad una normativa indiana che stabilisce sia  condannato con la pena di morte chiunque uccida una persona in mare.

Da Governo italiano, per ora, non ci sono commenti sulla vicenda marò e sul rischio della pena capitale per i due fucilieri anche se in giornata si svolgerà una riunione con il Ministro Bonino e il premier Letta dove sarà successivamente pubblicato un comunicato stampa.

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