Estate di speranza in Borsa

 Estate di speranza in Borsa

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La crisi economica in Italia morde ancora, tanto che l’agenzia di rating Moody ha dichiarato che nel 2012 la recessione nel nostro Paese sarà peggiore del previsto. Anche in Spagna la recessione è pesante. Inoltre, dopo la regione della Catalogna, anche quelle di Valencia e di Murcia hanno chiesto cospicui aiuti al governo centrale di Madrid. Per non parlare della Grecia, la cui crisi resta drammatica e che dovrà aspettare ancora per sapere se la nuova vitale fetta d’aiuti internazionali verrà sbloccata.

Nonostante questa situazione, le azioni dei Paesi deboli della zona euro, complici volumi di scambio deboli, sono comunque andati molto bene. In particolare, tra il 27 luglio e il 31 agosto, la Borsa Nell’eurozona il Pil (la ricchezza prodotta) cala “solo” dello 0,2% nel 2° trimestre, in linea con le attese. In Italia, però, la (mancata) crescita è nettamente più deludente. Non solo la flessione è molto più pronunciata, -0,7%, ma va anche oltre le attese, -0,6%. Non va meglio con gli altri dati pubblicati ad agosto: la produzione industriale segna a giugno un -0,6% mensile nell’eurozona (attese -0,7%), ma un -1,4% in Italia (il mercato scommetteva su un -1%).

Il tasso di disoccupazione è stabile a luglio sia nell’eurozona (11,3%, in linea con i pronostici), sia in Italia (10,7%); per il nostro Paese, tuttavia, il mercato sperava in un ridimensionamento al 10,6%. Rispetto a un anno fa, le persone in cerca di occupazione nel nostro Paese sono aumentate di ben il 33,6%. L’unico dato italiano che non ha scontentato i mercati è relativo al commercio: le vendite al dettaglio sono cresciute dello 0,4% mensile a giugno, sorprendendo chi si aspettava un volume d’affari analogo a quello di maggio. Nell’eurozona le vendite al dettaglio si sono fermate a un +0,1% mensile, ma è comunque sufficiente a superare le aspettative di una flessione dello 0,1%. Agosto senza brutte sorprese in GranBretagna: il Pil del 2° trimestre è in calo (-0,5%) ma centra i pronostici.

Vanno invece meglio del previsto le vendite al dettaglio (+0,3%, attese -0,1%), la produzione industriale (cala del 2,5%,ma si temeva un -3,4%) e il tasso di disoccupazione (sceso dall’8,2% all’8%, lo si pensava stabile). Nei prossimi giorni ci saranno novità su vendite al dettaglio e Pil.

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