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DELFINI, PERSONE NON UMANE

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Delfini, persone non umane

L’India ha  riconosciuto ufficialmente lo  status speciale di “Persone non umane” i cui diritti alla vita e alla libertà vanno rispettati,  a cetacei come orche e delfini, e disposto l’abbattimento di tutti i parchi acquatici destinati ad ospitarli.

Il Ministro dell’Ambiente e delle Foreste Indiano ha pertanto proibito tutto ciò che implichi la cattura e il confinamento di questi animali, spiegando che la scienza ha stabilito che la loro intelligenza e sensibilità sono provate e quindi definendoli come “persone non umane con loro determinati diritti”.

Il rispetto degli indiani per gli animali è noto – e di recente anche descritto dal film premio Oscar Vita di Pi di Ang Lee – e la decisione del governo indiano è la conseguenza delle settimane di protesta contro l’apertura di un delfinario nel Kerala, assieme ad altre strutture di intrattenimento che avevano come protagonisti i mammiferi marini, che dovevano aprire quest’anno.

“Questa decisione scrive un nuovo capitolo per il movimento in difesa degli animali”, ha detto Puja Mitra della Fiapo, Federazione indiana per la la protezione degli animali, alla Deutsche Welle. “ Siamo riusciti a introdurre il concetto di persona non umana grazie alle evidenze scientifiche che abbiamo reso note durante la nostra campagna”.

L’India si unisce così a Costa Rica, Ungheria e Cile, un piccolo ma agguerrito gruppo di Stati che ha già bandito la cattura e l’importazione di cetacei per scopi di intrattenimento commerciale. Tutto ha inizio tre anni fa a Helsinki, Finlandia: alcuni ricercatori animalisti firmano la Dichiarazione dei diritti dei cetacei, con obiettivo di riconoscere balene e delfini come individui coscienti e intelligenti. Gli scienziati infatti, tra cui Lori Marino, hanno riportato risultati di esperimenti illuminanti: mostrano infatti che il cervello dei cetacei è sviluppato e complesso, specialmente nelle sezioni relative alla comunicazione e all’apprendimento.

Gli studi di Marino hanno inoltre dimostrato che i delfini hanno livelli di consapevolezza di sé assolutamente simili a quelli umani: pensano, usano strumenti, capiscono concetti astratti. Utilizzano sistemi per identificarsi esattamente come le persone usano il nome per riconoscersi.

“Condividono legami intimi tra gruppi famigliari, hanno una cultura propria e metodi di caccia che sono varianti del loro stile di comunicazione”, continua Mitra.

Con l’aumento delle condizioni economiche dell’India, il mercato dell’intrattenimento acquatico aveva avuto una crescita notevole e lo spettacolo garantito proprio dalle capacità cognitive di questi animali era talmente grande da non rendere consapevoli le persone di quanta sofferenza spesso sta dietro a queste esibizioni. I delfini che si esibiscono nelle strutture di tutto il mondo molto spesso subiscono operazioni di cattura molto violente, come quelle tristemente note di Taiji in Giappone o nelle Isole Solomone in Russia.

(Credit: Getty images)

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