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Beppe Grillo: Torna il V-Day a Genova

Beppe Grillo: Torna il V-Day a Genova
Beppe Grillo torna a Genova con il V-Day. Un altro pesante affondo contro i politici italiani e in particolare a Napolitano. Lode a Papa Francesco “siamo nati il 4 ottobre, il giorno di san Francesco, anche lui è un grillino”.

Beppe Grillo: Torna il V-Day a Genova

Genova  è stata invasa da oltre 40mila persone in occasione del terzo V-Day dovesi è visto un Beppe Grillo che non ha di sicuro perso verve e ha iniziato il suo discorso con queste parole: “Sono fiero di essere un populista insieme a voi. E siamo populisti arrabbiati”. Presenti insieme a Grillo sia Casaleggio che Dario Fo.

Nuovamente colpito il Presidente Giorgio Napolitano che sarà invitato ad andarsene. “Abbiamo pronto l’impeachment per Napolitano” ha affermato Grillo. Non è stato risparmiato neanche il Premier Enrico Letta che, afferma Grillo, ha semplicemente fatto per tutta la sua vita il nipote di suo zio. Ennesima critica alla moneta unica europea dove Grillo ha affermato che occorre un referendum in modo che si possa votare democraticamente se rimanere dentro l’Euro “Perché ci hanno truffato, ci siamo trovati dentro l’euro senza poter dire nulla”. Inoltre Grillo ha aggiunto di non essere contro l’Europa ma semplicemnte che il popolo deve essere informato correttamente .

Sul palco del V-Day del Movimento 5 Stelle è intervenuto anche Casaleggio dichiarando che in Italia purtroppo la democrazia non esiste in quanto anche un referendum che è votato al 90% viene poi deviato. Inoltre è intevenuto un esponente di Occupy Wall Street che ha dichiarato essere un momento storico in quanto il Movimwnto 5 stelle risulta essere il movimento solciale più importante al mondo.

Per finire, nonostante il freddo, ancora moltissime persone si sono fermate per ascoltare le parole di Dario Fo, salito sul palco del terzo V-Day  per parlare del debito-rapina che continua a cadere sulle spalle dei disoccupati: “Il debito maturato con la frode dei derivati e dei titoli spazzatura continuano a pagarlo i disoccupati, le donne e i giovani. Una rapina portata a buon fine non per salvare il paese ma per salvare le banche e le multinazionali”.

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