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Attentatore di Palazzo Chigi: “ Ero disperato, non potevo più mantenere mio figlio”

Luigi Preiti, l’uomo che ieri, davanti a Palazzo Chigi, ha sparato diversi colpi di arma da fuoco contro due carabinieri, si sfoga agli agenti di polizia penitenziaria che lo stanno sorvegliando al carcere di Rebibbia, affermando che non riusciva più a mantenere il proprio figlio. “Cosa ho fatto?. Non lo so. Non so spiegare” continua a ripetere Preiti durante gli interrogatori.

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La storia di Luigi Preiti è molto simile a quella di milioni di italiani che ora stanno subendo questo grande periodo di crisi economica. Emigrato in Piemonte è poi tornato nella sua città natale, Rosarno (Calabria) dopo la separazione dalla moglie, avvenuta circa tre anni fa. A Rosarno svolgeva lavori saltuari di manovalanza in cantieri del posto.

Secondo la testimonianza del fratello di Preiti, Luigi sarebbe ancora titolare di un’impresa che allo stato attuale risulterebbe piena di debiti. Debiti che si sono aumentati presumibilmente anche dalla febbre del gioco che lo avevano recentemente colpito.

Con questo peso sulle spalle e con la disperazione di non riuscire a mantenere il figlio di 10 anni, Luigi Preiti ha deciso di compiere un gesto eclatante. Così, nel pomeriggio di sabato, è arrivato a Roma con l’intento di entrare a Palazzo Chigi e di sparare a uno dei politici durante la cerimonia di giuramento del governo Letta. Solo che, poco lontano dall’ingresso ha deciso di cambiare bersaglio sparando ai due carabinieri che lo stavano fermando.

Giangrande, uno dei due carabinieri colpiti dall’attentatore è ora in gravi condizioni al Policlinico Umberto. Il fratello, Ciro, dichiara: “ È un gesto che non si può perdonare”. La figlia del carabiniere, una ragazza di 23 anni, ha perduto la mamma poco tempo fa.

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