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Cardo mariano ed altre erbe aromatiche: mitologia e leggende

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Erbe aromatiche: mitologia e leggende

Il cardo mariano, come tante altre erbe aromatiche e piante, porta con sé tradizioni, miti e leggende.
La maggior parte di queste “storie” derivano dal culto cristiano, altre dalla mitologia pagana. Sono tutte interessanti e curiose.
Le scopriamo insieme.

Le leggende sul cardo mariano

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La leggenda di base che riguarda questa pianta è legata alla simbologia mariana: la Vergine allattava suo figlio, in fuga dall’Egitto, una goccia di latte materno cadde su una pianta che stava lì vicino e ne impresse sopra delle strisce bianche. Secondo alcuni la Vergine trovò rifugio nella pianta mentre i soldati la raggiungevano.

Una credenza popolare dice che il cardo mariano si deve raccogliere la notte di San Giovanni mentre è in piena fioritura.
Lo si bruciacchia e lo si mette in un bicchiere di acqua. Perchè? Se riprende colore qualcuno vi ama.

In Germania che dove si è visto commettere un eccidio, ogni giorno alle 12 cresce un cardo che, nella forma, ricordava una persona.

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Le leggende legate al rosmarino

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Secondo la mitologia Venere aveva un tresca con Marte ed Apollo li scoprì. Visto che la cosa diceva rimanere segreta, Venere fece perdere la testa ad Apollo per la principessa Leucotoe. I genitori non la lasciavano mai sola e Apollo decise di mutarsi in sua madre. Mentre i due erano a letto li scoprì una ninfa che informò il re di Persia, padre della ragazza. Il re fece giustiziare la viva seppellendola viva ma Apollo riuscì a far entrare un raggio di sole e trasformò la ragazza in una pianta di rosmarino.
Secondo la leggenda cristiana, l’arbusto offrì riparo a Gesù e Maria, sempre in fuga da Erode. Maria appese il suo manto all’arbusto e dal giorno i fiori divennero azzurri (prima erano bianchi).

Leggende e credenze sulla salvia

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Una leggenda cristiana vuole che la Sacra Famiglia, sempre in fuga da Erode, nascose Gesù sotto una pianta di salvia. I soldati non lo trovarono e Maria benedì la pianta.

Una credenza popolare racconta che la peste prese Tolosa nel 1630. Quattro banditi facevano sciacallaggio nelle case e furono arrestati. Condannati a morte furono interrogati dal giudice: come mai loro quattro non si erano ammalati pur introducendosi nelle case degli appestati? I malfattori confessarono: due volte al giorno si bagnavano i polsi e le tempie con un infuso di erbe aromatiche,  salvia, rosmarino, timo e lavanda, che dal giorno viene chiamato aceto dei quattro ladri.

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Le credenze popolari sul basilico

Sapevate che nell’isola di Creta è simbolo di lutto? Ebbene sì.

Per il cristianesimo il basilico nacque in un vaso in cui Salomone aveva sotterrato la testa di San Giovanni Battista mentre un’altra leggenda dice che fu trovata dalla madre dell’imperatore romano Costantino, sul luogo della Crocifissione di Cristo.

Miti e leggende sulla lavanda

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Il re di Persia aveva affidato la figlia ad un tutore e presto i due s’innamorarono. Ma ella era già promessa in sposa. I due non potevano essere felice e AuraMazda, dio della Luce, ne ebbe compassione: li fece salire in cielo ed al loro posto fece crescere una piantina di lavanda.

Secondo le credenze profane la lavanda è dedicata ad Ecate, dea dei morti e degli indovini. Le wiccan, nella notte del solstizio estivo, raccoglievano la lavanda per buon auspicio ed allontanare le fatture.

Secondo la mitologia Venere usava la lavanda per farne pozioni d’amore.

Le storie fiabesche parlano di una fata di nome Lavandula nata e cresciuta fra le lande selvagge della montagna di Lure (Francia). Un giorno sfogliando lesse una storia molto triste, le sue lacrime macchiarono il libro, per rimediare prese un pezzo di cielo e coprì le macchie. Dal giorno la lavanda cresce in Provenza.

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Credenze popolari sulla camomilla

Secondo la mitologia egiziana, il fiore della camomilla era dedicato a Ra, gran dio del sole, venerato anche perché in grado di guarire la febbre malarica.

La menta e la mitologia

La mitologia greca narra che la menta nacque da una ninfa. Mintha, figlia del fiume infernale Cocito era amata da Ade. Arrivò poi Persefone e la ninfa si infuriò, Persefone che non voleva essere scacciata aggredì la ninfa e la fece diventare una piantina. Ade le concesse di diventare una pianta profumata.

Nell’antica Grecia era simbolo dell’amore ed era dedicata ad Afrodite, era però anche dedicata al dio della guerra Ares durante le pire funebri dei soldati caduti la si bruciava per rendere loro omaggio.

Le credenze popolari sul mirto

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I miti greci credono che il mirto sia legato a Myrsìne, giovane fanciulla dell’Attica. Ella sconfisse un suo coetaneo in una gara ginnica. Il rivale la uccise e la ragazza fu trasformata dalla dea Atena in un arbusto, il mirto per l’appunto.

Per i romani la ninfa Mirto osa sfidare Pallade Atena, anche in questo caso la ninfa morì. Dal suo sangue nacque una piantina: il mirto.

Leggende e credenze sull’origano

Si narra che alla corte del re di Cipro, vivesse Amaraco, giovane colto e sensibile.
Fu incaricato di portare un costoso profumo per gli ospiti del re, egli malauguratamente inciampò nel recare il prezioso dono e morì di crepacuore per il danno. Gli dei, mossi a compassione, lo trasformarono in una piantina di origano.

Credenze legate al timo

Infine abbiamo il timo.
Leggenda vuole che sia nato dalle lacrime di Arianna, emesse a causa dell’abbandono dell’amato Teseo. Dioniso ne rimase affascinato e la sposò.

Secondo la tradizione le giovani ragazze ne pongono un rametto sul cuscino per vedere in sogno il volto di chi le sposerà.

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