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TETRAPLEGICO REALIZZA CARTONE ANIMATO 3D PER LA TV BRASILIANA

Vittima di paralisi infantile, risiede da più di 40 anni in una struttura di terapia intensiva dell’Hospital das Clinicas di San Paolo. Paolo Henrique Machado, 45 anni, ha deciso di trasformare la sua vita in un cartone animato in 3D. Destinata al pubblico dei più giovani, la serie di animazione chiamata “Le avventure di Leca e dei suoi amici”  narra le avventure di sette bambini con disabilità fisiche.

Leca, la protagonista, è ispirata a Eliana Zagui, migliore amica di Paulo e sua vicina di letto in ospedale, anch’ella vittima di polio e autrice del libro “Il polmone di acciaio, una vita nel più grande ospedale del Brasile” (Belaletra Ed.)  Il progetto ha ottenuto un finanziamento pubblico attraverso un sito web, http://catarse.me/pt/leca

“Mia madre è morta qualche giorno dopo la mia nascita. Quando avevo un anno e mezzo sono stato colpito da paralisi infantile. Entrai in questo ospedale senza già l’uso delle gambe e ben presto la paralisi iniziò a colpire anche l’apparato respiratorio. Da allora dipendo dal respiratore artificiale per potermi mantenere in vita. Qui in ospedale ho imparato a leggere e a scrivere e ho conseguito il diploma di scuola media, seguendo svariati corsi di informatica e specializzandomi nell’area software. Quando ero più piccolo potevo muovermi sulla sedia a rotelle e andare a visitare i miei amici nelle loro altre stanze. Ci leggevamo libri di letteratura per l’infanzia. Più il tempo passava, più le mie capacità respiratorie sono andate peggiorando, impedendomi di uscire dal letto e muovermi dalla mia stanza. Così, io e i miei amici, tutti affetti da paralisi infantile, siamo stati  trasferiti in un’unica stanza. Eravamo una gang! C’era Tania, con la quale io discutevo molto, e soprattutto a causa della televisione: le femmine volevano vedere le telenovelas, per noi maschi invece c’era solo il football!  Ma nonostante fossimo costretti a letto, ci inventavamo giochi usando la fantasia. Poi c’eranoPedro o Anderson, miei compagni di stanza; avevamo facoltà di movimento nelle braccia e insieme costruivamo aquiloni per divertimento. Anderson riusciva poi a farli uscire e volare fuori dalla finestra. Era buffo, perché non c’era vento a sufficienza, e quando sembrava che l’aquilone stesse per salire in alto, improvvisamente cadeva. Quanti aquiloni perduti! O si impigliavano negli alberi del cortile o erano raccolti dai ragazzini in strada che si appostavano sotto le nostre finestre per prenderli, aspettando anche per pomeriggi interi”

Purtroppo tra tutti, solo Henrique ed Eliana sono sopravvissuti.

Henrique ha avuto possibilità di fare molte cose in ospedale, molte che “gli altri” realizzano fuori nel mondo: un medico, Giovanni, che Paolo chiamava papà – Paulo Henrique ha un padre che però gli fa visita raramente in ospedale – gli regalò addirittura due ranocchi che seminarono il panico in tutto l’ospedale saltellando fuori dal suo letto.

Nel 1992 Paulo Henrique pensò di poter realizzare e creare qualcosa dal nulla. Scrisse a un’azienda informatica, chiedendo un computer. Gli fu dato e iniziò a studiare informatica da solo. Inizialmente fu dura ma con l’aiuto di tecnici appositamente inviati per sostenerlo, è riuscito a specializzarsi in montaggio tecnico e oggi è un disegnatore valido in 3D. L’idea di una serie di cartoni animati su bambini con disabilità fisiche gli è nata guardando la serie  della britannica Adamarans Animations che realizzarono “Galline in fuga”.

“Non ero sicuro che storie su bambini disabili potessero interessare ma poi mi convinsi che le nostre avventure all’interno dell’ospedale potevano essere invece un ottimo copione per una serie TV. L’intento era quello di mostrare che anche se costretti su una sedia a rotelle e con deficit motori, non siamo differenti dalle persone cosiddette “normali”.  Ho già realizzato ben cinque episodi e il mio intento è quello di realizzarne 13 in tutto per la prima stagione. Ogni episodio dura 12 minuti. Sono episodi brevi ma niente impedisce che, se incontreranno il favore del pubblico, si possa realizzare un film lungometraggio.

Joel Silva/Folhapress
Paulo Henrique Machado, há mais de 40 anos internado no Hospital das Clínicas, está criando uma série animada de televisão em seu leito
Paulo Henrique Machado, da più di 40 anni ricoverato nell’Hospital das Clínicas, sta creando una serie di cartoni animati 3D dal suo letto.

 

fonte Folha di San Paolo

 

 

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