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Siria: massacro a Daraya, trovati oltre 300 corpi

Il massacro in Siria non sembra avere una fine. Trovate fosse comuni con oltre 300 corpi giustiziati.

L’opposizione ha accusato le forze siriane di Bashar al-Assad di aver causato il più grande massacro dall’inizio del conflitto, 17 mesi fa. Secondo il racconto degli attivisti locali, Daraya, un sobborgo di Damasco, è diventato un grande cimitero all’aperto dove si continuano a seppellire uomini, donne e bambini. Gli oppositori affermano di aver trovato, già nelle prime ore di domenica più di 300 corpi. Di questi, circa la metà, è stato ucciso nella moschea di Abu Auleiman a Darani. Gli attivisti hanno inviato un video a sostegno delle loro affermazioni. Inoltre un dipendente di The New York Times che avrebbe potuto accedere al borgo ha confermato la presenza di fosse comuni piene di cadaveri. La storia di quello che è successo ha cominciato ad emergere attraverso le denunce e i video pubblicati dall’opposizione. In uno di essi si possono vedere enormi fosse comuni dove sono seppelliti i Shaheed (martiri) in file di tre. Ci sono anche i bambini. Le vittime sono morte a causa delle bombe e dei cecchini che hanno finito il “lavoro” tramite delle esecuzioni di massa. La forte offensiva lanciata nelle ultime settimane, nel sud-est dalle truppe del regime, mostra chiaramente che Assad non lascerà cadere la mano ai ribelli la capitale, costi quel che costi. Il presidente è determinato a riprendere il controllo con tutti i mezzi e con tutta la forza di cui è capace il suo esercito, con l’aiuto del sanguinario Shabiha per fare il lavoro sporco. Ciò è dimostrato dal ritrovamento la scorsa settimana ad Al Muadamiya vicino Daraya, di 40 corpi chiaramente giustiziati. Nel frattempo, ad Aleppo, continuano i bombardamenti e i combattimenti. I giornalisti della Reuters hanno riferito che i bombardamenti di domenica sono stati i più intensi della scorsa settimana.

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