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Le identità di 10mila, tra guardie e SS, che hanno operato nei campi di concentramento di Auschwitz e Auschwitz-Birkenau sono ora disponibili sul Web.

I nomi di quasi 10mila tra guardie e SS che hanno lavorato principalmente nei campi di Auschwitz e Auschwitz-Birkenau sono stati pubblicati oggi dal sito della IPN (Istituto Polacco di Memoria Nazionale). Nel corso di una conferenza stampa, Jaroslaw Szarek, presidente dell’Istituto, ha assicurato che la pubblicazione dei 9686 nomi “è solo l’inizio di un grande progetto”.

Questo elenco identifica molte informazioni sui campi di Auschwitz e Auschwitz-Birkenau e i campi secondari associati. Successivamente sarà arricchito dai dati su altri luoghi di detenzione e di sterminio creati dalla Germania nazista. Un totale di 25mila nomi sono stati raccolti ma, meno della metà, sono stati messi oggi a disposizione.

Uno strumento nella lotta contro la menzogna

Secondo Jaroslaw Szarek, questa iniziativa è particolarmente importante per contrastare l’espressione “campi polacchi” da sempre utilizzata all’estero. Uno storico errore combattuto fermamente dalle autorità e dalla diplomazia polacca. La banca dati messa a disposizione dalla IPN è disponibile in cinque lingue (al momento risulta impossibile accedere al sito a causa di un sovraccarico del server). Si tratta di uno “strumento nella lotta contro la menzogna. (…) Non esprimiamo alcun parere, ci limitiamo a riportare i fatti nudi e crudi” dichiara Jaroslaw Szarek. All’interno di questo archivio elettronico si trovano anche 350 sentenze emanate contro le guardie dopo la guerra, ma questi documenti non sono ancora stati tradotti.

Maggiori informazioni sia sui prigionieri che sulle SS

Le operazioni di raccolta di migliaia di nomi sono state possibili grazie al grande lavoro di un storico, il professor Aleksander Lasik, che fin dal 1982 ha iniziato l’identificazione delle SS di Auschwitz. Il compito non è stato facile perché, come precisato dal direttore del Museo di Auschwitz, Piotr Cywinsk, alla vigilia della loro sconfitta, i nazisti tedeschi hanno bruciato un gran numero di documenti. “Ora abbiamo ulteriori informazioni sia sui prigionieri che sulle SS”, ha affermato Cywinsk. Questo è il motivo per cui il Museo ha recentemente lanciato un appello a tedeschi e austriaci per invitarli a presentare tutte le memorie dei soldati Waffen SS come ricordi, lettere personali o foto, per permettere loro di “capire meglio la mentalità dei carnefici”.

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