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Stephen King per ragazzi: l’adolescenza secondo il re

Stephen King per ragazzi? Perchè no?

Io dire che è una lettura appropriata.
Il re dell’horror tratta in tanti libri il tema dell’adolescenza e di tutto ciò che ruota attorno a questo mondo.
In IT, in Christine, in Carrie, in Stand by me, nell’Istituto e via dicendo ci sono ragazzi, non più bambini, che si avviano verso l’età adulta. Scoprono il male, cade la loro innocenza e si ritrovano a fronteggiare un mondo diverso da quello dell’infanzia.

King ha un’idea ben precisa del male: esiste ed è la perfetta contrapposizione del bene e lo si scopre nell’adolescenza. In questa delicata fase, bene e male plasmano l’essere umano costruendone valori, principi e futuro.

Il male, a differenza del bene, è suadente, da una sensazione di potere e si nasconde sotto le forme più in aspettate così da confondere l’adolescente.

Pennywise è il male in It, si nutre delle paure dei bambini e dei ragazzi; in Christine è una macchina che affascina un ragazzo bullizzato, in Carrie è un bullismo al femminile ed è una madre fanatica, in Stand by me il male sono gli stessi bulli mentre nell’Istituto il male sono gli adulti.
Per King male e adolescenza vanno a braccetto: questo periodo può generare mostri, può tirare fuori il peggio dei ragazzi ma in alcuni casi anche il meglio.

Stephen King scrive IT

IT è il romanzo di formazione per eccellenza. I ragazzi hanno 13 anni all’inizio della storia: l’infanzia è agli sgoccioli. I ragazzini si trovano a dover fronteggiare un mostro che assume le sembianze delle loro paure. A 40 anni si trovano a doverlo fare di nuovo, ecco un tema chiave: 13 e 40 anni, due età di transizione.

Troviamo il bullismo, la ribellione verso genitori opprimenti, che abusano anche talvolta, l’amicizia, l’identificazione nel gruppo ma anche le perdite.

Gli eventi che si verificano nell’adolescenza sono poi destinati a verificarsi nuovamente anche in età adulta: Beverly rimbalza da un padre violento a un marito violento, l’ipocondriaco Eddie sposa una donna protettiva e asfissiante come la madre etc.

Gli eroi del libro sono adolescenti normali con tante problematiche e vittime dei bulli, alla ricerca della loro strada per diventare adulti.

IT non è solo una storia dell’orrorre, è soprattutto una sette adolescenti soli che lottano contro la quotidianità e contro le proprie paure.

Christine: l’adolescenza secondo Stephen King

Un adolescente “secchione”, il cocco di mamma e papà, bullizzato ed escluso da tutti trova riscatto nella sua prima macchina. Ma la macchina è malvagia e se ne rende conto solo il suo migliore amico. Christine segna un punto di non ritorno: il riscatto contro i bulli, la ribellione verso la famiglia, l’arrivo della prima ragazza. Ma con tutto ciò arriva anche il male: il nostro protagonista cambia radicalmente. L’ingresso nella vita adulta è traumatico, è segnato da orrori e vicende dolorose non solo per il protagonista ma anche per il suo migliore amico. Entrambi si trovano ad un punto di svolta: che ne sarà di loro? Che adulti diventeranno? Fino a che punto la linea di demarcazione fra bene e male può iniziare sbiadire? Punto importante che troviamo in Carrie.

Carrie e l’adolescenza bullizzata

Abbiamo ampiamente già parlato di Carrie: adolescente esclusa da tutto e tutti, bullizzata, con una madre fanatica e con un terribile segreto. Carrie scopre troppo presto quanto sia terribile e crudele entrare nel mondo degli adulti (il primo ciclo non è casuale) e quanto sia difficile diventare donna in un mondo che non ti accetta per ciò che sei. Carrie si trasforma quindi da vittima in carnefice.
Una caratteristica fondamentale è il bullismo totalmente femminile, in contrapposizione ai romanzi di cui abbiamo parlato sopra. Sono ancora in molti a credere che il bullismo sia un fenomeno prettamente maschile mentre invece si verifica anche fra ragazze ed è molto peggio perché è più crudo e crudele.
Carrie è sempre una storia molto attuale in America e non a caso il libro qui fu censurato: le vittime dei bulli possono crescere con emozioni negative e decidere poi di vendicarsi, con una strage come spesso succede.
In questo romanzo è cruciale il confine fra bene e male: quanto ci si mette a superarlo e perché?

Stand by me e l’Istituto

In Stand by me il viaggio dei ragazzi che vanno a cercare un corpo di un altro ragazzo è la metafora del passaggio fra l’infanzia e l’età adulta. Anche qui ritroviamo il bullismo, l’identità di gruppo, la solidarietà fra amici ma anche tanti problemi. Di nuovo la famiglia al centro: un padre psicotico, due genitori che a seguito della perdita di un figlio ne ignorano l’altro e via dicendo. E la morte: grande incognita, da adolescenti si pensa di essere invincibili ma un corpo abbandonato nel bosco dimostra il contrario.

Nell’Istituto bambini e ragazzi scoprono che gli adulti possono essere il male: perseguono i loro scopi a qualunque prezzo, anche a costo di sfruttare e distruggere dei ragazzini. Anche qui il male viene scoperto in una fase di transizione e anche se non è soprannaturale fa paura ugualmente.

Perchè leggere Stephen King a scuola?

C’è molto da insegnare ai ragazzi attraverso questi libri. Principalmente andrebbe esaminato il tema del bullismo: chi è il bullo? Perchè certe persone sono prese di mira? Come dovrebbero reagire i bullizzati? Come si smonta un bullo? Come s’impara a gestire rabbia e dolore?

C’è poi il tema della famiglia: come si rapportano gli adolescenti verso i familiari? La famiglia è opprimente? Se la famiglia impone un certo tipo di vita ai figli che adulti diventeranno? Che rapporto c’è fra vita in famiglia e bullismo?

Ma perché King non si legge a scuola? Gli adulti credono che gli adolescenti vadano protetti, che non debbano esplorare il male, guardare in faccia le paure e soprattutto credono, e sperano, che crescano il più tardi possibile. In America non si legge per paura che dia una cattiva ispirazione, ma la verità è che non è un romanzo ad istigare alla violenza, né un film e lo sanno tutti.

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