Menu Chiudi

Recensione La Collina del Vento – di Carmine Abate

“La verità è che i luoghi esigono fedeltà assoluta come degli amanti gelosi: se li abbandoni, prima o poi si fanno vivi per ricattarti con la storia segreta che ti lega a loro; se li tradisci, la liberano nel vento, sicuri che ti raggiungerà ovunque, anche in capo al mondo” 


Vincitore del Premio Campiello 2012,“La collina del vento” (Mondadori) di Carmine Abate è un romanzo che racconta, con sentimento e delicatezza, le vicende di una famiglia calabrese, la famiglia Arcuri, attraversando la storia d’Italia dalla prima guerra mondiale ai giorni nostri. Partendo da un mistero, un segreto e un giuramento che sarà sciolto solo in punto di morte del padre del narratore, il romanzo esplora la vita di molti personaggi che animano e popolano, con una fisicità impareggiabile, i luoghi aspri e fieri di una Calabria di altri tempi.

Da questa saga famigliare emerge una realtà contadina unita da fortissimi vincoli familiari e appassionatamente legata alla propria terra. I luoghi descritti da Abate, e principalmente il Rossarco, la collina dai colori accesi di proprietà degli Arcuri, hanno una loro identità precisa, sembrano animarsi e vivere solo nelle persone che li abitano, traggono nutrimento e costruiscono la propria storia su di essi. Perché il Rossarco non solo luogo sacro delle origini, ma è anche simbolo di una terra che non si arrende.

E’ lo scrigno che custodisce i segreti della storia e che l’archeologo e studioso Paolo Orsi tenta di riportare alla luce, salendo sulla collina alla ricerca della mitica città di Krimisa, è il simbolo del potere e della prepotenza, e diviene oggetto del contendere tra il latifondista locale e mafioso e i legittimi proprietari che non cederanno ai soprusi e alle calunnie pur di non perderne la proprietà.

E’ luogo misterioso che cela storie e morti oscure le cui ragioni saranno custodite fino alla morte dal suo più importante guardiano, Michelangelo Arcuri, nato su quella terra, tra quegli arbusti color del fuoco. E’ sì la storia di una famiglia, ma soprattutto la storia di un luogo, di una terra dalla personalità talmente forte da trattenere con la sola forza del proprio magnetismo le persone che la possiedono, disposte a ogni sorta di sacrificio pur di restare ancorati a esso.

Carmine Abate scrive con leggerezza e profondità al tempo stesso, affascina senza imporre la propria attenzione al lettore ma semplicemente incantandolo con la musicalità della parlata di quei luoghi, con gli odori e i sapori del cibo di una Calabria forte e aspra ma indomita e generosissima.

Recensione di Amneris Di Cesare

 

(86)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.