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Recensione: Di tutte le ricchezze di Stefano Benni

Titolo: Di tutte le Ricchezze

Autore: Stefano Benni

Dati: 2012, 205 p., brossura

Editore: Feltrinelli, collana I Narratori

Prezzo: 13,60

Martin è un vecchio professore di oltre settant’anni che si è ritirato in volontario eremitaggio in un paesino sulle colline, lontano dal caos cittadino e in compagnia solo del suo vecchio cane e degli animali del vicino bosco che ogni tanto vengono a trovarlo e gli parlano, dandogli consigli e premonizioni.

E’ una vita tranquilla e metodica quella del professore, scandita da regolari incombenze di vita quali il lavarsi, il dar da mangiare al cane e al lavorare un poco al computer a un libro su un poeta minore, il Campana, lavoro che assomiglia alla tela di Penelope perché non viene mai portato a compimento, il controllo di qualche sporadica mail, per lo più spam, in attesa spasmodica della telefonata del figlio lontano che tarda ad arrivare.

Questa vita tranquilla verrà sconvolta improvvisamente dall’arrivo di una coppia di giovani vicini. Lui belloccio e spavaldo pittore fallito, alla ricerca di un riscatto nell’ambiente spietato dell’arte, lei splendida e algida ballerina in crisi di identità. Martin rivedrà in lei, nei suoi capelli color del grano e nelle sue movenze leggiadre un’altra bellezza, lontana nel tempo e per il protagonista motivo di emozionanti ricordi.

Con un linguaggio tra il malinconico, l’elegiaco e l’ironico, Stefano Benni trasporta il lettore in un microcosmo fatto di personaggi intriganti, disegnati con arguzia e pignoleria, e atmosfere cariche di poesia e di struggente ironia. La vecchiaia e la giovinezza sfrenata forse i temi di questo romanzo, che alla fine si conclude con un sorriso sornione e malinconico dell’autore verso quest’ultima parte della vita di ciascuno, e il messaggio che l’accettazione e la speranza sono strumento e scopo di viverla al meglio.

Un libro che “lascia orfano” il lettore alla fine, ma anche una sensazione di forte pienezza e soddisfazione. Magica la scrittura di Benni che non si smentisce neppure in questa sua più recente prova.

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