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RECENSIONE DI CARNE INNOCENTE DI LAURA COSTANTINI E LOREDANA FALCONE

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Un’amica, Rachel,  dagli Stati Uniti chiama Nemo Rossini, per annunciargli il suo prossimo arrivo e il desiderio di vederlo, di parlargli. Il giornalista fissa con la donna un appuntamento per l’indomani sera. Ma a quell’incontro Rachel non arriverà mai perché il suo corpo sarà ritrovato qualche sera dopo in una pineta fuori Roma. Strangolata. Omicidio.

Inizia così un’indagine costellata da tinte oscure che rimandano al passato, un passato fosco e terribile da ricordare, il passato dei lager nazisti, dell’olocausto, della persecuzione degli ebrei nella Seconda Guerra Mondiale. La storia di Rachel si mescola quasi per caso con quella di Elide, la prostituta italiana deportata insieme a Ester, ebrea, che Elide proteggerà tentando di strapparla fino all’ultimo a una morte in fondo agognata. Ma si intreccia invece con decisione a quella di Paolo Frazzi, tessutaio in difficoltà economiche, e si sovrappone a quella di Giorgio Frazzi, il figlio del commerciante, giovane vanesio, fidanzato di Giovanna, figlia diciannovenne di Quirino Vergassola, amico di Nemo Rossini.

Questa la trama in breve del secondo libro sulle avventure di Nemo Rossini e Quirino Vergassola, continuazione del primo, Fiume Pagano, con ambientazioni e scenari, però, differenti. Le autrici, Laura Costantini e Loredana Falcone, non deludono mai le aspettative del lettore.

Un’amicizia appena nata, nel primo libro, qui trova uno sviluppo e una maturazione che incantano il lettore;  Nemo Rossini e Quirino Vergassola si dividono scene del crimine e rompicapi da risolvere con complicità e solidarietà a tratti commoventi e godibili i siparietti che rendono il cementarsi della loro amicizia viva e reale; stupendi i flash back e la storia di Elide ed Ester.

A voler esser pignoli e trovare un appunto a questo libro scritto magistralmente, rimane la voglia di sapere di più, di leggere di più sulle due donne del passato, così belle e misteriose, così potenti nonostante il tratteggio appena accennato ma con pennellate sapienti di garbo e maestria da parte delle due Scrittrici con la S maiuscola. Una pedanteria dai lettore, la nostra, appunto.

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