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Recensione dell’ultimo capolavoro di Fabio Musati: Vera Pelle

Autore: Fabio Musati,

Titolo: Vera Pelle,

Dati: pagg 186, brossura

Prezzo: € 18,00

ISBN: 978-88-97364-52-8

Il quindici ottobre 2048 qualcuno aggredisce Colabrodo cercando di prelevargli lo scalpo. Da anni ormai i tatuaggi sono stati banditi in una Città dove vige la regola dell’anonimato virtuoso, ma ancora qualche nostalgico sentimentale resiste e combatte. Come Vera Pelle e Colabrodo, per esempio, irriducibili che vivono in un salotto espositivo dell’Ex-Ikea di Carugate e per questo appartengono allo sparuto gruppo di emarginati denominati Ikei. Crisi energetiche e alimentari hanno portato al collasso gli assetti economici, politici e sociali dell’Occidente. Istanze indipendentiste hanno fatto crollare le strutture degli Stati.

Milano è diventata una Città chiusa; una cintura magnetica la protegge da un Fuori contaminato, ed è governata da un Vescovo che tutto sa e tutto conosce attraverso il controllo capillare degli Anonimi, esseri dal sesso indefinito, divisa bianca, auricolare all’orecchio, occhiali neri e testa completamente rasata. Del resto la regola del “Buon Governo” insegna che di “segni particolari”, i bravi cittadini del futuro, gli ex-tatuati ravveduti, non ne devono avere nessuno. Mentre Vera Pelle è un ricamo vivente e insieme a Colabrodo, (che proprio in mezzo alla chierica sulla sua testa ha ancora tatuata la bocca irriverente e linguacciuta dell’ellepi dei Rolling Stones Sticky Fingers), Yuri, Trementina, QuickEgg e PicaChe , dovrà affrontare un misterioso assassino che è sulle sue tracce e che la vuole spellare viva. Perché qualcuno ha aperto la caccia agli ultimi tatuaggi rimasti, e non esiterà a uccidere chi ancora ne nasconde qualcuno tra le pieghe del proprio corpo per aggiungerlo alla propria raccapricciante collezione.

Questo il nuovo romanzo a metà tra il fantasy e il pulp di Fabio Musati, scrittore dalla penna decisa e volitiva, trasporta il lettore in una realtà delirante, ma allo stesso tempo onirica e irriverente. Attraverso un linguaggio forte e il più delle volte crudo ma incalzante e dal ritmo sincopato fin dalle prime battute, Vera Pelle ripropone alcuni personaggi e temi del precedente romanzo di Musati, Tramonto Falk, catapultati quarant’anni più tardi. Un libro non facile ma al contempo originalissimo, sia per lo stile utilizzato che per l’ambientazione e le tematiche espresse. Un romanzo che a volte rimanda ai temi di George Orwell nel suo 1984 ma allo stesso tempo contiene una sottile venatura elegiaca e onirica tipica di molti romanzi di Stefano Benni. Musati sa scrivere e dominare la scrittura in maniera piena e robusta, e la tensione di cui tutta la narrazione di questa sua ultima prova è carica, terrà il lettore attaccato alla storia fino alla fine. Un romanzo adatto a chi ama il fantasy non convenzionale, dalle scene forti e senza risparmio di crudezza, ma che sappia apprezzarne anche la malinconia e l’ironia nascoste e soprattutto l’originalità stilistica e narrativa.

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