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Il Seggio vacante il libro di J.K. Rowling – la Recensione

Il Seggio vacante il libro di J.K. Rowling

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La trama del libro Il Seggio vacante

Pagford è una cittadina inglese dall’apparente idilliaca reputazione. Colline verdi, un’abbazia antica, case eleganti con giardini ben tenuti, una piazza lastricata di ciotoli.

Ma dietro le tendine ben tirate delle sue case si nascondono ipocrisie e segreti inconfessabili. E a scoperchiare questo calderone ribollente di rancore e tradimenti sarà la morte improvvisa di Barry Fairbrother; questa scomparsa inaspettata non lascerà indifferente nessuno.

Il vuoto che lascia il consigliere più amato e più odiato della città si traduce nell’ambizione dei concittadini che aspirano a occupare quel seggio che lascia vacante nel consiglio cittadino: la lotta per il posto di  amministratore locale lasciato libero da quella morte sarà un terremoto che minerà fin nelle sue fondamenta il vivere quieto di Pagford scatenando una guerra all’ultimo colpo: figli contro genitori, mogli contro mariti, benestanti contro nullatenenti.

Eppure il messaggio che J.K. Rowling lascia con questo libro è che dalla crisi totale, dalla distruzione di certezze e valori, emerge una verità spiazzante, ironica, purificatrice: la vita è imprevedibile e spietata, e affrontarla con coraggio è l’unico modo per non farsi travolgere, oltre che dalle sue tragedie, anche dal ridicolo.

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La recensione

Un libro difficile questo di J.K. Rowling

Duro, complesso. Ci si accosta forse già un poco impreparati: ci si aspetta sicuramente di leggere qualcosa di differente rispetto alla famosa saga di Harry Potter e sicuramente l’argomento, il contesto e la storia sono lontani anni luce dalle immagini fantasiose e visionarie della saga fantasy più popolare del secondo millennio, ma il pensiero va sempre ai ritmi veloci e alle suspence magiche dei libri precedenti. All’inizio la lettura è faticosa, a tratti noiosa.

J.K. Rowling sa descrivere e caratterizzare i suoi  personaggi molto bene e nell’introduzione di questa storia lo fa con forse troppa precisione e pignoleria. Ma poi la narrazione decolla e avvince. Mano a mano che il lettore prende familiarità con i tantissimi personaggi descritti e impara a riconoscerne la voce, i gesti, i colori e persino gli odori, viene conquistato e se ne innamora. E’ la Rowling dei babbani Dursley,  dei sorrisini ipocriti e pungenti di una Professoressa Umbridge e le espressioni scandalizzate di una Petunia Dursley. Della crudeltà dei giovani, capaci di farsi del male solo per noia o per posa.

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Ma è anche una Rowling che guarda alle situazioni di disagio doloroso, di emarginazione e pregiudizio e lo fa con spietata attenzione e cura dei particolari, che analizza con crudeltà sottile ma feroce, le miserie, le meschinità e le ipocrisie di una società che si trincera dietro facciate tinteggiate di fresco. Un libro bellissimo che regala un sorriso amaro e lacrime imbarazzate, che scava e scruta e fa riflettere.

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