Menu Chiudi

Intervista a Giovanni Del Ponte

gdp1 - Intervista a Giovanni Del Ponte

Inauguriamo oggi, alla vigilia dell’apertura della Bologna Children’s Book Fair 2014, una serie di interviste ad autori di libri per ragazzi.

gdpIl primo a rispondere alle nostre domande è Giovanni Del Ponte, torinese, classe 1965 che ha pubblicato con De Agostini i sei (finora) romanzi della serie Gli Invisibili. Per alcuni di essi ha ricevuto premi prestigiosi come il Premio nazionale di narrativa per ragazzi Comunità Montana dell’Alto Crotonese , il Premio Bancarellino e il Premio Giovanni Arpino.  Giovanni Del Ponte è membro dell’ ICWA, ovvero l’associazione italiana degli scrittori per ragazzi, nata a fine 2012 (www.icwa.it)

Nel tuo sito (www.giovannidelponte.com) racconti: “Scrivo soprattutto per suscitare nel lettore le intense emozioni che io stesso provai quand’ero ragazzo per certi film, fumetti o libri”. Allo stesso tempo però i tuoi libri spingono i ragazzi a riflessioni concrete su temi attuali come la salvaguardia dell’ambiente, scienza e spiritualità. È difficile far coesistere in una storia sia il sentimento sia la ragione?

Non lo ritengo così difficile, perché sono i due binari paralleli su cui devono poggiare le buone storie: il sentimento è fondamentale, perché credo che l’autore debba sempre creare infiammato dall’amore nei confronti di qualcuno o di qualche ideale; mentre la ragione serve a non farsi travolgere dalle passioni e a convogliarle in una trama coerente ed efficace.

Nel tuo libro Il paese del non ritorno racconti la cosiddetta “società dei consumi”, avverti i più giovani che “…il nostro benessere poggia sulle spalle di altri esseri umani quotidianamente in lotta per la sopravvivenza”. Un tema difficile, ma urgente da affrontare con le nuove generazioni. Secondo te, i giovanissimi sono assuefatti a queste realtà o sentono il bisogno di cambiarla, di ribellarsi?

gdp3Mah, ovviamente si rischia di generalizzare… Quelli che incontro nelle scuole hanno spesso letto il libro, perciò hanno avuto modo di assimilare storia e contenuto, discutendone magari in classe o con le persone che hanno accanto. In generale, penso che i giovani siano come spugne: assorbono ciò che viene dato loro. Se quanto ricevono sollecita delle riflessioni, allora rispondono in maniera profonda e sensibile, rivelando ideali di giustizia e rispetto verso i propri simili e verso gli animali e l’ambiente. Ma purtroppo i media cercano di trasformali in consumatori ideali, con messaggi martellanti e strategie raffinate. Queste strategie non mirano a creare cittadini responsabili, ma clienti più interessati a servizi come l’ultima suoneria del cellulare, più che ai propri diritti. Teniamo presente che un giovane pensante, anziché i centri commerciali, potrebbe frequentare i centri sociali e questo è un rischio che non tutti i governanti sono disposti a correre, perché sono luoghi dove possono circolare informazioni libere dalle censure operate sui canali ufficiali.

 

Cosa suggeriresti ai giovani che non vogliono accettare la realtà dei nostri giorni così come viene imposta, cosa potrebbero fare per cambiarla?

Consiglio in primo luogo di allenarsi a porsi Grandi Domande. Le riconosceremo facilmente, perché sono le cosiddette domande esistenziali, quelle alle quali in questa vita non avremo mai una risposta definitiva; ma la funzione di tali domande non è quella di farci trovare risposte, quanto di esercitare la fantasia. Se la nostra fantasia è pronta, agile, elastica, allora avremo più facilità a distinguere le ingiustizie e a immaginare modi per cambiare le cose. Gandhi un giorno disse: “Sii tu il cambiamento che chiedi al mondo”, il che significa: “il mondo ti pare ingiusto? Be’, sai cosa? Non occorre che aspetti Superman o Spiderman o Harry Potter: cambialo tu.” Nella recente bella canzone “Cambia-Menti” Vasco Rossi dice: “Cambiare il mondo è quasi impossibile/Si può cambiare solo se stessi/Sembra poco ma se ci riuscissi/Faresti la rivoluzione”. Mi pare che abbia centrato il succo di quanto intendeva Gandhi. Lasciamo stare che quest’ultimo il mondo l’ha cambiato davvero, liberando l’intera India e quasi un miliardo di persone dal dominio dell’Inghilterra e senza sparare un colpo… Per la maggior parte di noi, che non hanno la sua fantasia, cambiare il mondo sembra in effetti impossibile, ma in realtà, se ci assumeremo le nostre responsabilità nella vita di tutti giorni e ci comporteremo secondo gli ideali che riteniamo giusti… allora il mondo lo avremo già cambiato: almeno per quel poco che ci riguarda, il mondo sarà migliore. E si sa che il mare è fatto di gocce.

Ti capita mai di affezionarti al personaggio di una tua storia come se fosse quasi un amico in carne e ossa? Oppure, sai se è capitato a qualche tuo lettore?

Mi capita spesso e forse è per questo che tendo a scrivere serie, proprio perché ho difficoltà ad abbandonarli! So che questo capita anche a molti lettori. I membri del blog Gli Invisibili Fan Club (http://gli-invisibili-fan-club.blogspot.it/) hanno scritto tanti racconti con i miei personaggi. Leggerli mi diverte e mi commuove anche un po’.

Quale personaggio inventato da un altro scrittore vorresti aver creato tu?

Long John Silver, il pirata de “L’isola del tesoro” di Robert Louis Stevenson. Abitualmente le figure dei cattivi nelle storie fantastiche o d’avventura sono stereotipate, a una dimensione, rappresentano il male assoluto, come nel caso di Dracula o di Voldemort di Harry Potter. Penso che per un autore proporre oggi figure simili sia rischioso, oltreché superficiale, perché i lettori o gli spettatori di un film potrebbero pensare di poter incontrare il male assoluto nel compagno di classe con cui non vanno d’accordo o in chi ha lingua e cultura diverse dalla nostra. Ma noi esseri umani siamo molto più ricchi e sfaccettati di così, siamo a tre dimensioni, non a una… Long John Silver si presenta come uno di questi cattivi: il suo piano è convincere gli adulti che si prendono cura del ragazzino in possesso della mappa del tesoro, a ingaggiare lui stesso e i suoi uomini come equipaggio della nave, ma, quando arriveranno all’isola, uccidere o abbandonare Jim e adulti e fuggire col bottino. Tutto sembra andare secondo il piano e lui viene assunto come cuoco di bordo, mentre Jim viene messo in cucina per aiutarlo a sfaccendare. Durante il viaggio, i due si parlano e lì avviene qualcosa d’imprevisto: il pirata si affeziona al ragazzo! È allora che il personaggio diventa interessante e, in fin dei conti, il fulcro della vicenda, perché cominciamo a chiederci: e adesso cosa farà? Taglierà lo stesso la gola a Jim oppure no? E, se non lo farà, non rischierà che i suoi uomini si rivoltino e uccidano anche lui? Un personaggio del genere è autentico 3-D. E senza bisogno di occhialini!

Spesso incontri i ragazzi per presentare i tuoi lavori. È una grande responsabilità parlare ai giovani: come ti prepari per queste esperienze. E tu, cosa ne ricavi?

Mi annoierei a parlare solo dei miei libri, perciò, quando mi è possibile, porto con me un valigione zeppo di libri, fumetti e film che mi hanno ispirato. In questo modo l’incontro si costruisce sull’onda dell’entusiasmo che, come si sa, è contagioso! Ne ricavo innanzitutto una bella dose di buonumore. Inoltre, le osservazioni dei ragazzi sono spesso arricchenti e mi danno modo di riflettere in maniera sempre più approfondita sugli argomenti che fanno da sfondo dei miei libri… e su me stesso.

gdp2

Il tuo sito www.giovannidelponte.com offre con grande generosità dei consigli di lettura: Dracula di Bram Stoker, Il buio oltre la siepe di Harper Lee, Matilde di Roald Dahl, e poi Lansdale, Spinelli, Tognolini… ci suggerisci un romanzo da leggere assolutamente che ancora non compare sul tuo sito?

Direi tutti i libri di Marie-Aude Murail. Ho letto per primo “Oh boy!” e me ne sono innamorato. Sa divertirmi, commuovermi e mi fa riflettere con leggerezza.

Ottimo consiglio! Grazie. E grazie anche per tutti gli spunti di riflessione che ci hai offerto con questa intervista.

Per chi volesse conoscere meglio questo autore vi ricordiamo il suo sito www.giovannidelponte.com che merita davvero una visita per quanto è completo e ricco di consigli per tutti. Con grande generosità Giovanni Del Ponte ci parla non solo dei suoi libri, ma anche di film, fumetti, opere dei suoi autori preferiti e tanto altro ancora. Da non perdere anche i suoi consigli per aspiranti scrittori!

 

 

 

pinit fg en rect red 28 - Intervista a Giovanni Del Ponte

Ti è stato utile questo articolo?

Clicca e vota!

Valutazione / 5. Voti:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.