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Il muro invisibile di Harry Bemstein

il muro invisibile

il muro invisibile Un quartiere diviso da una strada, da un lato i cristiani e dall’altro gli ebrei. Un bambino nel mezzo che tutti i giorni contempla il muro invisibile.

Ecco il famoso romanzo autobiografico di Harry Bemstein, che a novant’anni passati racconta la sua storia, l’infanzia vissuta in un quartiere diviso fra cristiani ed ebrei, la povertà, la voglia di emergere ma anche le delusioni ed i drammi.

Il muro invisibile: la trama

Harry vive nel quartiere di Lancashire con la sua famiglia, un quartiere particolare perchè popolato di ebrei e cristiani che si tengono ben separati. Forse non tanto bene perchè nascono amori segreti ed Harry, ancora bambino, si trova a fare da messaggero inconsapevole proprio ad una coppia che se scoperta rischierebbe tutto.

Harry, con la nidiata di fratelli e sorelle, conduce un’esistenza povera, con una madre che si arrabatta per guadagnare qualcosa e dar loro da mangiare ed un padre alcolizzato che lavora in una fabbrica tessile e si beve o gioca la maggior parte del salario.

La madre dei bambini non smette mai di sperare in un futuro migliore: una bella scuola per Harry, una carriera da insegnante per la figlia maggiore, magari un negozietto da cui trarre un po’ di profitto e poi finalmente un biglietto per scappare in America.

Invece non tutto va come previsto per via del padre tiranno, della società classista e per l’antico dissidio fra ebrei e cristiani che cercano di entrare in contatto fra loro il meno possibile. Non tutti in realtà perchè gli iniziali Romeo e Giulietta, sono solo i primi di una lunga serie di coppie, che tenteranno di scavalcare il muro invisibile.

Quando le differenze, l’amore e la disperazione si mescoleranno si prenderanno pesanti decisioni. Che ne sarà del sogno americano?

Il muro invisibile: commento

il muro invisibile

Il muro invisibile è proprio il tema centrale di questo romanzo, triste ed affascinante al tempo stesso. Il coraggio, è un altro dei temi centrali. Ebrei e cristiani convivono ignorandosi o entrando in contatto sporadicamente (in occasione dello shabbat ad esempio) ma sotto sotto è tutto un fermento, perchè al cuore non si comanda. La legge però è severa: se non si rispetta, per parte ebraica, i figli sono pianti come morti. C’è dunque il coraggio delle storie clandestine, il coraggio contro il pregiudizio, il coraggio di una madre che fa di tutto per crescere i propri bambini ed il coraggio di questi ultimi che vorrebbero davvero un futuro meno povero e melanconico.

Attraverso le parole dello stesso Harry viviamo la sua infanzia, il sogno americano cullato dalla madre, le speranze e le delusioni, i piccoli fatti quotidiani di una vita condotta a ridosso di un muro invisibile, destinato a non rimanere a lungo in piedi.

Un romanzo vivamente consigliato, non troppo lungo, gradevole e sciolto nella narrazione.

Qualcuno l’ha già letto?

Buona lettura.

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