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Gli incentivi per i senza diploma del Governo Letta

Incentivi Governo Letta

Una delle leggi dell’ormai ex governo Letta che hanno fatto più discutere in materia lavorativa è la numero 76 del 2013. Si tratta di un provvedimento che, ponendosi l’ambizioso obiettivo di abbassare la disoccupazione giovanile, ha reso attivi incentivi e agevolazioni per le imprese che decidono di assumere giovani tra i 18 e i 29 anni i quali, oltre a dover essere privi di un impiego retribuito da almeno sei mesi, siano sprovvisti del diploma di scuola superiore.

Nonostante le buone intenzioni che stanno dietro all’approvazione di tale disegno di legge, che è divenuto attivo dal primo ottobre 2013, esso ha suscitato dibattiti e critiche da più parti. I motivi di tali prese di posizione si racchiudono sostanzialmente nel seguente concetto: è ingiusto e diseducativo favorire chi non ha studiato rispetto a chi lo ha fatto. Nonostante questo aiuto vada a favore di soggetti in difficoltà, si rischia di far passare il concetto che l’impegno e il sacrificio non pagano, il tutto a discapito del merito all’interno di una società in cui lo stesso viene calpestato quotidianamente in favore di clientelismi e raccomandazioni di vario genere. Si rischia così facendo di andare nella direzione opposta da quella agognata da Maria Chiara Carrozza, Ministro dell’Istruzione dello stesso Governo Letta, ossia quella della necessità di abbassare notevolmente il tasso di dispersione scolastica. In Italia infatti, come stabilito dallo studio annuale della Commissione Europea, lasciano in anticipo i banchi scolastici il 17,6% degli studenti, dato che ci pone ampiamente sotto la media UE (12,7%) nonché nella “Flop Five” a livello europeo.

Critiche in parte condivisibili, in parte meno, dato che in qualche modo bisogna pure venire incontro alla fascia dei senza diploma, i quali in alcune regioni del Sud Italia rappresentano più della metà della popolazione. Bisogna considerare che molti di essi non hanno potuto raggiungere l’obiettivo del titolo di studio per cause diverse da quelle della mancanza di voglia, su tutte quelle di carattere economico, e che per le stesse ragioni non hanno potuto conseguire il diploma tramite recupero anni scolastici, strada intrapresa da molte persone soprattutto nelle regioni del Nord Italia.

Ma in che cosa consistono esattamente queste agevolazioni per i senza diploma? L’incentivo è pari ad un terzo dello stipendio mensile lordo; il suo valore non può superare la cifra di 650 euro per lavoratore. Nel caso venga effettuata un’assunzione a tempo indeterminato la detrazione vale per ben 18 mesi, mentre nel caso di una trasformazione a tempo indeterminato di un contratto già in essere essa dura 12 mesi. In totale, i fondi stanziati dal precedente governo a tale scopo sono 794 milioni di euro, secondo quanto riportato dal sito ufficiale del Ministero del Lavoro.

La documentazione completa può essere fornita direttamente sul sito istituzionale adibito a questo genere di cose, ossia quello dell’Inps. Si tratta di inviare le domande preliminari attraverso l’apposito modulo telematico che consente di essere ammessi al beneficio dell’incentivo. Per raggiungere la pagina giusta del sito, dalla homepage bisogna seguire questo percorso: Servizi on line – Per tipologia di utente – Aziende, consulenti e professionisti, Servizi per le aziende e consulenti. Qui bisogna autenticarsi con le proprie credenziali e poi cliccare su “Dichiarazioni di responsabilità del contribuente”

Per quanto attiene alle tempistiche, nel giro di tre o quattro giorni l’Inps darà una risposta al datore di lavoro in base alla propria disponibilità di risorse. Se il riscontro sarà positivo, l’azienda dovrà comunicare i dettagli circa l’assunzione all’Inps e quest’ultima, dopo avere verificato la regolarità della documentazione, darà l’ok definitivo per l’accesso agli incentivi.

E voi cosa ne pensate di questo provvedimento? Siete favorevoli o contrari?

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