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Felicità è un pizzico di noce moscata

Felicità è un pizzico di noce moscata

di

Maria Goodin

Felicità è un pizzico di noce moscata racconta di Meg e dei suoi incredibili ricordi d’infanzia. Tutti abbiamo dei ricordi della nostra infanzia, ma cosa accadrebbe se un giorno scoprissimo che tutto ciò che ricordiamo è falso? Cosa accadrebbe se scoprissimo che i nostri ricordi sono stati inventati di proposito per noi per non aver memoria di ciò che realmente è stato?

“Quando venni fuori ero un po’ indietro di cottura. Altri cinque minuti e sarei stata grande come gli altri bambini, diceva mia madre. Secondo lei ero così pallida perché in gravidanza aveva avuto le voglie di pane bianco (troppa farina). Chiese al dottore se sarei lievitata meglio nel caso avesse fatto più esercizio (troppo poca aria), ma il medico non ne era sicuro; piuttosto era preoccupato per le dimensioni dei miei piedi. Se mia madre fosse rimasta di nuovo incinta, suggerì, avrebbe dovuto cercare di stare a testa in giù o di girare in tondo (girare in tondo a testa in giù sarebbe stato l’ideale), in modo da amalgamare per bene gli ingredienti…”

Felicità è un pizzico di noce moscata Meg in realtà si chiama Nutmeg (ovvero noce moscata) è l’eroina di Felicità è un pizzico di noce moscata, una ragazza con i piedi per terra, concreta, che studia per diventare una scienziata e frequenta Mark futuro avvocato molto portato per la ricerca, la scoperta della verità ed un totale disinteresse per la fantasia. Ma Meg non è sempre stata così. Da bambina andava a caccia di fate con sua madre tentando d’imprigionarle nelle bottiglie di latte, ricorda perfettamente che nel balcone crescevano le piante degli spaghetti, sua madre le ha raccontato tante storie della sua infanzia: da bambina Meg era così dolce che ne intingevano un piedino nel tè per zuccherarlo, che durante il parto fu presa al volo con una padella da un operaio del gas, che una volta Meg da bambina è stata assalita da una crocchetta di granchio e storielle fantasiose del genere. Meg si ricorda perfettamente tutto, ma quando inizia la scuola ed iniziano i temi sui ricordi gli insegnanti fanno emergere la verità: i ricordi di Meg sono solo storielle inventate. Meg inizia a rifiutare tutto ciò che è fantasia, sempre più confusa su ciò che sia vero e ciò che sia falso affronta la prima autentica verità: tutto ciò che sa della sua infanzia è falso.

Felicità è un pizzico di noce moscata Com’è andata dunque veramente? Meg va a trovare la madre Valerie, ancora grande appassionata di cucina, a cui resta poco da vivere, decisa a scoprire la verità con il “sostegno” di Mark che non sopporta la strampalata madre di Meg, fissata con la cucina e perennemente fra le nuvole. Valerie si rifiuta di ammettere che quei ricordi siano fasulli e Meg dovrà aggrapparsi a pochi indizi per scoprire la verità. Ma come dice il proverbio cinese “attenti a ciò che desiderate, perchè potreste ottenerlo”.

***

Felicità è un pizzico di noce moscata di Maria Goodin è una lettura senza dubbio leggera, di poche pretese. Affronta comunque un tema molto difficile, amaro (quasi un contrasto con il sottofondo di prelibatezze e dolcezze con cui Valerie riempie la sua vita e quella di Meg) quello della verità negata ma non per crudeltà come scoprirete leggendo il romanzo. Una madre è disposta a tutto pur di proteggere sua figlia, anche mentire. Proteggere anche se stessa ovviamente, ma da chi, da cosa? Può essere un passato così brutto da doverne inventare uno di sana pianta?
Felicità è un pizzico di noce moscata Inizialmente il romanzo parrebbe basarsi molto sulla cucina, quasi i sapori potessero essere una linea guida ma in realtà si tratta di un contorno, un pretesto per rendere più “appetitosa” la storia.

La figura di Meg è ben resa, sempre in bilico fra fantasia e realtà, si sente strattonata da entrambe le parti: da un lato un pedante Mark che la tira forzatamente verso la ricerca della verità incurante delle conseguenze e dall’altro Valerie ormai fragile ed in fin di vita sempre più confusa e più decisa che mai a non rivelare nulla, come se non bastasse arriva un uomo, il giardiniere, a rincarare la dose ma questi, a differenza di Mark, sembra accettare Meg per quello che è. Nuovi dubbi s’insinuano nella vita di Meg. Naturalmente la vena romantica non poteva mancare anche se, fortunatamente, non è il fulcro del romanzo.

Riuscirà Meg a scoprire la verità sul suo passato? Cosa cambierà dunque?

Lo scoprirete leggendo Felicità è un pizzico di noce moscata di Maria Goodin.

 

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