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Alice in Zombieland di Gena Showalter

Cosa sarebbe successo se Alice, anziché ritrovarsi nel Paese delle Meraviglie si fosse ritrovata nel Paese degli Zombie? Domandina interessante che solleticherà la curiosità degli appassionati di cadaveri ambulanti, la risposta la troverete in Alice in Zombieland. Si è fatto un gran parlare, di recente di nuove droghe che indurrebbero stati allucinogeni in cui la persona appare proprio come uno zombie ed è spinta al cannibalismo, alcuni di questi casi si sono verificati in Florida tempo fa. Ma non è questo il caso di Alice in Zombieland.

La trama

Alice, è una ragazza che vive con i genitori e la sorella Emma, in una situazione alquanto paradossale. Il padre è un uomo pieno di fobie che ha proibito alla famiglia di uscire di notte, quindi si cena alle sei ed al calar del sole tutti devono essere nelle proprie stanze. La madre di Alice è molto succube ed accondiscendente anche se conosce bene il marito e sa come rabbonirlo.

Alice vive questa strana situazione a volte con noncuranza ed a volte con una sensazione di oppressione, perchè in certi momenti è stanca di essere quella diversa, con la famiglia diversa, che non può uscire tardi con gli amici e non può avere un ragazzo. Il padre poi delle volte la spaventa, quando se ne va in giro di notte armato o comincia a farneticare di mostri e minacce che si nascondono nelle tenebre. In occasione di un suo compleanno Alice fa una richiesta ai genitori: che possano andare tutti insieme al saggio di ballo di Emma come una vera famiglia, dopo il tramonto.

La famiglia accetta ma durante il tragitto del rientro il padre ha una crisi, l’auto sbanda e l’unica sopravvissuta all’incidente è Alice. Non avendo scelta, la ragazza va a stare dai nonni e cambia scuola. Nella nuova fa strane amicizie ed incontra un ragazzo che le piace molto, Cole. Alice cerca di dimenticare la scena che ha visto dopo l’incidente: inquietanti esseri vicino al corpo del padre morto. Ma gli eventi strani, nella vita di Alice, sono appena iniziati.

La recensione

Romanzetto poco impegnativo, Alice in Zombieland, adatto a chi non ha voglia di tuffarsi in storie profonde o appassionanti. Inizia in maniera accattivante e simpatica e promette bene ma dopo la scena dell’incidente e del trasloco comincia ad assumere una nota tediosa e prolissa circa l’incontro della protagonista con Cole. Gli zombie presenti nel romanzo non sono i soliti mostri sbrindellati e non sono cadaveri putrefatti, sono invece molto più evanescenti e non meglio precisati, visibili non a tutti e con uno stile di vita che di zombesco ha ben poco. Che Gena Showalter avesse le idee un po’ confuse in fatto di zombie e mostri vari? Probabile.

A quanto pare esiste un seguito“Through the Zombie Glass” (“Attraverso lo specchio degli Zombie”) ma, a dir la verità, uno è più che sufficiente. Consigliato per i freddi pomeriggi in compagnia del plaid, quando la voglia di uscire con la pioggia non si fa vedere e l’ultima cosa che vorreste e pedalare sulla cyclette che vi sta fissando o accendere la tv.

Buona lettura!

 

 

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