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Piacenza, il piacere di gustare la cucina tradizionale

Piacenza tagliere

Articolo aggiornato il 7 Maggio 2020

Piacenza è una città dell’Emilia-Romagna, in Italia. Nella centrale Piazza Cavalli sono presenti due statue equestri e il Palazzo Gotico medievale. Un angelo di rame ruota in cima al campanile del Duomo di Piacenza. La vicina Basilica di Sant’Antonino ha una torre a 8 facciate e affreschi del XVII secolo, oltre a un portale, chiamato Porta del Paradiso, con un rosone. I Musei civici di Palazzo Farnese ospitano sculture e armi.

Quest’anno, volenti o nolenti, molti italiani dovranno rinunciare alle tipiche vacanze estive in qualche località marittima spagnola o in qualche isola greca. La salute viene prima di ogni altra cosa, ma questo “confinamento” potrebbe anche aprire le porte ad una gradita riscoperta: la riscoperta delle città e delle bellezze nostrane.

Escluse le “famosissime” italiane, lungo lo stivale si trovano un’infinità di perle che, per un motivo o per l’altro, sarebbe davvero un peccato non visitare. Tra queste sicuramente annoveriamo Piacenza, provincia emiliana dalla lunga storia, dalla ricca cultura e dalle importanti architetture, oggi è un vivace polo economico e universitario. E lo dimostra il fatto che sono in molti, studenti e lavoratori che, ogni anno, cercano casa in affitto a Piacenza.

Piacenza Piazza dei Cavalli - Piacenza, il piacere di gustare la cucina tradizionale
Piacenza Piazza dei Cavalli

“La Primogenita”, così viene soprannominata perché nel 1848 fu la prima città a votare a favore dell’annessione al Regno di Sardegna, è stata da sempre un importante crocevia, che collega l’Emilia alla Lombardia, al Piemonte e alla Liguria. Anche oggi le diverse influenze sono decisamente un valore aggiunto, soprattutto quando si parla di cucina! Per gustare i piatti della tradizione piacentina, inoltre, c’è solo l’imbarazzo della scelta: dai raffinati ristoranti del centro alle trattorie sparse per tutta la provincia, siamo certi che i sapori locali sapranno conquistare ogni tipo di palato.

Ecco, dunque, una carrellata di tutte le prelibatezze tipiche di Piacenza, che dovete assolutamente assaggiare se vi trovate nei paraggi.

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Piacenza stracotto

Menù tradizionale di Piacenza

In virtù della sua essenza da provincia di confine, l’offerta gastronomica di Piacenza risulta influenzata positivamente dalle tradizioni regionali limitrofe. Da una parte, infatti, abbiamo un ampio utilizzo di paste, rigorosamente fatte in casa, e salumi, tipici emiliani; dall’altra il largo uso di riso, trippa e luganega, ingredienti tipici lombardi, e di verdure di ogni sorta, immancabili nella tradizione ligure.

Proviamo, dunque, a stilare un abbondante, gustoso e variegato menù tradizionale piacentino, composto da antipasto, primo, secondo e dolce.

Piacenza anolini 800x800 - Piacenza, il piacere di gustare la cucina tradizionale
Piacenza anolini

Antipasti piacentini

La legge della tavola piacentina prevede che l’antipasto sia un ricco tagliere di salumi e formaggi: non a caso Piacenza vanta ben 3 salumi a marchio DOP (unico distretto europeo) e 2 formaggi conosciuti in tutto il mondo. Dunque tagliere, si diceva, composto almeno da: coppa, pancetta e salame accompagnati da Provolone Valpadana e Grana Padano. Per entrare appieno nella tradizione, però, occorre che a questi prodotti si aggiungano:

  • La “burtleina” (la bortellina), una sorta di frittata croccante fritta in olio o strutto;
  • I “chissulein” (i chissolini, altrove conosciuti con il nome di gnocco fritto), sono dorati rombi da pasta sfoglia, fritti in olio o strutto, perfetti da assaporare con salumi e formaggi;
  • Le “batarö”, tipiche focaccine composte da un misto di farine di grano e mais.

Alternativamente, si potrà scegliere tra altri due antipasti tipici piacentini, ossia la “pistä ad gras” (lardo di maiale pestato con aglio e prezzemolo, da gustare su pane o polenta) e la tradizionale torta di patate De.Co. (un impasto di patate, burro, formaggio, cipolla e, a piacimento, salsa di pomodoro, adagiato su una base di pasta sfoglia).

Piacenza pisaréi e fasö - Piacenza, il piacere di gustare la cucina tradizionale
Piacenza pisaréi e fasö

Primi piatti piacentini

Tra le prima portate si ha veramente l’imbarazzo della scelta: pasta fresca, riso, pasta ripiena, gnocchi… Ogni gusto sarà pienamente soddisfatto in ogni ristorante di Piacenza e provincia! Tra le proposte più piacentine in assoluto citiamo:

  • I “pisaréi e fasö”, pietanze tra le più apprezzate, anche se di origine contadina. Si tratta di piccoli gnocchi di farina e pangrattato affogati in un gustoso e abbondante sugo di fagioli borlotti, cipolla, lardo e pomodoro. Questo piatto, che risale a parecchie decadi nel passato, è contrassegnato dal marchio De.Co.;
  • Gli anolini, ossia pasta all’uovo ripiena cotti in un brodo di terza (cioè ottenuto da tre differenti tagli di carne) ripiena di un composto di stracotto di manzo, pane grattugiato, Grana Padano, uova e noce moscata. È il piatto tipico della vigilia di Natale;
  • I tortelli, in un bis con ripieni alla piacentina e di zucca: nei primi troviamo ricotta, spinaci e grana, i secondi invece si differenziano dai cugini che si trovano in regione per l’assenza di mostarda o amaretti;
  • Le lasagne alla bobbiese, molto simili alla ricetta classica, ma con molta besciamella e con l’aggiunta di funghi;
  • La bomba di riso alla piacentina: chiudiamo con un piatto tipico emiliano, che in ogni differente provincia troviamo declinato in una ricetta leggermente differente. A Piacenza si tratta di un pasticcio di riso e carne di piccione. Un primo ricco e gustoso, di cui pare fosse ghiotta Elisabetta Farnese, regina di Spagna.
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I secondi tradizionali di Piacenza

Per quanto riguarda le seconde portate, a fare la voce grossa è lo stracotto alla piacentina, piatto inserito nell’Albo dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali Italiani. La ricetta, per essere eseguita alla lettera, richiede tempo e dedizione: si tratta infatti di carne di manzo o cavallo cotta per lungo tempo in un sugo a base di passata di pomodoro, aromi e vino.

Decisamente apprezzato, soprattutto nella stagione fredda, è la cosiddetta “pìcula ‘d caval”, ossia un ragù di carne di cavallo trita, da accompagnare con un bel piatto abbondante di polenta. Un piatto decisamente robusto, legato alla cucina povera di un tempo, oggi riscoperta e portata alla ribalta da molti cuoci piacentini.

Se la carne di cavallo, però, non è nelle vostre corde, altri secondi tipici sono:

  • La trippa alla piacentina: interiora di manzo cotte e accompagnate con un misto di verdure, in particolare sedano, carota e pomodoro, e insaporite con aglio e cipolla;
  • Il salame cotto, perfetto da gustare con purè di patate o polenta;
  • Le verdure ripiene, tra le quali citiamo in particolare zucchine, cavoli e foglie di verza;
  • E chiudiamo la lista con il “tasto” (o “tasca”): gustosa carne di vitello ripiena di un composto, molto saporito, di spinaci, formaggio, pancetta e uovo.

Dolci piacentini

Se la tradizione della pasticceria di Piacenza non è ricca come quella dei piatti salati, questo non significa che non si possa concludere il menù tradizionale con gusto e piacere. Molti dei dolci tipici di questa terra, infatti, sono cucinati con prodotti genuini di questo territorio, che si possono trovare in ogni casa piacentina. Tra questi ricordiamo:

  • I “turtlitt”, ossia i tortelli dolci cotti in forno o fritti tipici di gennaio, perché venivano farciti con ciò che avanzava dalle feste natalizie quindi ogni ricetta può variare in una certa misura e spaziare, ad esempio, dalle castagne alla mostarda, fino agli amaretti e alle marmellate;
  • I “busslanein”, biscotti tipici a base di farina, burro, latte o vino bianco e zucchero, sono riconosciuti De.Co. al comune di Rottofreno;
  • I “farsö”, dolce tipico del periodo di Carnevale, sono frittelle di pasta molto lievitata di forma tondeggiante, fritta in olio o strutto;
  • Il “latt in pé” è una sorta di crème caramel, ma leggermente più delicato, fatto con latte, zucchero e uova.
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Infine, nella tradizione dei dolci tipici piacentini, vanno ricordate anche tutta una serie di torte, tra cui spiccano la “pattona”, a base di farina di castagne, e la “sbrisolona”, il cui ingrediente principale sono le mandorle.

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