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Conto corrente all’estero: conviene davvero?

monaco montecarlo

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Tra quei pochi fortunati che in tempi di crisi come questo riescono comunque a mettere da parte un gruzzoletto importante di denaro la domanda serpeggia; è legale spostare il proprio denaro all’estero?

Oltre ad essere legale, conviene?

Le risposte a queste due domande sono piuttosto articolate.Cominciamo con il dire che la legalità è tutta legata al fatto che questo trasferimento avvenga tramite bonifico, e quindi attraverso uno strumento perfettamente tracciabile dal nostro Fisco. Inoltre, se il denaro viene mosso verso Stati al di fuori dell’Unione Europea, il contribuente italiano è tenuto a comunicare all’autorità tributaria la destinazione finale dei propri fondi.

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Due buoni motivi per aprire un conto corrente all’estero?

Innanzitutto se siete in ansia per le sorti dell’euro e temete che da un momento all’altro la moneta unica possa fare crack insieme a tutti i vostri risparmi allora potrebbe aver senso spostarli verso Stati con economie solide come il Regno Unito, gli Stati Uniti o la benamata Svizzera. Un secondo buon motivo potrebbe essere invece dettato dall’esigenza di trovare Stati dove al momento viene praticato un tasso di interesse attivo maggiore rispetto a quelli praticati in Italia dove i rendimenti sono piuttosto bassi. In questo secondo caso converrebbe, oltre a spostare il denaro, trasformare il proprio conto corrente in un conto deposito che è quello che massimizza i rendimenti.

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I rischi

Due rischi legati allo spostamento di importanti cifre di denaro all’estero sono invece le tasse ed il cambio. Se anche decidete di spostare i vostri soldi, ad esempio, nel Regno Unito, finché rimanete fiscalmente residenti in Italia sarete sempre tenuti a pagare nel nostro Paese il famoso 26% di IRPEF sulle rendite del vostro conto all’estero. In più anche il Regno Unito potrebbe decidere di applicare una piccola aliquota fiscale sulle cifre depositate; detto in altre parole paghereste due volte le tasse.

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Un secondo aspetto da considerare è quello legato al cambio

Questa è una problematica che si riscontra solo se si esce dall’area euro, magari perché non ci si fida troppo della stabilità a lungo termine della moneta unica. In questo caso, supponendo sempre un ipotetico trasferimento del denaro nel Regno Unito, dobbiamo considerare che il cambio da euro a sterlina non è mai a costo zero ne in un verso (ovvero quando trasferiamo il denaro dall’Italia alla banca inglese) ne in un altro (quando decideremo di riportare in Italia il denaro maturato). Ecco quindi che il tasso di cambio può incidere così tanto sul nostro investimento tanto da annullare anche la redditività di un conto aperto all’estero.

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